Properzio, Elegie: Libro IV, Elegia II

Properzio, Elegie: Libro IV, Elegia II

Cultura. Lunedi, 09 Ottobre 2017. visite: giorni 34 Classifica 10.7 %

Latino: dall'autore Properzio, opera Elegie parte Libro IV, Elegia II

quid mirare meas tot in uno corpore formas, accipe Vertumni signa paterna dei Perché guardare con meraviglia tanti miei aspetti in un solo corpo, considera le caratteristiche paterne del dio Vertumno
Tuscus ego Tuscis orior, nec paenitet inter proelia Volsinios deseruisse focos Io Etrusco nasco da Etruschi, né mi pento di aver lasciato durante le guerre i fuochi di Volsena
haec me turba iuvat, nec templo laetor eburno:[5] Romanum satis est posse videre Forum Mi piace questa folla, non mi rallegro per un tempio d'avorio: [5] è sufficiente poter vedere il Foro Romano
hac quondam Tiberinus iter faciebat, et aiunt remorum auditos per vada pulsa sonos: at postquam ille suis tantum concessit alumnis, Vertumnus verso dicor ab amne deus[10] seu, quia vertentis fructum praecepimus anni, Vertumni rursus credidit esse sacrum Un tempo il Tevere qua si apriva il cammino e dicono si sentivano i rumori dei remi attraverso i guadi percossi: ma dopo che quello concesse tanto ai suoi figli, sarò chiamato dio Vertumno dal fiume deviato [10] oppure, poiché prendiamo il frutto dell'anno che scorre, si credette che di nuovo ci fosse il culto di Vertumno
prima mihi variat liventibus uva racemis, et coma lactenti spicea fruge tumet; hic dulcis cerasos, hic autumnalia pruna[15] cernis et aestivo mora rubere die; insitor hic solvit pomosa vota corona, cum pirus inuito stipite mala tulit Per me la prima uva si trasforma in grappoli violacei, e la chioma della spiga si gonfia di frutto lattescente; qui vedi dolci ciliegie,qui prugne autunnali [15] e rosseggiare le more nei giorni estivi; questo innestatore scioglie i voti con corone di frutti quando il pero dal tronco riluttante produsse i frutti
mendax fama, noces: alius mihi nominis index: de se narranti tu modo crede deo O fama ingannatrice, tu nuoci: altro il senso del nome per me: tu credi solo al dio che parla da sé
[20] opportuna mea est cunctis natura figuris: in quamcumque voles verte, decorus ero [20] La mia natura si adatta a tutti gli aspetti: cambiami in qualunque forma vorrai, sarò dignitoso
indue me Cois, fiam non dura puella: meque virum sumpta quis neget esse toga Rivestimi (con abiti) di Cos, diventerò una dolce fanciulla: chi negherà che io sia un uomo, dopo aver indossato la toga
da falcem et torto frontem mihi comprime faeno:[25] iurabis nostra gramina secta manu Da' la falce e cingimi la fronte con fieno intrecciato:[25] giurerai che i campi furono falciati dalla mia mano
arma tuli quondam et, memini, laudabar in illis: corbis et imposito pondere messor eram Un tempo portai le armi e, mi ricordo, ero lodato fra quelle: ed ero mietitore col peso imposto del canestro

Adesso mi sento...