Il momento in cui si involano è un'occasione ghiotta per i babbuini, che le afferrano mentre decollano. Le termiti operaie si affrettano a sigillare i nidi così che i babbuini non possano prelevarle dal terreno. Ma, a differenza di loro, gli scimpanzé hanno escogitato un metodo sconvolgente per nutrirsi di termiti: creare un utensile.
La ricercatrice osservò con grande sorpresa che gli scimpanzé sceglievano con cura un ramoscello, lo privavano delle foglie e se era incurvato lo manipolavano perché rimanesse diritto. Il bastoncino veniva poi infilato nel terreno, cosicché le termiti, per difendere la tana, si avvinghiavano ad esso, inconsapevoli del fatto che in questo modo si consegnavano agli scimpanzé, che di colpo tiravano fuori il ramoscello per portarselo alla bocca.
Modificare oggetti naturali, cioè costruire utensili, fino ad allora era una prerogativa riconosciuta solo agli esseri umani. Era il confine, la barriera tra uomo e animali. Ma adesso un telegramma partito dal cuore selvaggio dell'Africa era pronto a destabilizzare l'Inghilterra mettendo in discussione l'unicità dell'Homo sapiens.
Negli anni, la scienziata poté vedere che quella tecnica di cattura con rami e steli era un comportamento acquisito per imitazione tra le generazioni; infatti i cuccioli imparano dalle madri a manipolare gli steli e a destreggiarsi nei buchi con le dita.
Quando Leakey ricevette quella notizia ne rimase scioccato e si rese conto che i casi erano due: o si doveva ridefinire il concetto di genere umano, oppure ridefinire il concetto di utensile. In ambito antropologico c'era una definizione molto ricorrente: man the toolmaker, cioè "l'uomo costruttore di utensili".











