Properzio, Elegie: Libro 01, Elegia 14

Properzio, Elegie: Libro 01, Elegia 14

Latino: dall'autore Properzio, opera Elegie parte Libro 01, Elegia 14

Tu licet abiectus Tiberina molliter unda Lesbia Mentoreo vina bibas opere, Et modo tam celeres mireris currere lintres Et modo tam tardas funibus ire rates, Et nemus omne satas intendat vertice silvas, [5] Urgetur quantis Caucasus arboribus : Non tamen ista meo valeant contendere amori : Nescit Amor magnis cedere divitiis E' concesso che tu mollemente adagiato sull'onda tiberina beva i vivi di Lesbo in una coppa di Mentore, e che ammiri ora le barche correre così veloci e ora le zattere con le funi andare così lente, e ogni bosco innalza con la cima gli alberi piantati, [5] con quanto alberi preme il Caucaso: tuttavia questi beni non potrebbero competere col mio amore: Amore non sa cedere alle grandi ricchezze
Nam sive optatam mecum trahit illa quietem, Seu facili totum ducit amore diem,[10] Tum mihi Pactoli veniunt sub tecta liquores, Et legitur Rubris gemma sub aequoribus: Tum mihi cessuros spondent mea gaudia reges: Quae maneant, dum me fata perire volent Infatti se ella trascorre con me una notte gradita, se passa tutto il giorno con arrendevole amore, [10] allora sotto il tetto per me vengono le acque del Pattolo, ed è raccolta la perla sotto le acque Eritree: allora i miei piaceri mi assicurano che i re saranno sminuiti, che rimangano queste cose, finché i destini vorranno che io muoia
Nam quis divitiis adverso gaudet Amore Infatti chi gode delle ricchezze con un amore avverso
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Properzio, Elegie: Libro I, Elegia XIX

Latino: dall'autore Properzio, opera Elegie parte Libro I, Elegia XIX

[15] Nulla mihi tristi praemia sint Venere [15] Nessun premio ci sia per me per Venere rattristata
Illa potest magnas heroum infringere vires, Illa etiam duris mentibus esse dolor Quella può abbattere le grandi forze degli eroi, quella essere sofferenza anche per gli animi insensibili
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Latino: dall'autore Properzio, opera Elegie parte Libro 01, Elegia 03

Illa neque Arabium metuit transcendere limen, Nec timet ostrino, Tulle, subire toro, [20] Et miserum toto iuvenem versare cubili: Quid relevant variis serica textilibus Né quella teme di varcare la soglia arabica, né ha paura, o Tullo, di entrare in un letto di porpora,[20] e che il misero giovane si rivolti per tutto il letto: quali sollievi danno i drappi di seta con tessuti variopinti
Quae mihi dum placata aderit, non ulla verebor Regna vel Alcioni munera despicere Finché costei mi sarà favorevole, non temerò di disprezzare alcun regno o i doni di Alcione
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