Properzio, Elegie: Libro III, Elegia XIII

Properzio, Elegie: Libro III, Elegia XIII

Latino: dall'autore Properzio, opera Elegie parte Libro III, Elegia XIII

Quaeritis, unde avidis nox sit pretiosa puellis, et Venere exhaustae damna querantur opes Chiedete, perché una notte si paghi cara alle avide fanciulle, e i patrimoni dissipati da Venere lamentino perdite
certa quidem tantis causa et manifesta ruinis: luxuriae nimium libera facta via est Certa e manifesta senza dubbio la causa di tanta rovina: è stata fatta via libera alla troppa sfrenatezza
Inda cavis aurum mittit formica metallis,[5] et venit e Rubro concha Erycina salo, et Tyros ostrinos praebet Cadmea colores, cinnamon et multi pastor odoris Arabs La formica dell'India manda oro dalle cave miniere, [5] e dal Mar Rosso viene la perla Ericina, e Tiro Cadmea offre i colori della porpora, e il pastore Arabo il cinamomo di forte odore
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Properzio, Elegie: Libro I, Elegia XIX

Latino: dall'autore Properzio, opera Elegie parte Libro I, Elegia XIX

haec etiam clausas expugnant arma pudicas quaeque gerunt fastus, Icarioti, tuos Queste armi espugnano anche le donne oneste chiuse in casa e quelle che esibiscono i tuoi contegni, o figlia di Icario
[10] matrona incedit census induta nepotum et spolia opprobrii nostra per ora trahit [10] La matrona incede rivestita dei beni degli scialacquatori, e mette sotto il nostro viso i bottini dell'infamia
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Properzio, Elegie: Libro II, Elegia IX

Latino: dall'autore Properzio, opera Elegie parte Libro II, Elegia IX

nulla est poscendi, nulla est reverentia dandi, aut si qua est, pretio tollitur ipsa mora Non c'è nulla di richiesto, non c'è nessun riguardo di dare, o se qualcosa c'è, lo stesso indugio è eliminato dal prezzo
felix Eois lex funeris una maritis,[15] quos Aurora suis rubra colorat equis Felice l'esclusiva legge del funerale del marito per gli Orientali, [15] che la fiammante Aurora colora con i suoi cavalli
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Properzio, Elegie: Libro 01, Elegia 07

Latino: dall'autore Properzio, opera Elegie parte Libro 01, Elegia 07

namque ubi mortifero iacta est fax ultima lecto, uxorum fusis stat pia turba comis, et certamen habent leti, quae viva sequatur coniugium: pudor est non licuisse mori E infatti quando l'ultima fiaccola è stata lanciata dal letto del morto, la pietosa schiera delle mogli sta ferma con le chiome sciolte, e intraprendono una gara di morte, chi, viva, segua il coniuge: vergogna è non poter morire
[20] ardent victrices et flammae pectora praebent, imponuntque suis ora perusta viris [20] Ardono le vincitrici e offrono i petti alla fiamma, e mettono i volti bruciati sui loro mariti
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hoc genus infidum nuptarum, hic nulla puella nec fida Euadne nec pia Penelope Questa razza infida di spose, qui nessuna fanciulla né fedele Evadne né pia Penelope
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