Krischel giudica il ritratto un capolavoro di finezza introspettiva e di malignità (il giovane figlio dell'avido mercante d'arte ignora la statua antica di Venere e sembra curarsi solo dell'oro che gli viene porto da una figura volante). Ma altri lo ritengono debole e inespressivo, e Rearick lo assegna addirittura a un collaboratore tedesco dei Tintoretto, Hans Rottenhammer, che lo avrebbe dipinto a Praga nel 1598, retrodatandolo poi all'anno in cui il giovane era stato a Venezia. A quell'epoca infatti risale la scritta che corre sopra il ritratto. Tuttavia il giovane raffigurato nel dipinto ha davvero 18 anni, e se anche fu ritoccato il ritratto doveva già esistere.
La statua di Venere, comunque, è una presenza familiare nella bottega di Tintoretto. I suoi allievi la disegnavano come esercizio di scuola, su un foglio che ancora si conserva e che forse è proprio di mano di Marietta. Ma se davvero Marietta ha dipinto questo ritratto fra il febbraio e l'agosto del 1567, lo ha fatto quando aveva solo una dozzina d'anni.






