Scoperte geografiche: riassunto

Scoperte geografiche: riassunto

Conoscenze geografiche nel ‘500 e i viaggi di James Cook

Il 1500. Nel primo 50ennio proseguono le scoperte a ritmo serrato iniziate alla fine del 1400. Si arriva a conoscere l’intera ecumene, escluso l’Antartide. Nella seconda metà il grosso delle esplorazioni si calma e si procede a mettere ordine, in modo da creare un quadro esaustivo della situazione del mondo fino ad allora. Il primo è un veneziano, Giovanni Battista Ramusio, che raccoglie una serie di viaggi ed esplorazioni dai tempi dell’antichità fino ai suoi tempi in un’unica opera dal titolo “Navigazioni e viaggi”. Anche un inglese propone un’opera che raccoglie le scoperte per gli inglesi, che si mettono in concorrenza con la Spagna. Gli inglesi sconfissero la flotta spagnola, definita irrisoriamente “Invincibile Armada”. Sono gli anni, ’70 del ‘500, caratterizzati dalle imprese del corsaro inglese James Blake.
La geografia del ‘500. Le conoscenze della Terra progrediscono molto grazie alle carte geografiche. Molte di esse vengono prodotte a mano, altre invece vengono stampate. Possiamo ricordare 4 grandi planisferi che segnano l’emancipazione da Tolomeo: MAPPAMONDO DI JUAN DE LA COSA
Rappresenta il raccordo fisico tra Colombo e Vespucci.Era il proprietario della Santa Maria di Colombo.E’ stato a bordo della spedizione di Vespucci del 1501. Ci mostra tutti i continenti.L’Africa è ben definita.Abbiamo alcune eredità medievali, come ad esempio il Mar Rosso dipinto di rosso.
L’Asia è un po’ tolemaica in quanto mancavano elementi per completarla. E’ stato ritrovato in Spagna nel 1900 e questo ritrovamento fece scalpore. Riflette le conoscenze dovute ai viaggi di Colombo, per quanto riguarda le isole caraibiche e l’America centrale, e il primo viaggio di Vespucci (1499). Il Nordamerica è costellato di bandiere inglesi, in quanto Caboto lo esplorò per conto dell’Inghilterra nel 1497. Questo potrebbe costituire la prova di un approdo inglese sulle coste del Nordamerica, che però non avrà seguito per generazioni.
Prende il nome da un’italiano che lo rubò. In questo periodo la nazione di riferimento era il Portogallo, in quanto Colombo non aveva riportato le ricchezze sperate. I navigatori portoghesi cartografavano ma cercavano di tenere riservate le notizie per preservare gli interessi economici I sovrani portoghesi mantenevano segrete le carte. In questo contesto, Ercole d’Este duca di Ferrara dà incarico al proprio ambasciatore a Lisbona, Cantino, di portargli un mappamondo, non tanto per interesse marittimo quanto perché i dinastie rinascimentali di allora era fautori della cultura. Ci riporta un’Africa molto verosimile, il Mediterraneo che è grande riflesso dei portolani ed un’Asia simile a Tolomeo tranne per qualche dettaglio.
Un elemento immancabile, essendo una carta portoghese, è la Raya.

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