Riassunto su Niccolò Machiavelli

Riassunto su Niccolò Machiavelli

Niccolò Machiavelli nacque a Firenze nel 1469 da una famiglia modestamente agiata

Dei suoi primi anni di vita non abbiamo molte notizie, sappiamo solo che ricevette una formazione umanistica basata sui classici latini (non conosceva il greco). Dal punto di vista politico egli appoggiò gli oppositori di Savonarola e tentò anche di salire alla cancelleria del Comune ma fu superato dal candidato del partito savonaroliano; ottenne la carica in seguito alla morte del frate e successivamente divenne anche segretario delle magistratura dei “Dieci di libertà e pace”. Questi incarichi politici favorirono la crescita delle sue esperienza nella politica interna ed estera, con diversi incarichi anche di carattere diplomatico. Questi anni, quindi, furono per lui fondamentali perché lo misero a contatto diretto con la realtà politica italiana, che gli permetterà poi di elaborare le sue riflessioni nelle sue opere. Niccolò nel 1500 andò in Francia dove venne a contatto con la solida struttura statale di cui ne fece un modello per lo Stato italiano.
Poi conobbe Cesare Borgia, figlio di papa Alessandro VI, e restò colpito dalla sua figura di politico e capo militare, infatti lo definì anche figura ideale di principe nella sua opera “Principe”. Si recò anche in Romagna insieme a lui dove seguì la sua opera politica per rinstaurare l’ordine e il controllo e dove lo vide anche sterminare una congiura ordita contro di lui: la freddezza e la decisione spietata di questo personaggio lo colpirono ancora di più. Purtroppo, però, dovette anche assistere alla caduta di Cesare che morto il padre non riuscì ad evitare la salita al pontificato del suo più accanito nemico (Niccolò andò a Roma per seguire il conclave); il duca Valentino morì poco dopo.
La riflessione politica e le missioni diplomatiche. Intanto Machiavelli si dedicò anche all’attività letteraria, scrivendo una cronaca delle vicende italiane (“Decennale primo” – pubblicato nel 1506). Egli, però, sempre in quegli anni maturò anche l’idea che in uno Stato dovesse esistere un esercito specializzato non composto da mercenari, ma da cittadini in armi. Egli si adoperò per creare e comporre la milizia cittadina e vi riuscì, creando anche la magistratura che la controllava e della quale egli ne era il segretario. In seguito con l’amico Francesco Vettori si recò a Tirolo per una missione e durante il viaggio restò incantato dall’unità e dalle forti tradizioni, simili a quelle della Roma Repubblicana, della Svizzera e della Germania, a punto tale che creò un’opera con le osservazioni da lui fatte: “Rapporto delle cose della Magna” (Germania) che poi diventerà “Ritratto delle cose della Magna”.
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