Plotino, la teoria dell’emanazione

Plotino, la teoria dell’emanazione

Cultura. Venerdi, 14 Ottobre 2016. visite: giorni 48 Classifica 10.6 %

La processione avviene in tappe

Dall'uno si generano secondo un processo discendente entità successive. Queste tappe prendono il nome greco di POSTASI. La parola ipostasi deriva dal greco ipostasis (ipò: tra i vari significati vuol dire sotto e si può tradurre in latino con sub; stàsis si può rendere in latino con stare ovvero il permanere nel tempo e quindi substare). Da substare deriva sostanza (ciò che substat cioè che sta sotto). Le ipostasi quindi sembrerebbero le sostanze che vengono generate a partire dall'uno, ma tutto ciò che deriva dall'uno è l'uno stesso(come i raggi del sole). Plotino usa il termine ipostasi riferito anche all'uno stesso. Tra le ipostasi Plotino conta anche l'uno che è la PRIMA IPOSTASI, tutti gli altri che seguono sono le ipostasi successive, frutto dell'emanazione. Per spiegare la struttura generale che permette la formazione del nostro mondo, Plotino usa 4 ipostasi (ritorno del numero 4 aristotelico, Plotino è riuscito a fondere Platone e Aristotele, ha armonizzato questi due filosofi arrivando a qualcosa di nuovo).
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Queste ipostasi sono:
1.UNO
2.INTELLETTO (con la i maiuscola perchè è un intelletto divino) chiamato in greco nus
3.ANIMA
4.MATERIA( no principio a se stante come invece era per Platone ma deriva dall'uno).
In questo processo discendente l'unità si indebolisce, si passa da un'unità perfetta a un'unità sempre piu debole(come se la forza, l'energia svanisse, come la luce). Si perde l'unità e di conseguenza aumenta la molteplicità, cioè la diversità all'interno, essere fatto da molte parti diverse. Ognuno di noi è uno ma allo stesso tempo è molteplice, è fatto da molte cose. La materia è il punto piu basso, non ha la forza di generare qualcos'altro oltre a se stessa. Uno, intelletto e anima precedono la materia di conseguenza sono ipostasi astratte, non c'è ancora il mondo fisico, è il livello inferiore (pensiero tipico di tutti i platonici). Questo mondo è definito mondo intellegibile, si può cogliere solo con intelletto e non con i sensi.
Con la materia compare anche il mondo sensibile con le sue proprietà sensibili. Ma che differenza c'è tra queste ipostasi? L'intelletto è l'intelletto divino, è l'intelligenza. L'uno va oltre anche l'intelligenza- prima emanazione che deriva dall'uno. Questo nus viene chiamato anche in un altro modo. Con l'intelletto
comincia a comparire la molteplicità. L'uno è unità assoluta, ma l'intelligenza è fatta di parti diverse. Per far capire bene questa idea con un termine piu tecnico , Plotino chiama l'intelletto l'"UNO-MOLTI". E' ancora dominante l'uno ma non è più un'unità assoluta, comincia a rivelarsi una certa molteplicità. Si ha intelligenza quando si ha pensiero. L'uno non pensa nulla, è oltre. Il pensiero compare con l'intelletto. Il pensiero compare quando c'è una prima differenzazzione interna. Ci vuole un pensante(entità che pensa-attivo) e un pensato(qualcosa che viene pensato dal pensante-passivo). C'è una dualità e il due non è uno, fa parte già dei molti, è il numero minimo dei molti.
Ogni intelligenza è fatta da pensante e da pensato.(pensante contiene al suo interno i pensanti cioè le idee) Però pensante e pensato costituiscono un'unione inseparabile. Di fatto sono fusi insieme.Vanno tenuti separati ma al tempo stesso non vanno presi separatamente. Questo vale sia x pensiero umano sia x quello divino. Questo intelletto divino che Plotino ha in mente si può vedere come una fusione di due elementi: uno di Platone(le idee) e uno di Aristotele (il motore immobile). Figura che fonde due grandi tradizioni. Aristotele dice che il motore immobile è un pensiero, un'intelligenza e Plotino accetta questa definizione. Tuttavia Plotino ha necessità di parlare anche delle idee, ma per fonderle con Aristotele modifica le idee. Le vecchie idee di Platone diventano delle idee interne alla mente di dio, non sono piu entità che stanno al di fuori. Le idee vengono trasformate nel pensiero di dio (è l'intelletto, il dio aristotelico, uso improprio della parola dio). I cristiani diranno la stessa cosa: dio prima di creare il mondo, dentro di sè, nella sua intelligenza possiede tutte le idee (ripresa neoplatonica).

 

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