Stili di pensiero, psicologia

Stili di pensiero, psicologia

Gli stili di pensiero rappresentano gli atteggiamenti che l’individuo utiliza stabilmente

.... per interagire con altri soggetti e con l’ambiente. Essi quindi, appartenendo in modo stabile all’individuo, costituiscono un punto di contatto tra pensiero e personalità. Gli stili di pensiero sono collegati alla creatività in maniera multiforme.
Secondo la concezione di Witkin esistono due sistemi di organizzazione del pensiero opposti. Gli stili campo-indipendenti, infatti, sono influenzati in misura ridotta dal contesto, per cui il soggetto crea i propri atteggiamenti sulla base di segnali interni. Gli stili campo dipendenti, invece, risultano maggiormente influenzati dal contesto, in quanto il soggetto fa maggiore riferimento ai segnali esterni.

Pensiero e linguaggio: riassunto

ANALISI DELLO STILE DI PENSIERO: PENSIERO SOGGETTIVO ATTIVO E PASSIVO - Sulla base di tale classificazione è stata operata una distinzione tra soggetti attivi e passivi. La differenziazione in questione è stata anche rapportata al campo esperienziale e al grado di vincolo del soggetto nei confronti della propria personalità (cd. differenziazione della personalità).
Un altro studioso, George Klein, ha posto in essere degli studi sui controlli cognitivi e sullo stile cognitivo, che gli hanno permesso di individuare dei costrutti che gli individui utilizzano per porre in essere attività cognitive come ad esempio percepire, pensare o ricordare. Sulla base di tali ricerche Klein ha operato la differenziazione tra soggetti livellatori e individui puntualizzatori, che si differenziano per la modalità in cui pongono in essere i processi mnestici.
I livellatori, in particolare, tendono a condensare gli elementi, accumunando la novità con ciò che è già noto. I puntualizzatori, invece, mantengono ben netta la differenza tra i vari elementi.



STILI COGNITIVI PSICOLOGIA - Lo studioso Lowenfeld, invece, ha operato una distinzione degli stili cognitivi basandosi sulla dicotomia tra visuale e tattile. Tale differenziazione si basa sul tipo di approccio cognitivo messo in atto nei confronti della realtà. I soggetti con approccio conoscitivo di tipo tattile, infatti, utilizzano prevalentemente la manipolazione; i soggetti con approccio visivo, invece, tendono ad utilizzare maggiormente le informazioni visive.  Questo tipo di distinzione può essere riscontrata nelle diverse metodiche utilizzate nell’attività di studio. Vi sono soggetti, infatti, che privilegiano la comprensione, ponendo in essere ad esempio generalizzazioni e confronti; vi sono individui, invece, che si basano maggiormente sull’operazione, come avviene ad esempio quando si verificano dei risultati.

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