Riassunto su Prassitele e Scopas

Riassunto su Prassitele e Scopas

Intrattenimento

Prassitele fu uno scultore atienese attivo dal 375 A.C., uno scultore dell’etè classica

Fu uno dei grandi maestri della scultura greca dle quarto secolo, insieme a Scopass e a Lisippo. Prassitele è uno scultore innovativo perché ha saputo rinnovare la nuova ponderazione policletea, innovata verso una maggiore semplicità e naturalezza della figura umana, all’insegna dell’eleganza e del bello. Non a caso lo stesso Winkelmann chiamava lo stile grandioso di Prassitele stile della grazia e dell’eleganza. Benché lavorasse anche il bronzo, Prassitele era riconosciuto per i suoi lavori in marmo. Prassitele umanizza gli dèi, come avevamo già visto in Fidia. Abbiamo ad esempio la statua di Afrodite Cnidia mentre viene colta di sorpresa, infatti in maniera rapida copre la sua nudità con la mano mentre è nell’atto di immergersi in una vasca da bagno. Infatti appoggia il suo chiton su un’enorme anfora, oppure, forse mentre è nell’atto di immergersi, oppure non appena uscita dal bagno, viene sorpresa e subito si copre.


L’altra struttura attribuita a Prassitele è lapollos aortonos. La divinità è appoggiata ad un tronco, ha in mano un arco teso e per gioco si diverte a colpire una lucertola che si sta arrampicando lungo il tronco dell’albero.
Un’altra scultura ancora è quella che ritrae Ermes con Dioniso bambino. Dioniso è in braccio ad Ermes. Zeus era figlio adulterino di Era e Zeus ordina ad Ermes di mettere in salvo Dioniso dalle furie della vendicativa sposa di Zeus. Durante la fuga però Ermes si stanca e si appoggia ad un tronco. Ermes sta giocando con un grappolo d’uva mentre Dioniso cerca di afferrare il grappolo, sbilanciando l’appoggio.



Tutte e tre le sculture di Prassitele, copie romane da originali greci, tradiscono una innovazione rispetto al canone policleteo. Luesta innovazione riguarda un unovo equilibrio della figura che non è più stante, cioè l’equilibrio in sé con la figura del corpo poggiante su una gamba, ma fuori da sé, con l’appoggio del corpo che è fuori dal proprio asse, infatti la figura si appoggia sempre ad un sostegno esterno. La ponderazione rimane sempre, ma siccome è squilibrata la figura segue un andamento sinusoidale, ecco perché la grazia e l’eleganza. Così sbilanciato il corpo ha bisogno di appoggiarsi a qualcosa, seguendo un equilibrio naturale. Abbiamo nelle statue di Prassitele quella linea sinuosa che si allontana daquell’equilibrio, pur sempre ponderato, per cercare un nuovo equilibrio può consono alla ponderazione.


Con l’effetto dei panneggi bagnati Fidia aveva provato a disgelare il corpo, invece Prassitele va oltre e toglie quell’ultimo velo che avvolgeva il corpo delle donne. Prassitele non vuole dunque formulare un nuovo canone di bellezza corporea, cioè quello femminile (perché quello di riferimento rimane comunque il canone maschile) Vuole disgelare la nudità. Un altro elemento che Prassitele introduce è il morbido panneggio che costruisce delicati effetti chiaroscurati. Il morbido panneggiare del chito.