Quando gli Dèi chiedevano sangue: riti e atrocità del mondo Fenicio

Quando gli Dèi chiedevano sangue: riti e atrocità del mondo Fenicio

Tra i popoli dell'epoca storica si distinguono, per atrocità, frequenza e persistenza nell'uso dei sacrifici umani, i Fenici. Il loro dio Moloc era raffigurato in una grande statua di ferro, internamente vuota, dal corpo umano e dalla testa di toro.

Allorché gli si volevano offrire sacrifici, l'idolo veniva arroventato, e facevansi scivolare nel suo interno, lungo le braccia protese del mostro, dei teneri fanciulli, talora appartenenti alle più cospicue famiglie.

Tra i Fenici, i Cartaginesi adoravano il sole nel dio Beal-Moloc, che, come il Moloc di Tiro, era raffigurato in una statua simile a quella sopra descritta. Celebravano, coi medesimi riti, gli stessi sacrifici di fanciulli, e le madri di questi dovevano assistere alle cerimonie in silenzio, mentre le grida delle piccole vittime venivano coperte con musica strepitosa. Adoravano anche Melcart (simile ad Ercole), al quale parimenti offrivano vittime umane.

Quando Agatocle assalì Cartagine, quei cittadini, attribuendo la sconfitta al fatto di aver immolato a Melcart fanciulli comperati, vollero rimediare a tale errore sacrificando al dio duecento figli delle migliori famiglie, mentre trecento uomini imputati di delitti si offrirono come vittime.

Annibale stava guerreggiando in Italia, quando gli si annunciò che suo figlio era stato designato per l'annuale sacrificio. Egli avrebbe esclamato: «Io preparo degli dèi sacrifici che saranno più graditi».

Durante l'assedio di Agrigento, infierendo la peste, vennero gettate in mare vittime umane per placare un dio simile a Nettuno. Dario e Gelone imposero per patto ai Cartaginesi che cessassero di insozzare gli altari con sangue umano; ma invano, ché il rito nefando persistette, mantenendosi anche nel tempo in cui Cartagine divenne priva della sua potenza ed indipendenza. Né valsero a sradicarlo i decreti degli imperatori romani, e di esso, divenuto segreto, si trovano prove anche nel terzo secolo d. C.

Le armi e il commercio dei Cartaginesi diffusero la pratica dei sacrifici umani presso altri popoli.

Nel sec. VII d. C., i cittadini di Pergamo sperarono di preservare la loro città dagli attacchi del saracino Moslem scannando una donna incinta e tuffando le mani nell'acqua in cui avevano fatto bollire il feto.

processione sacrificale - 530 aC circa, Atene
processione sacrificale - 530 aC circa, Atene

in questa straordinaria tavoletta di legno dipinto, una pecora viene portata all'altare del sacrificio. E' tenuta con una cordicella rossa, simbolo de...

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