Romanico lombardo: caratteristiche

Romanico lombardo: caratteristiche

Nell’area lombarda il Romanico si manifestò precocemente a partire dalla seconda metà del X secolo

Per “area lombarda” in età medievale si intende un territorio ben più ampio dell’attuale Lombardia, corrispondente in pratica a tutta la zona padana, dal Piemonte all’Emilia-Romagna al Veneto. A testimonianza della vivacità del panorama artistico dell’epoca, anche all’interno dei più ristretti confini regionali odierni è possibile distinguere varie scuole locali – milanese, comasca, pavese e bresciana – caratterizzate da riferimenti culturali differenti e dall’uso di materiali diversi, a seconda della disponibilità locale: in genere in pianura prevalgono i laterizi, nelle zone montane la pietra.
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Il fenomeno delle pievi - Nel Romanico milanese, prima ancora della basilica di Sant’Ambrogio (vedi p. 354), segnano tappe fondamentali per l’origine dello stile alcune sperimentazioni legate al fenomeno delle pievi, caratteristico di questo periodo e particolarmente intenso nelle aree di Como e di Varese: si tratta per lo più di chiesette montane che consentivano un controllo capillare sul territorio del contado, oggi sperdute ma un tempo ubicate su importanti vie di comunicazione con il Nord dell’Europa.
Di solito sono edifici a navata unica, con abside semicircolare e copertura lignea, realizzati soprattutto in pietra o ciottoli. Negli interni prevalgono superfici lisce, adatte a essere affrescate: non è un caso che queste piccole costruzioni spesso conservino alcuni dei più bei cicli pittorici del Romanico italiano (mentre la scultura è meno diffusa). Tra i cantieri dell’area milanese e comasca avviati per volontà di Ariberto da Intimiano, il più noto è quello della basilica rurale di San Vincenzo a Galliano, vicino a Cantù (Como), con annesso il Battistero (secondo l’usanza lombarda).
Consacrata nel 1007, la chiesa esprime, nella semplicità e nella purezza dei suoi volumi in pietra, lo stile delle pievi e il momento di passaggio dall’arte ottoniana a quella romanica. All’esterno l’abside, con tre finestre, è scandita da arcate cieche, mentre all’interno era quasi completamente rivestita di importanti affreschi, così come il presbiterio sopraelevato sulla cripta al termine della navata centrale, divisa in senso longitudinale da pilastri. Il Battistero ha invece una pianta tetraconca, con una cupola emisferica nascosta all’esterno da un tiburio.
Influssi germanici nei cantieri lombardi - I cantieri di maggiore importanza, come i grandi complessi urbani e le abbazie, rivelano invece, nelle forme severe e massicce, influssi provenienti dalla vicina area germanica.
È il caso della basilica di Sant’Abbondio a Como (vedi p. 352, fig. 2), città non a caso dislocata sulla strada che da Milano conduceva alla regione tedesca della Renania. La chiesa, realizzata in pietra grigia, fu eretta dai monaci benedettini tra il 1010 e il 1095, quando fu consacrata da papa Urbano II.