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Sant’Agostino filosofia: riassunto

Sant’Agostino filosofia: riassunto

Tema del male in Sant’Agostino

Abbandonato il manicheismo Agostino dovette rielaborare la sua teoria del male, che in precedenza presupponeva l’esistenza nell’uomo di due parti, una che era il bene e una che era il male e quest’ultima era la causa della tendenza al peccato. Ora doveva riuscire a conciliare questa teoria del male con l’esistenza di un unico Dio buono. Inizia supponendo che ci sia un ordine della realtà, direttamente voluto da Dio, ma mano che si sale si raggiunge sempre di più la pienezza e quindi il bene, scendendo il contrario. Da qui nasce la concezione del male come privazione. Nessuna creatura è intrinsecamente malvagia, ma le creatura che nella scala occupano le posizioni più basse sono meno buone delle altre. Questo male quindi è una privazione del bene, o una mancanza di bene. Agostino differenzia in due tipi il male, oltre a quello reale c’è anche il male morale, poiché noi possiamo pensare male.

Rapporto tra libertà e grazia (pre e post Pelagio) fondamento dell’etica di Sant’Agostino. Agostino si scaglia contro la dottrina del Pelagianesimo, poiché veniva messa in discussione l’opera di salvezza di Gesù e anche la funzione della Chiesa. Pelagio era un monaco che operava a Roma nel 400 e poi anche a Cartagine; diceva che il peccato originale riguardava solo Adamo, non tutta l’umanità, l’uomo poteva scegliere se seguirlo o no e quindi aveva nelle proprie mani la salvezza e Cristo indicava e basta la via del bene. In questo modo perde di peso, oltre la figura di Gesù, anche quella della Chiesa. In base a questo Agostino riforma la concezione del libero arbitrio e diceva che l’umanità non era più capace di compiere il bene, poiché figlia di Adamo e per questo porta con il se il peccato originale. In Agostino quindi la dottrina di Pelagio porta un cambiamento nella visione del libero arbitrio; per lui a base di tutto c’è la grazia divina e dice che un uomo che abbia questa non può peccare, al contrario, un uomo che non abbia questa non può non peccare, solo Dio può dare la vera libertà agli uomini.

Concezione del tempo in Sant’Agostino. Sant’Agostino subì una forte critica da parte dei manichei sulla concezione di tempo espressa con il racconto della genesi del mondo, poichè gli posero il problema dell’inattività di Dio prima della creazione. Viene spontaneo infatti se si cala Dio all’interno del tempo chiedersi cos’abbia fatto prima. Agostino risponde affermando semplicemente che Dio non va inserito all’interno di una temporaneità, poiché è al di là del tempo. C’è tuttavia una differenza tra tempo ed eternità, poiché mentre il tempo è un continuo evolversi di istanti, un flusso, l’eternità non è un tempo allungato all’infinito, bensì un’assenza di flusso, compresenza del flusso in un istante.

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