Plinio il Vecchio, Naturalis Historia: Libro 34, Paragrafi 98-136

Plinio il Vecchio, Naturalis Historia: Libro 34, Paragrafi 98-136

Latino: dall'autore Plinio il Vecchio, opera Naturalis Historia parte Libro 34, Paragrafi 98-136

[98] Appellatur etiamnum et formalis temperatura aeris tenerrimi, quoniam nigri plumbi decima portio additur et argentarii vicesima, maximeque ita colorem bibit, quem Graecanicum vocant

Novissima est quae vocatur ollaria, vase nomen hoc dante, ternis aut quaternis libris plumbi argentarii in centenas aeris additis

Cyprio si addatur plumbum, colos purpurae fit in statuarum praetextis

[99] Aera extersa robiginem celerius trahunt quam neglecta, nisi oleo perunguantur

servari ea optime in liquida pice tradunt

usus aeris ad perpetuitatem monimentorum iam pridem tralatus est tabulis aereis, in quibus publicae constitutiones inciduntur

[100] Metalla aeris multis modis instruunt medicinam, utpote cum ulcera omnia ibi ocissime sanentur, maxime tamen prosunt cadmea
[98] E' detta inoltre anche lega consueta di bronzo molto tenero, perché viene aggiunta una decima parte di piombo nero e una ventesima di argentario, e soprattutto così assorbe il colore, che chiamano grecanico

L'ultima è quella che è detta da vasellame, dando il vaso questo nome, con tre o quattro libbre di piombo argentario aggiunte ogni cento di rame

Se viene aggiunto piombo di Cipro, il colore sulle toghe preteste delle statue diventa di porpora

[99] I bronzi puliti attirano la ruggine più velocemente che i trascurati, se non sono unti con olio

Tramandano che essi siano conservati ottimamente nella pece liquida

L'uso del bronzo per la durata dei monumenti è stato esteso già da tempo alle tavole bronzee, su cui sono incisi gli atti pubblici

[100] Le miniere di rame supportano la medicina in molti modi, essendo infatti curate qui molte velocemente tutte le ulcere, soprattutto però giovano (quelle) di cadmia
fit sine dubio haec et in argenti fornacibus, candidior ac minus ponderosa, sed nequaquam comparanda aerariae

plura autem genera sunt

namque ut ipse lapis, ex quo fit aes, cadmea vocatur, fusuris necessarius, medicinae inutilis, sic rursus in fornacibus existit alia, quae originis suae nomen recipit

[101] fit autem egesta flammis atque flatu tenuissima parte materiae et camaris lateribusque fornacium pro quantitate levitatis adplicata

tenuissima est in ipso fornacium ore quam flammae eructarunt, appellata capnitis, exusta et nimia levitate similis favillae

interior optuma, camaris dependens et ab eo argumento botryitis nominata, ponderosior haec priore, levior secuturis [102] duo eius colores, deterior cinereus, pumicis melior, friabilis oculorumque medicamentis utilissima
Questa si forma senza dubbio anche nelle fornaci dell'argento, più chiara e meno pesante, ma non da paragonare a quella del rame

Ci sono poi diversi tipi

Infatti come la pietra stessa, da cui si forma il rame, è detta cadmia, più necessariamente per le fusioni, inutile per la medicina, così ancora nelle fornaci esiste un'altra, che prende il nome della sua origine

[101] Si forma dopo essere stata espulsa dalle fiamme e dal soffio la parte più sottile della materia e depositata sui lati e sulle volte delle fornaci secondo la densità

La più sottile è sull'imboccatura stessa della fornace che le fiamme emettono, detta capnite, bruciata e per la troppa sottigliezza simile alla favilla

Ottima quella più interna, che pende dalle volte e per questo motivo detta botrite, più pesante questa della precedente, più leggera di quelle che seguono [102] due i suoi colori, più scadente il cinereo, migliore (quello) della pomice, friabile e molto utile per i medicamenti degli occhi
tertia est in lateribus fornacium, quae propter gravitatem ad camaras pervenire non potuit

haec dicitur placitis, et ipsa ab argumento, planitie crusta verius quam pumex, intus varia, ad psoras utilior et cicatrices trahendos

[103] fiunt ex ea duo alia genera: onychitis extra paene caerulea, intus onychis maculis similis, ostracitis tota nigra et e ceteris sordidissima, volneribus maxime utilis

omnis autem cadmea, in Cypri fornacibus optima, iterum a medicis coquitur carbone puro atque, ubi in cinerem rediit, extinguitur vino Ammineo quae ad emplastra praeparatur, quae vero ad psoras, aceto

[104] quidam in ollis fictilibus tusam urunt et lavant in mortariis, postea siccant
La terza si trova sulle pareti delle fornaci, che a causa del peso non può giungere alle volte

Questa è detta placite, e la stessa per aspetto, più esattamente una crosta con levigatura che una pomice, screziata dentro, più utile per le scabbie e le cicatrici da togliere

[103] Da essa si formano due altri tipi: l'onichite fuori quasi azzurra, dentro simile alle macchie dell'onice, l'ostracite tutta nera e la più sporca fra tutte le altre, utile soprattutto per le ferite

Ogni cadmia poi, ottima nelle fornaci di Cipro, viene cotta di nuovo dai medici col carbone puro e, dove si riduce in cenere, è spenta con vino di Aminea quella che si prepara per gli empiastri, con l'aceto invece, quella per le scabbie

[104] Alcuni bruciano nei vasi di terracotta quella pestata e la lavano nei mortai, poi la seccano
Nymphodorus lapidem ipsum quam gravissimum spississimumque urit pruna et exustum Chio vino restinguit tunditque, mox linteo cribrat atque in mortario terit, mox aqua pluvia macerat iterumque terit quod subsedit, donec cerussae simile fiat, nulla dentium offensa

eadem Iollae ratae, sed quam purissimum eligit lapidem

[105] cadmeae effectus siccare, persanare, sistere fluctiones, pterygia et sordes oculorum purgare, scabritiam extenuare et quidquid in plumbi effectu dicemus

Et aes ipsum uritur ad omnia eadem, praeterque albugines oculorum et cicatrices, ulcera quoque oculorum cum lacte sanat; itaque Aegyptii collyrii id modo terunt in coticulis

[106] facit et vomitiones e melle sumptum

uritur autem Cyprium in fictilibus crudis cum sulpuris pari pondere, vasorum circumlito spiramento, in caminis, donec vasa ipsa percoquantur
Ninfodoro brucia con la brace quel minerale quanto più pesante e compatto e spegne quello bruciato col vino di Chio e lo pesta, poi setaccia con un panno e trita nel mortaio, poi macera con acqua piovana e trita di nuovo ciò che si deposita, finché diventa simile alla biacca, con nessun danno dei denti

La stessa quella del sistema di Iolla, ma sceglie il minerale quanto più puro

[105] L'effetto della cadmia seccare, risanare, fermare i flussi, pulire le macchie e le impurità degli occhi, rimuovere la ruvidezza e qualunque cosa diremo sull'effetto del piombo

Anche il rame stesso è bruciato per tutti questi scopi, oltre i leucomi degli occhi e le cicatrici, con il latte cura anche le ferite degli occhi; perciò gli Egiziani lo pestano al modo del collirio nei mortai di pietra

[106] Provoca anche i vomiti preso col miele

Quello di Cipro poi, si brucia in vasi di argilla crudi con pari quantità di zolfo, chiusa l'apertura dei vasi, nei camini, finchè i vasi stessi non siano cotti
quidam et salem addunt, aliqui alumen pro sulpure, alii nihil, sed aceto tantum aspergunt

ustum teritur in mortario Thebaico, aqua pluvia lavatur iterumque adiecta largiore teritur et, dum considat, relinquitur, hoc saepius, donec ad speciem minii redeat

tunc siccatum in sole in aerea pyxide servatur

[107] Et scoria aeris simili modo lavatur, minore effectu quam ipsum aes

sed et aeris flos medicinae utilis est

fit aere fuso et in alias fornaces tralato; ibi flatu crebriore excutiuntur veluti milii squamae, quas vocant florem; cadunt autem, cum panes aeris aqua refrigerantur, rubentque similiter squamae aeris, quam vocant lepida, et sic adulteratur flos, ut squama veneat pro eo

esset autem squama aeris decussa vi clavis, in quos panies aerei feruminantur, in Cypri maxime officinis
Alcuni aggiungono anche il sale, altri allume al posto dello zolfo, altri nulla, ma cospargono solo con aceto

Bruciato viene pestato nel mortaio tebaico, è lavato con acqua piovana ed aggiunta una quantità più ampia è pestato di nuovo e, finché si deposita, si lascia, questo più volte, finché si riduce all'aspetto del minio

Allora seccato alsole si conserva in un barattolo di rame

[107] Anche la scoria del rame si lava nello steso modo, con minore effetto del rame stesso

Ma anche il fiore di rame è utile per la medicina

Si ottiene dal rame fuso e passato in altre fornaci; qui per una corrente più frequente si staccano come scaglie di miglio, che chiamano fiore; poi cadono, quando i pani di rame sono raffreddati con l'acqua, e rosseggiano come le scaglie del rame, che chiamano lepis, e così il fiore viene adulterato, cosìcché si venda la scaglia invece di questo

Ma la scaglia del rame sarebbe staccata con forza dai chiodi, in cui sono trasformati i pani di rame, soprattutto nelle officine di Cipro
omnis differentia haec est, quod squama excutitur ictu isdem panibus, flos cadit sponte

[108] squamae est alterum genus suptilius, ex summa scilicet lanugine decussum, quod vocant stomoma

Atque haec omnia medici, quod pace eorum dixisse liceat, ignorant

parent nominibus: in tantum a conficiendis medicaminibus absunt, quod esse proprium medicinae solebat

nunc quotiens incidere in libellos, componere ex iis volentes aliqua, hoc est inpendio miserorum experiri commentaria, credunt Seplasiae omnia fraudibus corrumpenti

iam quidem facta emplastra et collyria mercantur, tabesque mercium aut fraus Seplasiae sic excitetur
Tutta questa è la differenza, che la scaglia è staccata con un colpo dagli stessi pani, il fiore cade spontaneamente

[108] L'altro tipo di scaglia è più sottile, staccato certo dalla lanugine più in alto, che chiamano stomoma

E i medici ignorano tutte queste cose, si conceda aver detto ciò con pace degli stessi

Si adattano ai nomi: di tanto sono lontani dal preparare medicamenti, cosa che soleva essere propria della medicina

Ora ogni volta che s'imbattono nel libri, volendo preparare da questi alcune cure, cioè sperimentare le ricette con sofferenza dei miseri, credono alle frodi di Seplasia che corrompe tutto

Alcuni comprano empiastri e colliri già fatti, e si consuma così l'inganno delle merci e la frode di Seplasia
[109] Et squama autem et flos uruntur in patinis fictilibus aut aereis, dein lavantur ut supra ad eosdem usus; squama et amplius narium carnosa vitia, item sedis, et gravitates aurium per fistulam in eas flatu inpulsa et uvas oris farina admota tollit et tonsillas cum melle

fit ex candido aere squama longe Cypria inefficacior

nec non urina pueri prius macerant clavos panesque quidam excussuri squamam, teruntque et aqua pluvia lavant

dant et hydropicis eam drachmis II in mulsi hemina et inlinunt cum polline

[110] Aeruginis quoque magnus usus est

pluribus fit ea modis

namque et lapidi, ex quo coquitur aes, deraditur, et aere candido perforato atque in cadis suspenso super acetum acre opturatumque operculo

multo praebitor est, si hoc idem squamis fiat
[109] Anche la scaglia poi e il fiore sono bruciati in vasi di terracotta o di rame, poi si lavano come sopra per gli stessi usi; la scaglia anche più ampiamente per le escrescenze carnose delle narici, anche del sedere, e per le difficoltà delle orecchie attraverso una cannuccia spinta in esse col soffio e ridotta in polvere risolve gli edemi della bocca e col miele le tonsille

Dal rame bianco si forma una scaglia di molto meno efficace di quella di Cipro

Alcuni sul punto di staccare la scaglia macerano inoltre prima i chiodi e i pani nell'urina di un fanciullo e tritano e lavano con acqua piovana

La danno anche agli idropici con due dracme in un'emina di vino mielato e spalmano con polvere di farina

[110] Anche l'uso del verderame è grande

Esso si ottiene in molti modi

Infatti si raschia anche dal minerale, con cui si fonde il rame, e dal rame bianco perforato ed appeso in botti sopra l'aceto aspro e chiuso con un coperchio

E' di molto efficace, se questo stesso si fa con le scaglie
quidam vasa ipsa candidi aeris fictilibus condunt in acetum raduntque decumo die

[111] alii vinaceis contegunt totidemque post dies radunt, alii delimatam aeris scobem aceto spargunt versantque spathis saepius die, donec absumatur

eandem scobem alii terere in mortariis aereis ex aceto malunt

ocissime vero contingit coronariorum recisamentis in acetum id additis

[112] adulterant marmore trito maxime Rhodiam aeruginem, alii pumice aut cummi

praecipue autem fallit atramento sutorio adulterata; cetera enim dente deprehenduntur stridentia in frendendo

experimentum in vatillo ferreo, nam quae sincera est, suum colorem retinet, quae mixta atramento, rubescit

deprehenditur et papyro galla prius macerato, nigrescit enim statim aerugine inlita

deprehenditur et visu maligne virens
Alcuni mettono gli stessi vasi di rame bianco in terracotte nell'aceto e raschiano al decimo giorno

[111] Alcuni coprono con vinacci e raschiano dopo altrettanti giorni, altri spargono la limatura raschiata del rame con aceto e rigirano più volte al giorno con spatole, finché è assorbita

Altri preferiscono pestare nei mortai di rame la stessa limatura con aceto

Molto velocemente poi esso si diffonde con ritagli di rami coronari aggiunti nell'aceto

[112] Alterano soprattutto il verderame di Rodi con marmo tritato, altri con pomice o gomma

Inganna particolarmente poi adulterata con vernice da calzolaio; infatti le altre che stridono si riconoscono col dente che mastica

La prova su una paletta di ferro, infatti quella che è genuina, trattiene il suo colore, diventa rossa quella mista alla vernice

Si riconosce anche dal papiro macerato prima con la galla, infatti annerisce subito col verderame spalmato

Si riconosce anche con verdeggiando scarsamente alla vista
[113] sed sive sinceram sive adulteram aptissimum est elui siccatumque in patina ac uri ac versari, donec favilla fiat; postea teritur ac reconditur

aliqui in crudis fictilibus urunt, donec figlinum percoquatur

nonnulli et tus masculum admiscent

lavatur autem aerugo sicut cadmea

vis eius collyriis oculorum aptissima et delacrimationibus mordendo proficiens, sed ablui necessarium penicillis calidis, donec rodere desinat

[114] Hieracium vocatur collyrium, quod ea maxime constat

temperatur autem id hammoniaci unciis IIII, aeruginis Cypriae II, atramenti sutorii, quod chalcanthum vocant, totidem, misyos una, croci VI

haec omnia trita aceto Thasio colliguntur in pilulas, excellentis remedii contra initia glaucomatum et suffusionum, contra caligines aut scabiritias et albugines et genarum vitia
[113] Ma è molto conveniente che sia il puro sia l'adulterato sia sciolto e seccato su un vassoio e sia bruciato e sia girato, finché diventa cenere; poi è tritato ed è conservato

Alcuni bruciano in vasi di argilla cruda, finchè sia cotto il vaso

Alcuni mescolano anche incenso maschio

Il verderame si lava anche come la cadmia

La sua proprietà adattissima per i colliri degli occhi e giovando alle lacrimazioni col pungere, ma necessario essere tolto con tamponi caldi, finchè smette di corrodere

[114] E' detto collirio ieracio, quello che deriva soprattutto da questo

Esso si ottiene quindi con 4 once di ammoniaca, due di verderame ciprio, altrettanto di vernice da calzolaio, che chiamano calcanto, una di mysi, 6 di zafferano

Tutte queste tritate con di Taso sono ridotte in pillole, di eccellente rimedio contro gli inizi dei glaucomi e delle cataratte, contro gli offuscamenti o le incrostazioni e le albugini e i mali delle palpebre
[115] cruda autem aerugo volnerariis emplastris miscetur

oris etiam gingivarumque exulcerationes mirifice emendat et labrorum ulcera cum oleo

quod si et cera addatur, purgat et ad cicatricem perducit

aerugo et callum fistularum erodit vitiorumque circa sedem sive per se sive cum hammoniaco inlita vel collyrii modo in fistulas adacta

eadem cum resinae terebenthinae tertia parte subacta lepras tollit

[116] Est et alterum genus aeruginis, quam vocant scoleca, in Cyprio aere trito alumine et sale aut nitro pari pondere cum aceto albo quam acerrimo

non fit hoc nisi aestuosissimis diebus circa canis ortum

teritur autem, donec viride fiat contrahatque se vermiculorum specie, unde et nomen

quod vitiatum ut emendetur, II partes quam fuere aceti miscentur urinae pueri inpubis
[115] Il verderame crudo poi è mescolato per gli empiastri per le ferite

Toglie straordinariamente anche le ulcerazioni della bocca e delle gengive e con l'olio le ulcere delle labbra

Che se si aggiunge anche la cera, purifica e riduce alla cicatrizzazione

Il verderame corrode anche il callo delle fistole e dei mali intorno al sedere sia di per sé sia con gomma di Ammone spalmata o al modo del collirio inserita nelle fistole

Lo stesso applicata con una terza parte di resina di terebinto toglie le lebbre

[116] C'è anche un altro tipo di verderame, che chiamano scolecite, con allume tritato in rame ciprio e con sale o nitrato in pari dose con aceto bianco quanto più aspro

Questo non si ottiene se non in giorni molto caldi verso il sorgere della canicola

Poi si pesta, finché diventa verde e si riduce con l'aspetto dei vermetti, da qui anche il nome

Affinché si corregga questo difetto, le due parti che furono di aceto si mescolano all'urina di un fanciullo impubere

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