Plinio il Vecchio, Naturalis Historia: Libro 24, Paragrafi 01-10

Plinio il Vecchio, Naturalis Historia: Libro 24, Paragrafi 01-10

Latino: dall'autore Plinio il Vecchio, opera Naturalis Historia parte Libro 24, Paragrafi 01-10

[1] Ne silvae quidem horridiorque naturae facies medicinis carent, sacra illa parente rerum omnium nusquam non remedia disponente homini, ut medicina fieret etiam solitudo ipsa, et ad singula illius discordiae atque concordiae miraculis occursantibus [1] Neppure le selve e il luogo più orrido della natura mancano di medicamenti, poiché quella sacra madre di tutte le cose predispone ovunque rimedi per l'uomo, cosicché diventasse una medicina anche lo stesso deserto, presentandosi in ogni momento anche prodigi del suo disaccordo e accordo
quercus et olea tam pertinaci odio dissident, ut altera in alterius scrobe depacta emoriantur, quercus vero et iuxta nucem iuglandem La quercia e l'ulivo dissentono con un odio così tenace, che una trapiantata nel fosso dell'altro muoiono, la quercia poi anche vicino al noce
pernicialia et brassicae cum vite odia; ipsum olus, quo vitis fugatur, adversum cyclamino et origano arescit Anche per il cavolo odi mortali con la vite; lo stesso legume, da cui la vite è respinta, accanto al ciclamino e all'origano secca
[2] quin et annosas iam et quae sternantur arbores difficilius caedi, celerius marcescere tradunt, si prius manu quam ferro attingantur [2] Anzi dicono che gli alberi ormai vecchi e quelli che sono abbattuti vengono tagliati più difficilmente, più velocemente marciscono, se sono toccati prima dalla mano che dal ferro
pomorum onera a iumentis statim sentiri, ac, nisi prius ostendantur iis, quamvis pauca portent, sudare ilico Che i pesi dei frutti sono sentiti subito dai giumenti, e, se non vengono prima mostrati a loro, sebbene ne portino pochi, sudano subito
ferulae asinis gratissimo sunt in pabulo, ceteris vero iumentis praesentaneo veneno, qua de causa id animal Libero patri adsignatur, cui et ferula Le canne si trovano nel cibo molto gradito agli asini, invece per gli altri giumenti veleno immediato, per la cui causa questo animale è dedicato al padre Libero, a cui anche la canna (è dedicata)
[3] surdis etiam rerum sua cuique sunt venena ac minimis quoque [3] Anche per le cose inanimate ci sono per ciascuna i suoi veleni ed anche per le piccole
philyra coci et polline nimium salem cibis eximunt; praedulcium fastidium sal temperat; nitrosae aut amarae aquae polenta addita mitigantur, ut intra duas horas bibi possint, qua de causa in saccos vinarios additur polenta I cuochi tolgono ai cibi il troppo sale con scorza di tiglio e con la farina; il sale tempera la scipitezza molto dolce; le acque nitrose o amare sono mitigate con polenta aggiunta, cosicché possano essere bevute entro due ore, per questa ragione è aggiunta la polenta nei filtri vinarii
similis vis Rhodiae cretae et argillae nostrati Simile la proprietà della creta di Rodi e dell'argilla nostrana
concordia valent, cum pix oleo extrahitur, quando utrumque pinguis naturae est Contribuiscono con la concordia, quando si estrae la pece con l'olio, poiché entrambi sono di natura grassa