Seneca, De Constantia Sapientis: 07; 01-06

Seneca, De Constantia Sapientis: 07; 01-06

Latino: dall'autore Seneca, opera De Constantia Sapientis parte 07; 01-06

[1] Non est quod dicas, ita ut soles, hunc sapientem nostrum nusquam inveniri [1] Non puoi ripetermi la solita obiezione, che questo nostro saggio non lo si trova da nessuna parte
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Non fingimus istud humani ingenii uanum decus nec ingentem imaginem falsae rei concipimus, sed qualem conformamus exhibuimus, exhibebimus, raro forsitan magnisque aetatium interuallis unum; neque enim magna et excedentia solitum ac uulgarem modum crebro gignuntur Noi non stiamo inventando una falsa nobiltà dellindole umana o concependo limmagine grandiosa di qualcosa che, in realtà, non esiste, questo uomo, tale e quale lo stiamo delineando, lo abbiamo concretato e lo concreteremo ancora, magari di rado, un solo esemplare in un lungo arco di secoli, perché non nascono tutti i giorni quegli esseri straordinari che superano il livello del banale e del quotidiano
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Ceterum hic ipse M Cato, a cuius mentione haec disputatio processit, vereor ne supra nostrum exemplar sit Daltra parte, penso che proprio Marco Catone, ricordando il quale demmo inizio a questa discussione, forse superi il nostro modello ideale
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[2] Denique validius debet esse quod laedit eo quod laeditur; non est autem fortior nequitia virtute; non potest ergo laedi sapiens [2] Poi, è indispensabile che ciò che ferisce sia più forte di ciò che subisce la ferita; la malvagità non è più forte della virtù: dunque il saggio non può esserne ferito
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Iniuria in bonos nisi a malis non temptatur; bonis inter se pax est, mali tam bonis perniciosi quam inter se Lingiuria contro i buoni è tentata soltanto dai cattivi: i buoni sono in pace tra di loro
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Quodsi laedi nisi infirmior non potest, malus autembono infirmior est, nec iniuria bonis nisi a dispari uerenda est, iniuria in sapientem uirum non cadit Ma se non può restar ferito altri che il più debole, se il malvagio è più debole del buono ed il buono non può temere ingiuria, se non da chi è del partito opposto, lingiuria non cade sulluomo saggio
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Illud enim iam non es admonendus, neminem bonum esse nisi sapientem Non cè bisogno di ricordarti che non esiste altro buono che il saggio
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[3] 'Si iniuste' inquit 'Socrates damnatus est, iniuriam accepit [3] Se Socrate così obietti è stato condannato ingiustamente, ha ricevuto ingiuria
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Hoc loco intellegere nos oportet posse euenire ut faciat aliquis iniuriam mihi et ego non accipiam: tamquam si quis rem quam e uilla mea surripuit in domo mea ponat, ille furtum fecerit, ego nihil perdiderim A questo punto, dobbiamo renderci conto che può accadere che qualcuno mi faccia ingiuria senza che io la riceva, come nel caso in cui uno deponga nella mia casa di città un oggetto che mi ha rubato nella casa di campagna: egli ha fatto un furto, ma io non ho subìto perdita
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[4] Potest aliquis nocens fieri, quamuis non nocuerit [4] Uno può diventare malfattore, senza aver inflitto del male
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