Quid prodest strepitus oris muto corde?

Quid prodest strepitus oris muto corde?

[A che serve lo strepito della voce, se il cuore tace? ]

Mai come ora sento lontano l'ésprit filosofico, forse perchè sono vittima del naturale rigetto del nulla, forse perchè ancora troppo giovane e idealista non voglio arrendermi al tedio dei giorni vuoti il cui dominio mi nientifica sempre di più.... eppure è cosi, questo mio stesso amore di conoscenza va a mano a mano scemando; magari potessi reintendere la giusta via così da tornare tale come fui. "quidquid aetatis retro est Mors tenet", probabilmente quella parte di me è già stata messa a tacere dalla morte che secondo Seneca (e me con lui) è alle nostre spalle e non innanzi a noi. Ora mi rimane solo in silenzio in cerca della via meno battuta dall'essere umano. 

                                                                        Silenzio. Silenzio. Silenzio.
 
Sero te amavi, pulchritudo tam antiqua et tam nova. Sero te amavi! Et ecce intus eras et ego foris, et ibi te quaerebam et in ista formosa, quae fecisti, deformis irruebam.

[Tardi ti amai, Bellezza così antica e così nuova, tardi ti amai! Sì, perché tu eri dentro di me e io fuori. Lì ti cercavo; deforme, mi gettavo sulle belle forme delle tue creature.]