Properzio, Elegie: Libro II, Elegia XXX

Properzio, Elegie: Libro II, Elegia XXX

Latino: dall'autore Properzio, opera Elegie parte Libro II, Elegia XXX

QVO fugis a demens Dove fuggi, o folle
nulla est fuga: tu licet usque ad Tanain fugias, usque sequetur Amor Non c'è alcuna fuga: fuggi pure fino al Tanai, l'Amore fino là ti seguirà
non si Pegaseo vecteris in aere dorso, nec tibi si Persei moverit ala pedes; vel si te sectae rapiant talaribus aurae,[5] nil tibi Mercurii proderit alta via instat semper Amor supra caput, instat amanti, et gravis ipse super libera colla sedet Neppure se volassi nell'aria sul dorso di Pegaso, né se l'ala di Perseo muovesse per te i piedi; o se i cieli solcati ti rapissero con i talari, [5] a nulla ti gioverà l'alta via di Mercurio; l'Amore incombe sempre sul capo, incombe sull'amante, e pesante egli stesso siede sul libero collo
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Properzio, Elegie: Libro IV, Elegia IV

Latino: dall'autore Properzio, opera Elegie parte Libro IV, Elegia IV

excubat ille acer custos et tollere numquam te patietur humo lumina capta semel Quel crudele custode vigila e non sopporta che tu sollevi mai da terra gli occhi una volta presi
[10] et iam si pecces, deus exorabilis ille est si modo praesentis viderit esse preces [10] E ormai se pecchi, quel dio è inesorabile se appena avrà visto che le preghiere sono immediate
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Properzio, Elegie: Libro II, Elegia XXIII

Latino: dall'autore Properzio, opera Elegie parte Libro II, Elegia XXIII

ISTA senes licet accusent convivia duri: nos modo propositum, vita, teramus iter illorum antiquis onerantur legibus aures:[15] hic locus est in quo, tibia docta, sones, quae non iure vado Maeandri iacta natasti, turpia cum faceret Palladis ora tumor Lascia che i vecchi severi critichino questi conviti: noi, vita mia, proseguiamo comunque il cammino prescelto; le loro orecchie sono appesantite dalle antiche leggi: [15] questo è il luogo dove, dotto flauto, puoi suonare, tu che galleggiasti nel guado del Meandro, ingiustamente gettato, poiché il gonfiore rendeva brutta la faccia di Pallade
non tamen immerito Tuttavia non a torto
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Latino: dall'autore Properzio, opera Elegie parte Libro I, Elegia XX

Phrygias nunc ire per undas et petere Hyrcani litora nota maris,[20] spargere et alterna communis caede Penatis et ferre ad patrios praemia dira Lares Andare ora attraverso le onde frigie e cercare le note spiagge del mare Ircano, [20] cospargere con alterna strage i comuni Penati e portare crudeli premi ai patrii Lari
una contentum pudeat me vivere amica Vergognarmi di vivere contento di una sola amica
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hoc si crimen erit, crimen Amoris erit: mi nemo obiciat Se ciò sarà una colpa, sarà colpa dell'Amore: nessuno mi biasimi
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