Riassunto del pensiero di Sant’Agostino

Riassunto del pensiero di Sant’Agostino

Le tre polemiche:
1) contro il manicheismo
2) contro il donatismo
3) contro il pelagianesimo

Agostino era sensibile e intelligente e si era accorto che l'uomo e il mondo nascondono mali fisici e morali. Quindi si tratta di scovare i mali e una divinità buona. Ecco perchè aderisce al manicheismo. Crescendo si era reso conto che questa dottrina era in contrasto con l'incorruttibilità di Dio. Agostino la abbandona anche grazie all'influenza di Sant'Ambrogio. La religione cristiana però non ammette una divinità del male. Agostino non poteva farsi propria la teoria di Platone del demiurgo perchè la materia per un cristiano è Dio ed è dunque bene. Fa propria la teoria platonica secondo la quale il male è privazione del bene. Siccome Dio ha creato tutte le cose, tutto ciò che è, è in quanto essere, essere e bene coincidono. Le cose corruttibili del peccato devono essere in origine bene. Il male è sempre male di qualcosa; ha carattere di accidente e non di sostanza.

Il male è come un parassita accidentale del bene. Conclude Agostino che il male non ha alcuna sensibilità. È caratterizzato da un assoluto ottimismo teologico in quanto il male non ha nessun potere, ma è l'effetto del venir meno del bene. Il male morale è dovuto all'attaccamento di ciò che è meno di Dio.

Donato era convinto che la Chiesa fosse una comunità di perfetti, a patto di non entrare in contatto con le autorità civili. In questo modo si sarebbero contagiati e non avrebbero potuto amministrare i sacramenti perchè perdono di efficacia.

Questa visione intransigente della chiesa comportava:

- rendere impossibile qualsiasi gerarchia ecclesiastica.

- Si finiva per credere che i valori dei sacramenti dipendessero dalla purezza o dal valore dei sacerdoti.

Agostino dice che la validità dei sacramenti è indipendente dal sacerdote che fa da tramite di Cristo. Se si isola la comunità dei fedeli si ha come rischio un'auto emarginazione (non si potrà diffondere il messaggio cristiano). Pelagio aveva affermato che il peccato originale di Adamo non aveva indebolito l'uomo, ma gli aveva dato la capacità di salvarsi senza l'intervento di Dio. Ciò vanifica la redenzione di Cristo. Inoltre non è necessaria l'opera della Chiesa per metterci in contatto con Dio. La riteneva un'eresia. Non ha senso il dogma della reincarnazione. Agostino sostiene che con Adamo abbia implicitamente peccato tutta l'umanità; ha trasmesso alla sua discendenza questa colpa come se fossero caratteri genetici. Prende distanza dalla teoria cristiana secondo la quale l'anima  viene esclusivamente creata da Dio.

Secondo lui l'anima si trasmette ereditariamente. Questa anima però non è pura. Questa teoria è detta del traducianismo ( dal latino "traduco": trasmettere, trasferire). Nella condizione di peccatore l'uomo non è in grado di salvarsi perchè in quanto tale deve essere punito. Nonostante tutto decide di salvarsi. Definisce l'umanità come una massa dannata, quindi meritevole di una punizione integrale. Dio attraverso la grazia cancella il peccato dell'uomo e lo salva.