Verga: vita e opere riassunto

Verga: vita e opere riassunto

Giovanni Verga nacque a Catania il 2 settembre 1840, discendente da una famiglia di antica nobiltà rurale

Il nonno fu deputato al Parlamento siciliano. Lo scrittore ebbe cinque fratelli e trascorse l'infanzia e l'adolescenza in Sicilia, scrivendo giovanissimo per i giornali e componendo romanzi storici a imitazione di Alexandre Dumas, scrittore allora assai noto. Frequentò scuole private, si iscrisse alla facoltà di  Legge dell'università di Catania, senza conseguire la laurea, perché impegnato nel lavoro letterario. In questo suo proposito venne pienamente appoggiato dal padre, che contribuì alle spese delle prime pubblicazioni.
Fra il 1865 e il 1871 visse a Firenze, a quel tempo capitale d'Italia, dove ebbe i primi contatti letterari e relazioni e successi mondani.
Dal 1872 al 1893 abitò a Milano, dove fu in stretto contatto con gli ambienti letterari, che facevano di Milano la città più viva d'Italia. Importante fu l'amicizia che strinse con Capuana e con Arrigo Boito. Nonostante le molte relazioni amorose, ma non si sposò mai.

Inariditasi la vena creativa, si ritirò a Catania, dove morì il 27 gennaio 1922, quasi in solitudine, in seguito a una trombosi, assistito dalla nipote adottiva e dal fedele De Roberto.
Opere: Amore e patria; I carbonari della montagna (1862); Sulle lagune (1863); Una peccatrice (1866); Storia di una capinera (1871); Eva (1873); Nedda (1874); Tigre reale (1875); Eros (1875); Primavera e altri racconti (1876); Vita dei campi (1880); I Malavoglia (1881); Il marito di Elena (1882); Novelle rusticane (1883); Per le vie (1883); Cavalleria rusticana (opera teatrale, 1884); Drammi intimi (1884); In portineria (opera teatrale, 1885); Vagabondaggio (1887); Mastro don Gesualdo (1888); I ricordi del capitano d'Arce (1891); Don Candeloro e C.i (1894); Dal tuo al mio (1906).

L'attività letteraria di Verga si divide schematicamente in due fasi: nella prima compose romanzi e novelle di studio dell'alta società e degli ambienti artistici. In questi romanzi (Una peccatrice, Storia di una capinera, Eva, Tigre reale, Eros) marcato è il dato autobiografico, forse c'è persino un bisogno di arricchire la propria esistenza con  avventure affascinanti, ma realistiche. Associata, vi è la volontà di compiere un'analisi della società contemporanea, in special modo dei ceti alti, mettendone a nudo le magagne sentimentali e le menzogne convenzionali. Verga rappresenta già dei "vinti": tra i suoi personaggi vi è la dama che si avvelena per amore, la giovane che diventa monaca per volere della famiglia, il pittore sconfitto nelle sue ambizioni artistiche e nella sua passione per una ballerina, le passioni distruttive di una contessa russa morta di tisi.

Il verismo. Il verismo italiano costituisce lo sviluppo del naturalismo francese. Nella seconda metà dell'Ottocento, in Francia, Gustave Flaubert pubblica Madame Bovary, che viene accolta fra consensi di critica e guai giudiziari. Con quest'opera si fa iniziare il naturalismo. Essa si pone l'obiettivo di rappresentare oggettivamente la realtà, senza l'intervento diretto dello scrittore. C'è un distacco dell'autore dall'opera che scrive, che non viene influenzata da ideologie e dai valori morali personali.

 

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