Virgilio, Eneide: Libro 01 - IL DISCORSO DI ILIONEO

Virgilio, Eneide: Libro 01 - IL DISCORSO DI ILIONEO

Cultura. Lunedi, 09 Ottobre 2017. visite: giorni 30 Classifica 9.5 %

Latino: dall'autore Virgilio, opera Eneide parte Libro 01 - IL DISCORSO DI ILIONEO

Postquam introgressi et coram data copia fand maximus Ilioneus placido sic pectore coepit: 'o regina, novam cui condere Iuppiter urbem iustitiaque dedit gentis frenare superbas, Troes te miser ventis maria omnia uect oramus: prohibe infandos a navibus ignis, parce pio generi et propius res aspice nostras Dopo che furon entrati e data la facoltà di parlare apertamente, il più vecchio Ilioneo così cominciò con animo calmo: O regina, cui Giove concesse fondare una nuova città e moderar con giustizia popoli fieri(noi) miseri Trorian portati in tutti i mari adi ventti preghiamo: allontana dalle navi gli orribili fuochrisparmia un popolo pio e più da vicino guarda i nostri casi
non nos aut ferro Libycos populare penatis venimus, aut raptas ad litora vertere praedas; non ea uis animo nec tanta superbia victis Noi non siamo venuti o a saccheggiare con l'arma i penati libici o portare sui lidi le prede rubate;il cuore non (ha) quella forza nè i vinti così tanta superbia
est locus, Hesperiam Grai cognomine dicuntterra antiqua, potens armis atque ubere glaebae; Oenotri coluere viri; nunc fama minores Italiam dixisse ducis de nomine gentem C'è un luogo, i Grai lo chiaman col nome d'Esperia, terra antica, potente per armi e per riccheza di terra; (la) curarono uomini enotri; ora è fama che i più giovani l'han chiamata Italia il popolo dal nome del capo
hic cursus fuit, cum subito adsurgens fluctu nimbosus Orion in vada caeca tulit penitusque procacibus Austris perque undas superante salo perque invia saxa dispulit; huc pauci vestris adnavimus oris questa fu la rotta,quando Orione burrascoso sorgendo da flutto improvviso (ci) portò in secche cieche e completamente ci disperse coi violenti Austri e tra l'onde e tra rocce inaccessibili col mare vincente; qui pochi nuotammo alle vostre spiagge
quod genus hoc hominum Che razza di uomini questa
quaeve hunc tam barbara morem permittit patria o quale patria così barbarapermette simile usanza
hospitio prohibemur harenae; bella cient primaque vetant consistere terra siamo respinti dall'ospitalità della sabbia; dichiaran guerre e vietano di fermarsi sulla terra più vicina
si genus humanum et mortalia temnitis arma, at sperate deos memores fandi atque nefandi Se disprezzate il genere umano e le armi mortal sperate almeno gli dei memori del bene e del male
rex erat Aeneas nobis, quo iustior alter nec pietate fuit, nec bello maior et armis Ci era re Enea, di cui non ci fu altro più giusto per virtù, nè superiore in guerra ed in armi
quem si fata virum servant, si vescitur aura aetheria neque adhuc crudelibus occubat umbris, non metus, officio nec te certasse priorem paeniteat Ma se i fati conservan quell'eroe, se si nutre di aria celeste nè ancora giace nell'ombre crudel non (c'è) paura, nè ti dispiaccia di aver gareggiato per prima in un favore

Adesso mi sento...