Plinio il Vecchio, Naturalis Historia: Libro 24, Paragrafi 141-150

Plinio il Vecchio, Naturalis Historia: Libro 24, Paragrafi 141-150

Latino: dall'autore Plinio il Vecchio, opera Naturalis Historia parte Libro 24, Paragrafi 141-150

[141] Est alia clematis Aegyptia cognomine, quae ab aliis daphnoides, ab aliis polygonodies vocatur, folio lauri, longa tenuisque, adversus serpentes et privatim aspidas ex aceto pota efficax [141] C'è un'altra clematide col soprannome egizia, che è detta da alcuni dafnoide, da altri poligono ide, con la foglia dell'alloro, lunga e sottile, bevuta con aceto efficace contro i serpenti e specie gli aspidi
[142] Aegyptus hanc maxime gigni, quae et aron, de qua inter bulbos diximus, magnae cum dracontio litis; quidam enim eandem esse dixere [142] L'Egitto soprattutto produrre questa, che (si chiama) anche aro, di cui abbiamo parlato fra i bulbi, di grande disputa col draconzio; infatti alcuni dissero che era la stessa
Glaucias satu discrevit, dracontium silvestrem aron pronuntiando Glaucia fece una distinzione per la semina, col definire l'aro un draconzio selvatico
aliqui radicem aron appellarunt, eandem vero dracontium, in totum alium, si modo hic est qui apud nos dracunculos vocatur Alcuni chiamarono aro la radice, invece draconzio la stessa, in tutto diverso, se tuttavia questo è quello che presso di noi è detto dracontea
namque aros radicem nigram in latitudinem rotundam habet multaque maiorem et qua manus inpleatur, dracunculus subrutilam et draconis convoluti modo, unde et nomen Infatti l'aro ha la radice nera rotonda in larghezza e di molto più grande e con cui si riempie una mano, la dracontea sottile e al modo di un drago ritorto, da dove anche il nome
[143] quin et ipsi Graeci inmensam posuere differentiam: semen dracunculi ferveus mordaxque tradendo tantumque et virus, ut olfactum gravidis abortum inferret, aron miris laudibus tulere, primum in cibis feminam praeferentes, quoniam mas durior esset et in coquendo lentior; [144] pectoris vitia purgare, aridum potioni inspersum aut ecligmate urinam et menses ciere, sic et in oxymelite potum [143] Anzi anche gli stessi Greci stabilirono una notevole differenza: col riportare il seme della dracontea caldo e caustico e anche di tanto veleno, che l'odore procurava l'aborto alle gravide, tramandarono l'aro con ammirabili lodi, preferendo dapprima quello femmina nei cibi, poiché il maschio era più duro e più lento nel cuocere; [144] guarire i mali del petto, immerso secco in bevanda o in unguento favorire l'urina e i cicli, così anche bevuto nell'ossimele
stomacho interaneisque exulceratis ex lacte ovillo bibendum, ad tussim in cinere coctum dedere ex oleo Da bere per lo stomaco e le ulcere interne con latte di pecora, per la tosse dettero con l'olio quello cotto nella cenere
alii coxere in lacte, ut decoctum biberetur Altri l'hanno cotto nel latte, affinché si bevesse il decotto
epiphoris elixum inposuere, item suggillatis, tonsillis Misero per le lacrimazioni quello lessato, anche per le contusioni e le tonsille
[145] Glaucias ex oleo haemorrhoidum vitio infudit, lentigines ex melle inlinens [145] Glaucia l'infuse con olio per il male delle emorroidi, spalmando le lentiggini col miele