Seneca il Vecchio

Seneca il Vecchio

Controversiae: traduzione

Torpent ecce ingenia desidiosae iuventutis, nec in unius honestae rei labore vigilatur: somnus laguorque ac somno ac languore turpior malarum rerum industria invasit animos; cantandi saltandique obscena studia effeminatos tenent; [et] capillum frangere et ad muliebres blanditias extenuare vocem, mollitia corporis certare cum feminis et immundissimis se excolere munditiis nostrorum adulescentium specimen est.

quis aequalium vestrorum satis ingeniosus, satis studiosus, immo quis satis vir est emolliti enervesque ut nati sunt non inviti manent, expugnatores alienae pudicitiae, neglegentes suae. in hos ne dii tantum mali ut cadat eloquentia; quam non mirarer, nisi animos, in quos se conferret, eligeret. Ecco che le menti dell'oziosa gioventù sono intorpidite, e non si vigila nella fatica di un'unica cosa onesta. Il sonno, il languore e l'impegno nelle malefatte più vergognoso del languore hanno invaso gli animi.


Le passioni sconvenienti del cantare e del ballare occupano gli effemminati:arricciare i capelli e assottigliare la voce secondo le leziosità femminili, gareggiare con le femmine nella mollezza del corpo ed aver cura di sè con raffinatezze sconcissime è l'ideale dei nostri giovani. Quale dei vostri coetanei è abbastanza d'ingegno, abbastanza studioso, addirittura chi è abbastanza uomo? Smolliti e snervati, come sono nati, non controvoglia lo restano,conquistatori della pudicizia altrui e indifferenti della propria.
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