Molti dettagli lo confermano, primo fra tutti l'abito indossato, che corrisponde alla tipologia di veste delle spose romane descritte e illustrata nel repertorio di Cesare Vecellio. Tuttavia, il fatto che la gonna si presenti sbottonata lascia intendere il contesto familiare in cui il dipinto è stato realizzato, quasi una prova dell'abito da sposa, immortalato come dono d'augurio dalla pittrice alla sorella. Nonostante diversi elementi confermino l'appartenenza dell'autrice e dell'effigiata alla famiglia Del Bufalo, le ricerche d'archivio nei diversi fondi dove si conserva la documentazione superstite delle famiglie che vivevano nel rione Colonna tra XVI e XVII secolo - come i Del Bufalo, appunto - non hanno fatto emergere traccia di due sorelle chiamate Claudia e Faustina.
La perizia nella resa dei tessuti e la descrizione del volto caratterizzato da un leggero gonfiore sotto gli occhi, insieme all'acconciatura curata ma spontanea allo stesso tempo, riflettono un attento studio dal vero. È probabile che la stessa pittrice sia intervenuta in un momento successivo ad apportare alcune modifiche, come l'allungamento delle dita della mano sinistra e lo scoprimento di una maggiore porzione delle braccia.