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Storia del diritto: età contemporanea

Storia del diritto: età contemporanea

La Francia aveva sviluppato un’organizzazione istituzionale di accentramento che aveva portato al potere assoluto il RE

A causa delle difficoltà finanziarie della Francia, il Re nel 1789 convocò a Versailles gli “Stati generali” per avere il loro appoggio Redazione dei “cahiers de doléances” da presentare al re, ovvero una documentazione dove si affrontano specifici problemi come la pessima amministrazione della giustizia, le prepotenze di signori feudali e funzionari regi, l’eccessiva pressione fiscale, il regime di privilegio e la mancanza di libertà e si richiedeva, inoltre, una costituzione.
17 Giugno 1789: il “Terzo Stato” si proclamò autonomamente Assemblea Nazionale.
14 Luglio 1789  presa della Bastiglia; il popolo si sollevò e salvò l’Assemblea Nazionale Costituente finisce così l’ancien régime dell’assolutismo monarchico. L’Assemblea dichiara ufficialmente soppresso il regime feudale e il sistema di privilegio.
La dichiarazione dei diritti del 1789. l’Assemblea Nazionale aveva costituito un Comitato per preparare il testo della nuova Costituzione, la quale doveva essere preceduta da una “Dichiarazione dei diritti” che contiene l’enunciazione dei principi a cui deve ispirarsi una carta costituzionale. La Dichiarazione dei diritti afferma quali sono i diritti naturali, inalienabili e sacri dell’uomo che devono essere sempre presenti alle istituzioni pubbliche a garanzia dei cittadini francesi.
ART. 1-2 = si affermano i principi di libertà e uguaglianza; il fine dell’ordinamento è la conservazione dei diritti naturali dell’uomo, ovvero la libertà, la proprietà, la sicurezza e la resistenza all’oppressione.
ART. 3= Solo nella Nazione, una e indivisibile, sta la sovranità. Questa non appartiene né al re né ai singoli individui della società, bensì alla “Nazione”. Solo da essa potrà discendere la legittimazione di altri enti interposti tra il cittadino e lo Stato-Nazione.
ART. 4= uno dei principi fondamentali è la “libertà”. La libertà può solamente essere limitata dalla legge, e la legge deve essere espressione della volontà dei cittadini.
La legge appare, quindi, sempre a tutela del buon funzionamento dell’ordinamento e delle garanzie dei cittadini. Tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge.  La Dichiarazione stabilisce anche alcune garanzie per il cittadino; garanzie degli arresti arbitrari, principio di legalità in materia penale, presunzione di innocenza, libertà di espressione e di religione. A garanzia di questi diritti lo Stato deve dotarsi di mezzi coercitivi, di una forza pubblica e di strutture amministrative; per far fronte a ciò i cittadini devono provvedere con una “contribuzione comune” ripartita fra loro in ragione delle loro sostanze. La Dichiarazione afferma inoltre che i tre poteri dello stato non devono essere concentrati ma devono far capo a più organi.
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