Properzio, Elegie: Libro IV, Elegia VI

Properzio, Elegie: Libro IV, Elegia VI

Cultura

Latino: dall'autore Properzio, opera Elegie parte Libro IV, Elegia VI

sacra facit uates: sint ora fauentia sacris, et cadat ante meos icta iuuenca focos Il vate celebra i riti: le bocche siano favorevoli ai riti, e davanti ai miei altari cada la giovenca trafitta
cera Philiteis certet Romana corymbis, et Cyrenaeas urna ministret aquas Gareggi la tavoletta di cera romana con i corimbi di Filita, e l'urna versi acqua di Cirene
costum molle date et blandi mihi turis honores,[5] terque focum circa laneus orbis eat Datemi il tenue costo e le offerte d'incenso soave, [5] e tre volte il cerchio di lana vada intorno al fuoco
spargite me lymphis, carmenque recentibus aris tibia Mygdoniis libet eburna cadis Aspergetemi di acqua, e il flauto eburneo attinga per gli altari rinnovati un carme dalle anfore Migdonie
ite procul fraudes, alio sint aere noxae: pura nouum uati laurea mollit iter Andate lontano frodi, le colpe siano in un altro cielo: il puro alloro mitiga il nuovo cammino del vate
[10] Musa, Palatini referemus Apollinis aedem: res est, Calliope, digna fauore tuo [10] O Musa, canteremo il tempio di Apollo Palatino: la materia, Calliope, è degna del tuo favore
Caesaris in nomen ducuntur carmina: Caesar dum canitur, quaeso, Iuppiter ipse uaces I carmi sono pronunciati nel nome di Cesare: mentre Cesare viene cantato, ti prego, Giove, che tu stesso assista
est Phoebi fugiens Athamana ad litora portus,[15] qua sinus Ioniae murmura condit aquae, Actia Iuleae pelagus monumenta carinae, nautarum uotis non operosa uia C'è presso i lidi Atamani un porto sfuggente di Febo, [15] dove un golfo attenua il fragore dell'onda dello Ionio, il mare di Azio memoria della nave Giulia, approdo non difficile per le preghiere dei marinai
huc mundi coiere manus: stetit aequore moles pinea, nec remis aequa fauebat auis Qui le schiere del mondo si scontrarono: sul mare si estese una mole di alberi,né l'uccello favoriva uguali auspici alle navi
[20] altera classis erat Teucro damnata Quirino, pilaque feminea turpiter acta manu: hinc Augusta ratis plenis Iouis omine uelis, signaque iam Patriae uincere docta suae [20] Una flotta era assegnata al troiano Quirino, e la lancia vergognosamente adatta a mano femminile: di qui la nave di Augusto con le vele gonfie per volontà di Giove, e le insegne già esperte a vincere per la sua patria