Valerio Massimo, Detti e fatti memorabili: Libro 01 - Parte 02

Valerio Massimo, Detti e fatti memorabili: Libro 01 - Parte 02

Latino: dall'autore Valerio Massimo, opera Detti e fatti memorabili parte Libro 01 - Parte 02

Sunt et illa miraculorum loco, quod deusto sacrario Saliorum nihil in eo praeter lituum Romuli integrum repertum est: quod Serui Tulli statua, cum aedis Fortunae conflagrasset, inuiolata mansit: quod Quintae Claudiae statua in uestibulo templi Matris deum posita bis ea aede incendio consumpta, prius P Nasica Scipione et L Bestia, iterum M Seruilio L Lamia consulibus, in sua basi flammis intacta stetit da considerare un prodigio il fatto che, quando il sacrario dei Salii fu distrutto dal fuoco, nessun oggetto se ne salvò, tranne il bastone augurale di Romolo; e così anche il fatto che, pur dopo l'incendio del tempio della dea Fortuna, la statua di Servio Tullio rimase intatta; lo stesso dicasi per la statua di Quinta Claudia, che si trova nel vestibolo del tempio della Madre degli dei: dopo l'incendio di esso, avvenuto sotto il consolato di Publio Nasica Scipione e Lucio Bestia, e l'altro scoppiato quand'erano consoli Marco Servilio e Lucio Lamia, essa rimase sul suo basamento senza essere nemmeno sfiorata dalle fiamme
Aliquid admirationis ciuitati nostrae Acilii etiam Auiolae rogus adtulit, qui et a medicis et a domesticis mortuus creditus, cum aliquamdiu domi iacuisset, elatus, postquam corpus eius ignis corripuit, uiuere se proclamauit auxiliumque paedagogi sui nam is solus ibi remanserat inuocauit, sed iam flammis circumdatus fato subtrahi non potuit () La nostra città rimase ammirata anche per il caso di Acilio Aviola, che, creduto morto dai medici e dai familiari, dopo essere rimasto a giacere esposto in casa per un certo tempo, portato a sepoltura, mentre le fiamme cominciavano a bruciarne le spoglie, balzò su gridando ch'era ancora vivo ed invocando l'aiuto del suo aio, l'unico rimastogli vicino: ma, poiché le fiamme l'avevano ormai circondato, non poté sottrarsi alla morte
L quoque Lamiae praetorio uiro aeque uocem fuisse super rogum constitit Anche dell'expretore Lucio Lamia si racconta che si sia udita la voce, mentre il suo corpo ardeva sul rogo
Quae minus admirabilia fere Eris Pamphyli casus facit, quem Plato scribit inter eos, qui in acie ceciderant, X diebus iacuisse, biduoque post quam inde sublatus esset, inpositum rogo reuixisse ac mira quaedam tempore mortis uisa narrasse A render meno degni di meraviglia questi prodigi contribuisce la strana avventura toccata al panfilio Eris, di cui Platone racconta che, caduto in battaglia, rimase per dieci giorni tra gli altri cadaveri come morto e che, due giorni dopo esserne stato raccolto, posto sul rogo resuscitò e descrisse le strane visioni avute durante la sua morte apparente
Et quoniam ad externa transgressi sumus, quidam Athenis uir eruditissimus, cum ictum lapidis capite excepisset, cetera omnia tenacissima memoria retinens litterarum tantum modo, quibus praecipue inseruierat, oblitus est () E poiché siamo passati al racconto di prodigi avvenuti a stranieri, ecco quanto capitò ad un coltissimo Ateniese; ricevuta una pietrata in testa, costui, pur conservando perfettamente la memoria in tutto il resto, dimenticò completamente e soltanto tutte le nozioni che aveva assimilate con amore per tanti anni
dirum malignumque uulnus in animo percussi quasi de industria scrutatis sensibus in eum potissimum, quo maxime laetabatur, et acerbitate nocendi erupit, singularem doctrinam hominis pleno inuidiae funere efferendo Ferita crudele e cattiva, che parve colpire premeditatamente, per fargli il maggior male possibile, il poveretto, dopo averne scrutato i pensieri, giusto in quella che era la sua passione dominante, seppellendone, come per invidia, l'eccezionale sapere
cui si talibus studiis perfrui fas non erat, utilius aliquando fuit ad illa aditum non impetrasse quam iam percepta eorum dulcedine carpisse se davvero non gli era lecito godere il frutto di tali studi, sarebbe stato meglio, dopo tutto, non esservisi dedicato che rimanere privo della loro già gustata dolcezza
Miserabilior tamen sequentis casus narratio: Nausimenis enim Atheniensis uxor, cum fili ac filiae suae stupro interuenisset, inopinati monstri perculsa conspectu et in praesens tempus ad indignandum et in posterum ad loquendum obmutuit () Tuttavia più pietoso è il caso che mi accingo a narrare: la moglie di un certo Nausimene ateniese colse figlio e figlia in flagrante incesto; inorridita alla vista, rimase ì per lì muta per lo sdegno e perdette d'allora in poi l'uso della parola
illi nefarium concubitum uoluntaria morte pensarunt I due sciagurati pagarono col suicidio il loro nefando accoppiamento
Hoc modo fortuna saeuiens uocem ademit, illo propitia donauit () In questo modo infierendo, la fortuna tolse la parola; ma benevola, nel modo seguente, la ridiede

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