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Seneca, Naturales Quaestiones: Libro 07; 21-25

Seneca, Naturales Quaestiones: Libro 07; 21-25

Latino: dall'autore Seneca, opera Naturales Quaestiones parte Libro 07; 21-25

[21,1] Placet ergo nostris cometas, sicut faces, sicut tubas trabesque et alia ostenta caeli, denso aere creari [21,1] I nostri ritengono quindi che le comete come le fiaccole, come le trombe e le travi e gli altri prodigi che compaiono nel cielo, traggano origine dalla condensazione dellaria
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Ideo circa septentrionem a frequentissime apparent, quia illic plurimum est aeris pigri Quindi verso nord appaiono di frequente, perché là laria è in modo particolare inerte
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[21,2] Quare ergo non stat cometes sed procedit [21,2] Perché, quindi, una cometa non rimane ferma, ma avanza
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Dicam: ignium modo alimentum suum sequitur; quamvis enim illi ad superiora nisus sit, tamen deficiente materia retro iens ipse descendit Sto per spiegarlo: essa segue quello che la alimenta, come fanno i fuochi; infatti, anche se essa abbia una naturale tendenza a sollevarsi verso le regioni superiori, tuttavia torna indietro e scende in mancanza di materia combustibile
In aere quoque non dextram laevamque premit partem (nulla est enim illi via), sed, qua illum vena pabuli sui duxit, illa repit nec ut stella procedit sed ut ignis pascitur Anche nellaria non si porta verso la destra o la sinistra, perché non segue una rotta ben determinata, ma si incunea là dove la guida la vena del suo pasto, e non procede come un pianeta ma si alimenta come un fuoco
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[21,3] Quare ergo per longum tempus apparet et non cito extinguitur [21,3] Perché, quindi, rimane visibile per molto tempo e non si estingue in modo rapido
Sex enim mensibus hic quem nos Neronis principatu laetissimo vidimus spectandum se praebuit, in diversum illi Claudiano circumactus: ille enim a septentrione in verticem surgens orientem petiit semper obscurior, hic ab eadem parte coepit sed in occidentem tendens ad meridiem flexit et ibi se subduxit oculis Per sei mesi infatti si è offerta alla nostra vista questa cometa che abbiamo visto durante il felicissimo principato di Nerone, che seguì una direzione opposta a quella apparsa al tempo di Claudio; questultima, infatti, alzandosi da nord verso lo zenit, si diresse verso oriente, divenendo sempre meno brillante; quella si alzò dalla stessa regione, ma dirigendosi verso ovest, girò verso sud e lì si sottrasse al nostro sguardo
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[21,4] Videlicet ille fumidiora habuit et aptiora ignibus, quae persecutus est; huic rursus uberior fuit et plenior regio, huc itaque descendit invitante materia, non itinere [21,4] Evidentemente quella trovò delle sostanze più fumose e più combustibili, che inseguì; questa, da parte sua, incontrò una regione fertile e più ricca, e quindi discese qui, attirata dalla materia, non dalla rotta
Quod apparet duobus quos spectavimus fuisse diversum, cum hic in dextrum motus sit, ille in sinistrum; omnibus autem stellis in eandem partem cursus est, id est contrarius mundo (hic enim ab ortu voluitur in occasum, illae ab occasu in ortum eunt), et ob hoc duplex his motus est: ille quo eunt, et hic quo auferuntur E, quindi, chiaro che la traiettoria delle due comete che abbiamo visto è stata opposta, perché luna si è diretta verso destra, laltra verso sinistra; ora, tutti i pianeti si muovono nella medesima direzione, cioè in senso contrario alluniverso ( questo, infatti, ruota da oriente verso occidente, quelli si spostano da occidente verso oriente), e quindi essi possiedono un duplice movimento: quello attraverso il quale si muovono e quello dal quale sono trasportati
[22,1] Ego nostris non assentior: non enim existimo cometen subitaneum ignem sed inter aeterna opera naturae [22,1] Io non concordo coi nostri: infatti credo che la cometa non sia fuoco improvviso, ma una delle opere eterne della natura
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