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Riassunto sull’Umanesimo e il Rinascimento

Riassunto sull’Umanesimo e il Rinascimento

La periodizzazione non avviene certo da un giorno all’altro, né tanto da un anno all’altro

Ogni epoca, infatti, possiede delle sue caratteristiche specifiche che con il passare del tempo possono modificarsi o lasciar spazio a nuove, che man mano, ingrandendosi, caratterizzano una certa epoca. Già nel medioevo, infatti, c’erano caratteristiche che, poi, saranno tipiche dell’epoca umanistica; per esempio, Boccaccio aveva ben poco di medievale, o anche alcuni aspetti nel Petrarca anticipavano quella che sarebbe stata l’epoca successiva, come per esempio l’amore per i classici, che non era tanto tipico dell’umanesimo. Quindi, per comodità didattica, abbiamo delle rigide divisioni dei periodi: medioevo, umanesimo e rinascimento, ma essi sono termini che vanno presi in modo molto elastico, senza mettere delle barriere, perché comunque c’è una dialettica, c’è una continua evoluzione da un periodo all’altro.


A livello politico abbiamo l’evoluzione da comune a signoria (alcune signorie si trasformeranno in stati regionali o principati); questo è il tempo della vita politica, ma anche della vita culturale, perché gli intellettuali dell’epoca fanno riferimento alla corte, anche perché spesso gli intellettuali vivono a corte, perché i signori, imitando ciò che facevano i signori dell’epoca latina, cercavano di avere alla propria corte gli intellettuali più in vista; questo accadeva per vari motivi: per rendere onore al signore stesso e alla sua corte ma anche per far rappresentare a corte le opere di tali poeti o intellettuali, movimentando l’ambiente di corte; un altro motivo è per ricevere, da questi intellettuali, opere, servigi e segni di gratitudine, chiaramente in cambio di ogni comodità che il signore potesse offrire a tali ospiti. Tutti gli intellettuali, chi più, chi meno, portavano gloria e lodi al proprio signore, tanto che anche nell’Orlando furioso, troviamo che il proemio è proprio dedicato al signore; quindi già il fatto che un grande poema epico destinato ad una forte risonanza in tutta Italia e non solo cominci con una dedica di questo genere, questo portava al signore un motivo di orgoglio nei confronti degli altri.


Quindi c’è questo “dout des”: io ti do ogni comodità ma tu in cambio mi dai la fama e la gloria così che la mia corte, agli occhi delle altre, acquista di importanza. E’ un periodo di pace (dalla metà del 400 fino alla morte di Lorenzo de Medici, che era chiamato “L’ago della bilancia della politica Italiana”, poiché fungeva da pacificato e coordinatore, portando all’Italia un periodo di pace). L’Italia sta uscendo dalla grande pestilenza, quella di cui ci ha parlato Boccaccio, e quindi migliora anche la vita economica: le città tornano ad essere veri centri di commercio; anche la terra ritorna ad essere coltivata: quindi anche un nuovo rigoglio sotto il punto di vista economico.


Tutto ciò che riguarda l’umanesimo, riguarda automaticamente i ceti alti, legati fortemente al lusso: si dimentica un po’ l’insegnamento medievale che diceva che la vita deve essere penitenza, che non bisogna eccedere nel lusso perché siamo comunque di passaggio sulla terra.
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