Quintiliano, Institutio oratoria: Liber 1, 6, 11-25

Quintiliano, Institutio oratoria: Liber 1, 6, 11-25

Latino: dall'autore Quintiliano, opera Institutio oratoria parte Liber 1, 6, 11-25

[11] Nos praeter auctoritatem oratorum atque historicorum analogia quoque dictum tuebamur [11] Difendevamo l'espressione oltre che per l'autorità degli oratori e degli storici anche per l'analogia
Nam cum legeremus in XII tabulis "ni ita pagunt", inveniebamus simile huic "cadunt": inde prima positio, etiamsi vetustate exoleverat, apparebat "pago" ut "cado", unde non erat dubium sic "pepigi" nos dicere ut "cecidi" Infatti leggendo nelle dodici tavole "ni ita pagunt", trovavamo simile a questa "cadunt": poi la prima terminazione, anche s'era perduta per antichità, "pago" sembrava come "cado", quindi non c'era dubbio che noi dicessimo "pepigi" così come "cecidi"
[12] Sed meminerimus non per omnia duci analogiae posse rationem, cum et sibi ipsa plurimis in locis repugnet [12] Ma ricorderemo che il metodo dell'analogia non può essere affermato per tutte le frasi, contraddicendosi anche da se stessa in molti passi
Quaedam sine dubio conantur eruditi defendere, ut, cum deprensum est "lepus" et "lupus" similia positione quantum casibus numerisque dissentiant, ita respondent non esse paria quia "lepus" epicoenon sit, "lupus" masculinum, quamquam Varro in eo libro quo initia Romanae urbis enarrat lupum feminam dicit Ennium Pictoremque Fabium secutus Alcuni dotti tentano senza dubbio di difendere, cosicché, quando fu considerato "lepus" e "lupus" simili nel nominativo quanto differiscano nei casi e nei numeri, rispondessero così non essere uguali perché "lepus" è ambivalente, "lupus" maschile, sebbene Varrone che ha seguito Ennio e Fabio Pittore in quel libro in cui racconta gli esordi della città di Roma dice un lupo femmina
[13] Illi autem idem, cum interrogantur cur "aper" "apri" et "pater" "patris" faciat, illud nomen positum, hoc ad aliquid esse contendunt [13] Ma quegli stessi, quando sono interrogati perché "aper" fa "apri" e "pater" "patris", ritengono che quel nome è assoluto, questo relativo a qualcosa
Praeterea quoniam utrumque a Graeco ductum sit, ad eam rationem recurrunt, ut patros "patris", kaprou "apri" faciat Inoltre poiché entrambi furono ricavati dal greco, ricorrono a questa spiegazione, cosicché "patris" fa patros (del padre), "apri" kaprou (del capro)
[14] Illa tamen quomodo effugient, ut non, quamvis feminina singulari nominativo us litteris finita numquam genetivo casu ris syllaba terminentur, faciat tamen "Venus" "Veneris" [14] Ma in che modo l'eviteranno, cosicché, sebbene i femminili che terminano nel nominativo singolare con le lettere us non sono mai conclusi con la sillaba ris nel caso genitivo, tuttavia "Venus" non faccia "Veneris"
Item, cum es litteris finita per varios exeant genetivos, numquam tamen eadem ris syllaba terminatos, "Ceres" cogat dici "Cereris" Ancora, quelli che terminano con le lettere es uscendo in vari genitivi, tuttavia non conclusi mai con la stessa sillaba ris, "Ceres" spinge a dirsi "Cereris"
[15] Quid vero quae tota positionis eiusdem in diversos flexus eunt, cum "Alba" faciat "Albanos" et "Albensis", "volo" "volui" et "volavi" [15] E cosa dunque tutti quelli della stessa uscita che escono in diverse flessioni, quando "Alba" forma "Albanos" e "Albensis", "volo" "volui" e "volavi"
Nam praeterito quidem tempore varie formari verba prima persona o littera terminata ipsa analogia confitetur, si quidem facit "cado" "cecidi", "spondeo" spopondi", "pingo" "pinxi","lego" "legi", "pono" "posui", "frango" "fregi", "laudo laudavi" Infatti la stessa analogia dimostra che certo nel tempo passato i verbi con la prima persona con la lettera finale o erano formati variamente, se quindi "cado" forma "cecidi", "spondeo" "spopondi", "pingo" "pinxi", "lego" "legi, "pono" "posui", "frango" "fregi", "laudo" "laudavi"

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