Terre che scompaiono, terre che emergono: la nuova geografia del cibo

Terre che scompaiono, terre che emergono: la nuova geografia del cibo

L'agricoltura globale sta affrontando una nuova realtà climatica che rende masse di terra non coltivabili o essenzialmente improduttive. Alcuni agricoltori sono costretti ad abbandonare i campi a migrare verso le città, dove i posti di lavoro sono sempre più scarsi ed è difficile trovare alloggi.

Senegal, Guatemala, Cambogia e Kenya sono situate nella fascia tropicale, tutte e quattro le nazioni equatoriali ospitano economie estremamente vulnerabili al clima. Eppure complessivamente sono responsabili dello 0,1% dell'attuale emissione globale, rispetto al 37% dei paesi ricchi e industrializzati. Le attività dipendenti dal clima come l'agricoltura, la pesca e la pastorizia sono fondamentali per le loro economie, ma anche sempre più sensibili agli effetti del cambiamento climatico. Ad esempio le precipitazioni irregolari e i relativi eventi estremi, come la siccità in Kenya e Senegal e le inondazioni improvvise in Guatemala e Cambogia, stanno devastanti motori economici dell'Agricoltura e della Pesca. La pesca in Senegal impiega il 15% della sua popolazione, ma è devastata dal riscaldamento globale, dalla cattiva gestione dei rifiuti, dall'inquinamento e dall'accaparramento degli oceani. 

Oggi a livello globale, si stima che 1/3 di tutto il cibo prodotto vada perso, senza mai avvicinarsi a una tavola. Soltanto in Unione Europea, secondo le stime, vengono buttate 126 tonnellate di cibo l'anno. Un notevole spreco considerando che sempre più persone non possono accedere a un'alimentazione adeguata e sono a rischio povertà. Riconoscendo l'entità e l'urgenza del problema, uno degli OSS (obiettivi di sviluppo sostenibile) prevede di dimezzare lo spreco alimentare pro capite globale a livello di vendita al dettaglio e dei consumatori, e di ridurre le perdite alimentari lungo la catena di produzione e di approvvigionamento entro il 2030. 

Per evitare gravi perdite, gli agricoltori dovranno iniziare ad adattarsi modificando le date di impianto o utilizzando diverse varietà di colture: in questo modo riusciranno anche a realizzare profitti in regioni a latitudini più elevate. Il cambiamento radicale prevista nei modelli di produzione agricola potrebbe diventare un rischio per la sicurezza alimentare in alcune zone, mentre altre ne trarranno vantaggio. Il riscaldamento delle regioni ad alta latitudine e l'aumento della domanda di cibo possono portare all'espansione verso nord dell'agricoltura globale: Canada, Siberia, Alaska e Patagonia, per esempio, perché i tropici saranno troppo caldi per poter coltivare. Ma qualsiasi spostamento verso nord deve considerare la necessità di colture adatte localmente.

Per alcune nazioni a clima freddo, come Russia, Canada, Mongolia, Finlandia, Kirghizistan, Norvegia, Tagikistan, Svezia o Islanda, il cambiamento climatico rappresenta un opportunità senza precedenti, poiché diventeranno più temperate. Ci sono molte ragioni per pensare che quei luoghi si troveranno ad accogliere anche uno straordinario afflusso di persone sfollate dalle parti più calde del mondo 

La Russia è ricca di risorse. Per secoli la stragrande maggioranza della terra del paese è stato impossibile da coltivare, ma ora una grande trasformazione è in corso nella sua metà orientale. Da quando il clima ha cominciato a riscaldarsi, le possibilità per coltivare la terra hanno cominciato a crescere, e la sua produttività sarà potenziata dalle temperature nei prossimi decenni. La Russia sarà sicuramente pronta a sfruttare questa opportunità per diventare uno dei maggiori produttori di cibo del pianeta. Lo scioglimento del ghiaccio marino artico aprirà una nuova rotta marittima tra la Cina e l'occidente, controllata dalla Russia, che potrà ridurre i tempi di transito fino del 40%. Accorciando le rotte verso Europa e Stati Uniti. 

In accordance with the Terms of Use, responsibility for published content rests solely with the user who created it. Perungiorno.it disclaims any liability for content submitted by users.
Report

Si stima che entro il 2050 in mare ci saranno più chili di plastica che di pesce

L’attività di sbarramento sui grandi fiumi del mondo

Non meno acqua, ma diversa: la nuova geografia delle risorse idriche

Città Bollenti e Foreste in Fiamme: le Nuove Frontiere della Crisi Climatica


Clima e Migrazioni: l’Era delle Città da Ricostruire


Vite Sradicate: La Crisi Invisibile dei Migranti e Rifugiati