Properzio, Elegie: Libro 01, Elegia 05

Properzio, Elegie: Libro 01, Elegia 05

Latino: dall'autore Properzio, opera Elegie parte Libro 01, Elegia 05

Invide, tu tandem voces compesce molestas Et sine nos cursu, quo sumus, ire pares Risparmia, tieni a freno finalmente le voci moleste e lasciaci andare per la strada in cui siamo
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Quid tibi vis, insane  Cosa vuoi, pazzo
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meos sentire furores  Provare i miei furori
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Infelix, properas ultima nosse mala Et miser ignotos vestigia ferre per ignes [5] Et bibere e tota toxica Thessalia Sventurato, ti affretti a conoscere gli estremi mali e infelice a muovere i passi attraverso fuochi nascosti [5] e a bere tutti i veleni della Tessaglia
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Non est illa vagis similis collata puellis: Molliter irasci non solet illa tibi Essa non è simile, se la paragoni, alle fanciulle vaganti: non è solita adirarsi con te mollemente
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Quod si forte tuis non est contraria votis, At tibi curarum milia quanta dabit Che se per caso non è contraria alle tue preghiere, allora quante migliaia di affanni ti procurerà
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[10] Non tibi iam somnos non illa relinquet ocellos: Illa feros animis alligat una viros [10] Non ti lascerà più sonno negli occhi: quella è unica nell'avvincere gli uomini forti di animo
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Ah, mea contemptus quotiens ad limina curres, Cum tibi singultu fortia verba cadent, Et tremulus maestis orietur fletibus horror, [15] Et timor informem ducet in ore notam, Et quaecumque voles fugient tibi verba querenti, Nec poteris, qui sis aut ibi, nosse miser, Tum grave servitium nostrae cogere puellae Discere et exclusum quid sit abire domum;[20] Nec iam pallorem totiens mirabere nostrum, Aut cur sim toto corpore nullus ego Ah, quante volte disprezzato correrai alla mia porta, quando fra i singhiozzi ti cadranno parole forti, e fra tristi pianti nascerà un tremulo brivido [15] e il timore t'imprimerà nel volto il deforme segno, e a te che ti lamenti mancheranno le parole, qualunque vorrai, né potrai sapere, misero, chi o dove tu sia, allora sarai costretto ad imparare quanto grave sia la servitù della mia fanciulla e che cosa sia tornare a casa dopo essere stato cacciato;[20] Né tante volte ti stupirai del mio pallore o perché in tutto il corpo io sia un nulla
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Nec tibi nobilitas poterit succurrere amanti: Nescit Amor priscis cedere imaginibus Né ti potrà soccorrere la nobiltà dell'amante: Amore non sa cedere davanti alle immagini antiche
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Quod si parva tuae dederis vestigia culpae, [25] Quam cito de tanto nomine rumor eris Che se darai un piccolo segno di colpa, [25] quanto presto sarai oggetto di chiacchiere di così gran nome