Properzio, Elegie: Libro I, Elegia XXII

Properzio, Elegie: Libro I, Elegia XXII

Latino: dall'autore Properzio, opera Elegie parte Libro I, Elegia XXII

Qualis et unde genus, qui sint mihi, Tulle, Penates, quaeris pro nostra semper amicitia Di quale stirpe e di dove io sia, quali siano, o Tullo, i miei Penati mi domandi per la nostra eterna amicizia
si Perusina tibi patriae sunt nota sepulcra, Italiae duris funera temporibus, cum Romana suos egit discordia civis,[5] (sic mihi praecipue pulvis Etrusca, dolor, tu proiecta mei perpessa es membra propinqui, tu nullo miseri contegis ossa solo), proxima supposito contingens Vmbria campo me genuit terris fertilis uberibus Se ti è nota Perugia, sepolcro della patria, funerale dell'Italia in duri tempi, quando la discordia romana agitò i cittadini [5] ( così a me specialmente, o terra etrusca, sei causa di dolore: tu permettesti che fossero abbandonate le membra di un mio parente, tu non copri le ossa dell'infelice nel tuo suolo); mi generò l'Umbria che si estende vicino alla pianura sottostante con fertili terre rigogliose
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