Riassunto L’isola di Arturo

Riassunto L’isola di Arturo

Arturo Gerace vive ormai da molto tempo in quasi completa solitudine sull’isola di Procida

Orfano di madre, che morì al momento del parto, il ragazzo fu allevato dalla “balia” Silvestro e poi preso in cura dal domestico Costante che si curava solo di preparargli da mangiare. Suo padre, Wilhelm Gerace, figlio di un emigrato italiano rimpatriato e di una maestra tedesca, viaggia molto e  si ferma di solito sull’isola solo per pochi giorni, momenti di piena felicità per il figlio Arturo, che a causa della sua assenza fece di lui un vero culto, paragonandolo ai personaggi dei libri di avventura che lui leggeva di solito nella Casa dei Guaglioni.


    La casa in cui Arturo viveva era stata all’inizio un monastero, ma dopo molti anni un tale Romeo l’Amalfitano la comprò e ci diede feste alle quali non erano però ammesse le donne perché il padrone le odiava. Verso la fine della sua vita, diventato cieco, Romeo conobbe Wilhelm, con il quale strinse una profonda amicizia e gli lasciò in eredità la casa.
    Arturo prova a conquistare l’amore del padre, ma non ci riesce perché l’uomo e troppo distante e manca ai suoi doveri di genitore. Questo fatto pero, non diminuì affatto l’ammirazione e l’amore che il bambino provava verso suo padre.


    Un giorno Wilhelm portò in Casa dei Guaglioni Nunziata, una giovane di appena diciassette anni che aveva sposato a Napoli. Il matrimonio si fece perché Nunzia non poté opporre resistenza ai modi rozzi di Wilhelm che quasi la obbligo ad accettare il matrimonio. La giovane, che voleva diventare suora, cedette anche perché sua madre era stata conquistata dalle parole di Wilhelm, che dipingeva la Casa dei Guaglioni come un vero palazzo.

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