Sindrome da rialimentazione

Sindrome da rialimentazione

E’ una complicanza della rialimentazione orale, enterale o parenterale

... che può essere anche mortale, se si verifica in modo aggressivo in pazienti fortemente malnutriti o che hanno digiunato per molto tempo.
Si verificano alterazioni metaboliche e fisiologiche a causa di un eccesso di substrato rispetto alle possibilità metaboliche del soggetto, spesso estremamente malnutrito. La somministrazione di substrati, soprattutto di glucosio, senza un adeguato apporto di ioni intracellulari come P, K e Mg può scatenare crisi acute ipopotassemiche e ipofosforemiche.
Questa sindrome è stata descritta per la prima volta in Giappone, al termine della Seconda guerra mondiale, quando alcuni soggetti morivano a causa di una rialimentazione brusca. La morte avveniva per insufficienza respiratoria e cardiaca. Colpisce soprattutto i soggetti con malnutrizione marasmatica e compare circa 8 – 10 gg dopo la rialimentazione.
Si verifica perché durante il digiuno l’organismo instaura dei meccanismi come:
-    diminuzione dell’insulinemia
-    aumento di glicogeno lisi, gluconeogenesi e lipolisi
-    utilizzo dei corpi chetonici
La somministrazione di glucosio provoca un aumento della captazione intracellulare di K, P e Mg per la sintesi di glicogeno e proteine, e una ritenzione idro salina per aumento del sistema renina angiotensina e per l’effetto sodio ritentivo dell’insulina. Tutto questo causa:
-    deplezione di minerali come K, P e Mg
-    alterato metabolismo dei carboidrati e delle vitamine
-    ritenzione idrosalina
-    diminuzione della massa di organi vitali come il cuore.
Si verificano, quindi, scompenso cardiaco, edema, convulsioni, coma e morte, in rapida successione. I sintomi sono tachicardia, edema degli art inferiori, alterazioni dello stato di coscienza, dolori addominali pesantezza gastrica, squilibri elettrolitici, debolezza muscolare, nausea, diarrea…  L’ipofosfatemia grave, con P < 0,5 mmol/l è il principale segno della Refeeding Syndrome.Causa scompenso cardiaco, aritmie, ileo paralitico, debolezza muscolare, tetano, parestesie, stato confusionale, anemia emolitica.
Altre cause di ipofosfatemia possono essere alcolismo, alcalosi respiratoria, cheto acidosi diabetica, farmaci come cortisone, insulina, diuretici, e tubulopatie. Importante, quindi, individuare precocemente i soggetti a rischio e utilizzare una rialimentazione molto graduale, con 10kcal/kg al giorno, inizialmente, fino a che tutti gli elettroliti non sono perfettamente nella norma, si passa poi a 15 kcal/kg e poi a 20 aspettando sempre gli elettroliti nella norma. Importanti le integrazioni di tiamina, 300 mg al giorno. Ridurre drasticamente il consumo di acqua a 400 – 500 ml al giorno, per evitare la comparsa di edemi.
La dieta sarà strettamente iposodica ( 1 g di NaCl ) e leggermente ipofosforica ( P < 700 mg ).
La refeeding syndrome è tipica dei pazienti con anoressia nervosa e bulimia. Perché si verifichi deve essere presente almeno un criterio tra:
-    BMI < 16
-    perdita di peso > 15% negli ultimi 6 mesi
-    digiuno da più di 10 giorni
-    carenza di K, Mg e P04.

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