Quintiliano, Institutio oratoria: Liber 1, 5, 61-72

Quintiliano, Institutio oratoria: Liber 1, 5, 61-72

Latino: dall'autore Quintiliano, opera Institutio oratoria parte Liber 1, 5, 61-72

[61] Ne in a quidem atque s litteras exire temere masculina Graeca nomina recto casu patiebantur, ideoque et apud Caelium legimus "Pelia cincinnatus" et apud Messalam "bene fecit Euthia" et apud Ciceronem "Hermagora", ne miremur quod ab antiquorum plerisque "Aenea" ut "Anchisa" sit dictus [61] Non permettevano nemmeno che i nomi maschili greci presentassero inopportunamente le lettere s nel caso retto, quindi anche in Celio leggiamo "Pelia ricciuto" e in Messala "Euthia agì bene" e in Cicerone "Hermagora", affinchè non ci stupiamo che dalla maggior parte degli antichi sia stato detto "Aenea" come "Anchisa"
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[62] Nam si ut "Maecenas" "Sufenas" "Asprenas" dicerentur, genetivo casu non e littera sed tis syllaba terminarentur [62] Infatti se si dicessero come "Maecenas" "Sufenas" "Asprenas", nel caso genitivo si concluderebbero non con la lettera e ma con la sillaba tis
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Inde Olympo et tyranno acutam syllabam mediam dederunt, quia (duabus longis sequentibus) primam brevem acui noster sermo non patitur Quindi inserirono una sillaba centrale acuta a Olimpo e tiranno, perché (con due lunghe successive) la nostra lingua non permette che la prima breve sia accentata
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[63] Sic genetivus "Vlixi" et "Achilli" fecit, sic alia plurima [63] Così il genitivo fece "Ulixi" e "Achilli", così molti altri
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Nunc recentiores instituerunt Graecis nominibus Graecas declinationes potius dare, quod tamen ipsum non semper fieri potest Ora i moderni hanno stabilito di dare ai nomi greci piuttosto declinazioni greche piuttosto, la quale stessa cosa però non sempre può avvenire
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Mihi autem placet rationem Latinam sequi, quousque patitur decor M'aggrada poi seguire la regola latina, finché la convenienza consente
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Neque enim iam "Calypsonem" dixerim ut "Iunonem", quamquam secutus antiquos C Infatti non direi mai "Calypsonem" come "Iunonem", anche se poiché ha seguito gli antichi C
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Caesar utitur hac ratione declinandi; sed auctoritatem consuetudo superavit Cesare usa questa regola del declinare; ma la consuetudine superò l'autorità
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[64] In ceteris quae poterunt utroque modo non indecenter efferri, qui Graecam figuram sequi malet non Latine quidem sed tamen citra reprehensionem loquetur [64] Negli altri che poterono essere divulgati convenientemente in entrambi i modi, chi preferirà seguire la forma greca non parlerà certo in latino ma tuttavia al di là della critica
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[65] Simplices voces prima positione, id est natura sua, constant, compositae aut praepositionibus subiunguntur, ut "innocens" (dum ne pugnantibus inter se duabus, quale est "inperterritus": alioqui possunt aliquando continuari duae, ut "incompositus" "reconditus" et quo Cicero utitur "subabsurdum"), aut e duobus quasi corporibus coalescunt, ut "maleficus" [65] Le parole semplici constano della forma primaria, cioè della loro natura, le composte o sono unite alle preposizioni, come "innocente" (purchè due non contrastino fra loro, come risulta "imperterrito": altrove due possono talvolta essere unite, come "incomposito" "recondito" e "subassurdo" che usa Cicerone), o si uniscono come da due elementi, come "malefico"
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