L'atelier però non è quello del pittore ma lo studio di un giornalista, a cui Nevinson ha aggiunto nella tela la figura della modella (suscitando le proteste dell'amico). Prima di esporre il dipinto alla Tate Gallery di Londra Nevinson avrebbe cancellato l'immagine di un barbuto pittore al lavoro, lasciando vuota la panca-cavalletto sulla sinistra con il bozzetto di un nudo sintetico e vagamente cubista, simile al linguaggio normalmente usato dall'autore.
Il punto di vista è insolito, dall'alto verso il basso. Probabilmente la stanza è ritratta da un soppalco, così da far rientrare la veduta tra le due spesse tende scure. Una scelta non da poco: Parigi appare dentro un sipario aperto, come in un teatro. La finestra diventa più di un quadro: è il luogo in cui il reale va in scena. Dove il mondo diventa spettacolo







