Virgilio, Eneide: Libro 04 - PAROLE DI MALEDIZIONE CONTRO ENEA

Virgilio, Eneide: Libro 04 - PAROLE DI MALEDIZIONE CONTRO ENEA

Latino: dall'autore Virgilio, opera Eneide parte Libro 04 - PAROLE DI MALEDIZIONE CONTRO ENEA

Et iam prima novo spargebat lumine terras Tithoni croceum linquens Aurora cubile E gia la prima Aurora lasciando giaciglio di croco di Titone spruzzava le terre di nuova luce
regina e speculis ut primam albescere lucem vidit et aequatis classem procedere velis, litoraque et vacuos sensit sine remige portus, terque quaterque manu pectus percussa decorum flaventisque abscissa comas 'pro Iuppiter La regina dalle vedette come vide biancheggiare la prima luce e la flotta procedere a vele spiegate, e s'accorse dei lidi e dei porti vuoti senza un rematore, percuotendo il bel petto con la mano e tre e quattro volte e sciolta nelle biondeggianti chiome Oh Giove
ibit hic,' ait 'et nostris inluserit advena regnis Andrà costui, dice, e lo straniero si befferà dei nostri regni
non arma expedient totaque ex urbe sequentur, diripientque rates alii navalibus Gli altri non prenderanno le armi e inseguiranno da tutta la città e strapperanno le barche dagli arsenali
ite, ferte citi flammas, date tela, impellite remos Andate,rapidi portate fiamme, date armi, spingete i remi
quid loquor Che dico
aut ubi sum O dove sono
quae mentem insania mutat Che pazzia cambia lla mente
infelix Dido, nunc te facta impia tangunt Infelice Didone, ora fatti sacrileghi ti colpiscono
tum decuit, cum sceptra dabas Allora andò bene, quando davi lo scettro

Now I feel...