Virgilio, Eneide: Libro 03 - LE TERRIBILI ARPIE

Virgilio, Eneide: Libro 03 - LE TERRIBILI ARPIE

Latino: dall'autore Virgilio, opera Eneide parte Libro 03 - LE TERRIBILI ARPIE

servatum ex undis Strophadum me litora primum excipiunt Anzitutto mi accolgono, salvato dalle onde, i lididelle Strofadi
Strophades Graio stant nomine dictae insulae Ionio in magno, quas dira Celaeno Harpyiaeque colunt aliae, Phineia postquam clausa domus mensasque metu liquere priores Le isole dette Strofadi dal nome graiostanno nel grande Ionio, che la crudele Celenoe le altre Arpie abitano, dopo che fu chiusa la casa Fineo e per paura lasciarono le prime mense
tristius haud illis monstrum, nec saevior ulla pestis et ira deum Stygiis sese extulit undis Non c'è mostro più funesto di quelle, nè alcuna pestepeggiore ed ira degli dei si alzò dalle onde stigie
virginei volucrum vultus, foedissima ventris allittproluvies uncaeque manus et pallida semper ora fame Virginei volti di uccelli, fetidissimo flusso di ventre e mani uncinate e facce sempre pallide per fame
huc ubi delati portus intravimus, ecce laeta boum passim campis armenta videmus caprigenumque pecus nullo custode per herbas Come qui portati entrammo nei porti, eccovediamo grassi armenti di buoi qua e là nelle pianeed un gregge di capre per l'erba senza custode
inruimus ferro et divos ipsumque vocamus in partem praedamque Iovem; tum litore curvo exstruimusque toros dapibusque epulamur opimis Ci buttiamo col ferro ed invochiamo gli dei e lo stessoGiove per la parte ed il bottino; poi sulla spiaggia ricurva collochiamo letti e banchettiamo con cibi abbondanti
at subitae horrifico lapsu de montibus adsunt Harpyiae et magnis quatiunt clangoribus alas, diripiuntque dapes contactuque omnia foedant immundo; tum vox taetrum dira inter odorem Ed improvvise con orribile volata dai monti le Arpie si presentano e scuotono le ali con grandi schiamazzi, saccheggian le vivande e coll'immondo contatto sporcano tutto; poi lo stridio crudele tra l'orribile odore
rursum in secessu longo sub rupe cavata [arboribus clausam circum atque horrentibus umbris] instruimus mensas arisque reponimus ignem; rursum ex diverso caeli caecisque latebris turba sonans praedam pedibus circumvolat uncis, polluit ore dapes Di nuovo in un lungo riparo sotto una rupe incavata [chiusa attorno da alberi ed ombre raggelanti] prepariamo le mense e poniamo sugli altari il fuoco; di nuovo da parte diversa del cielo e da ciechi nascondigli la turba rimbombante vola attorno alla preda con zampe adunche, con la bocca sporcò i cibi
sociis tunc arma capessant edico, et dira bellum cum gente gerendum allora ordino ai compagni che prendano le armii, e la guerra è da combattere con gente crudele
haud secus ac iussi faciunt tectosque per herbam disponunt ensis et scuta latentia condunt Non diversamente dall'ordine agiscono e dispongono per l'erba le spade coperte e nascondono gli scudi latenti

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