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Spinoza e il metodo della conoscenza

Spinoza e il metodo della conoscenza

Baruch Spinoza di origine ebraica, nacque ad Amsterdam nel 1632 ma i suoi genitori erano di origine iberica

Una delle sue opere più importanti è il De intellectus emendatione (sulla correzione dell'intelletto), essa ha lo stesso tema e la stessa funzione del Discorso sul metodo di Cartesio. Come in un’autobiografia Spinoza parla di come sia giunto alla verità e a differenza di Cartesio dice che il metodo della filosofia non deve mirare tanto al conseguimento della verità scientifica, ma a quello del sommo bene (una verità che dà significato alla vita). 
Nel trattato è chiara la differenza tra i beni terreni (“mali certi”) come il piacere e la ricchezza che portano alla tristezza e al pentimento e il sommo bene (“bene certo”), anche se la possibilità di conseguirlo è indeterminata. A tal fine si rende necessaria la correzione degli errori della mente (intellectus emendatione) in modo che essa possa seguire un modo ordinato di procedere.


Chiaramente Spinoza riprende Agostino nell’analisi  riguardo il bene e il male, inoltre fa la stessa distinzione tra i verbi UTILIZZARE e FRUIRE. Io utilizzo per arrivare a qualcosa di superiore, mentre fruisco di una cosa quando non c'è niente al di sopra di essa, cioè tutti i beni vengono utilizzati mentre solo il sommo bene (Dio) viene fruito. Il peccato è invece preferire qualcosa di inferiore a qualcosa di superiore. 
Riguardo al sommo bene vi è una contrapposizione con i cristiani perché il sommo bene di Spinoza, essendo panteista, non coincide con il loro, infatti nega la personalità di Dio credendo che la natura sia dentro Dio e mettendo il mondo e Dio allo stesso livello (ovviamente per i cristiani Spinoza è ateo perchè Dio è al di sopra di tutto non allo stesso livello).  Egli è il primo filosofo che nega la visione cristiana del mondo eterno e increato (come Aristotele).

In questo trattato distingue quattro gradi di conoscenza con un climax crescente di adeguatezza:
-SENTITO DIRE: La più vaga, "lei mi ha detto che.." ci porta a seguire le opinioni altrui;
-ESPERIENZA VAGA: fondata sulla nostra esperienza, un'esperienza però effettuata casualmente “sperimento che un cane corre”;
-RAGIONE DIMOSTRATIVA: Analizzo e dimostro un fenomeno, ad esempio che i corpi cadono con la stessa velocità: risaliamo dagli effetti alla causa.
-INTUIZIONE: “intuiamo tutto derivato da Dio”, conoscenza mistica assoluta: mediante le cause conosciamo gli effetti.


Per Spinoza inoltre vi è un perfetto parallelismo tra l’ordine della conoscenza (ordo idearum) e l’ordine dell’intera natura (ordo rerum). La conoscenza che parla degli effetti senza conoscerne le cause è quindi erronea: si tratta della conoscenza immaginativa la quale, ignorando le cause, finge spiegazioni fantastiche per ogni fenomeno naturale.
Come Cartesio, infine, Spinoza avverte la necessità di esporre delle regole di morale provvisoria:
1. Bisogna essere quanto più chiari possibile, parlare, quindi, in modo da farsi comprendere;
2. Bisogna utilizzare ciò che ci dà piacere con parsimonia, il giusto che giova alla salute;
3. Bisogna fare buon uso delle proprie ricchezze (Spinoza costruiva lenti quindi non era ricco, anche se poteva esserlo insegnando, egli si rifiutò sempre perchè per lui l'importante era essere indipendente, quindi gli bastava davvero poco per vivere).
 
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