Plinio il Vecchio, Naturalis Historia: Libro 20, Paragrafi 248-264

Plinio il Vecchio, Naturalis Historia: Libro 20, Paragrafi 248-264

Latino: dall'autore Plinio il Vecchio, opera Naturalis Historia parte Libro 20, Paragrafi 248-264

#PlinyTheElder #naturalisHistoria
[248] alii panem addunt, alii per se decocunt in vino

sanat et epinyctidas cutisque vitia in facie mulierum intra quartum diem noctibus inpositum diebusque detractum

vomitiones, singultus, tormina, stomachi dissolutiones cohibet, sive in cibo sumptum sive suco poto

non edendum gravidis nisi mortuo conceptu, quippe etiam inpositum eicit

movet urinas cum vino potum, silvestre vero et calculos

quos vigilare opus sit, excitat infusum capiti cum aceto

[249] Lini semen cum aliis quidem in usu est, sed et per se mulierum cutis vitia emendat in facie, oculorum acie suco adiuvat

epiphoras cum ture et aqua aut cum murra ac vino sedat, parotidas cum melle aut adipe aut cera, stomachi solutiones inspersum polentae modo, anginas in aqua et oleo decoctum et cum aneso inlitum

[250] torretur, ut alvum sistat

coeliacis et dysintericis inponitur ex aceto
[248] Alcuni aggiungono pane, altri lo cuociono nel vino di per sé

Cura anche le fistole della pelle e i difetti sul viso delle donne entro quattro giorni applicato di notte e tolto di giorno

Frena i vomiti, i singhiozzi, le coliche, le debolezze di stomaco, sia preso e mangiato dalle gravide

se non col feto ormai morto, poiché anche solo messo sopra lo espelle

Smuove le urine bevuto col vino, invece il selvatico anche i calcoli

Versato sulla testa con l'aceto, scuote quelli a cui spetta vigilare

[249] Il seme del lino è in uso anche con altri, ma anche di per sé elimina i difetti della pelle delle donne sul viso, col succo aiuta l'acutezza degli occhi

Con incenso e acqua o con mirra e vino calma le lacrimazioni, col miele o grasso o cera gli orecchioni, applicato al modo della polenta le debolezze di stomaco, cotto in acqua e olio e spalmato con anice le angine

[250] Viene tostato, affinché fermi l'intestino

E' spalmato ai celiaci e ai dissenterici con aceto
ad iocineris dolores estur cum uva passa; ad phthisim utilissime e semine fiunt ecligmata

musculorum, nervorum, articulorum, cervicium duritias, cerebri membranas mitigat farina seminis nitro aut sale aut cinere additis

eadem cum fico etidem concoquit ac matura; cum radice vero cucumeris silvestris extrahit quaecumque corpori inhaereant; sic et fracta ossa

[251] serpere ulcus in vino decocta prohibet, eruptiones pituitae cum melle

emendat ungues scabros cum pari modo nasturtii, testium vitia et ramices cum resina et murra et gangraenas ex aqua, stomachi dolores cum feno Graeco sextariis utriusque decoctis in aqua mulsa, intestinorum, thoracis perniciosa vitia clystere in oleo aut melle

[252] Blitum iners videtur ac sine sapore aut acrimonia ulla, unde convicium feminis apud Menandrum faciunt mariti

stomacho inutile est

ventrem adeo turbat, ut choleram faciat aliquis
E' mangiato con uva passa per i dolori del fegato; molto utilmente dal seme fanno elettuari per la tisi

La farina del seme con nitro o sale o cenere aggiunti mitiga gli indurimenti dei muscoli, dei nervi, delle articolazioni, delle nuche

La stessa col fico digerisce e matura; invece con la radice del cocomero selvatico estrae qualunque cosa aderisce al corpo; così anche le ossa rotte

[251] Cotta nel vino evita che la piaga si diffonda, col miele le eruzioni del catarro

Guarisce le unghie scabbiose con pari dose di nasturzio, con resina e mirra i mali dei testicoli e le ernie e con l'acqua le cancrene, col fieno greco i dolori di stomaco e con sestarii di entrambi cotti in acqua mielata, degli intestini, in clistere con olio o miele i mali dannosi del torace

[252] La bietola sembra senza forza e senza sapore o con nessun'asprezza, da cui in Menandro i mariti rivolgono offesa alle donne

È inutile per lo stomaco

Disturba tanto il ventre, che ad alcuni provoca bile
dicitur tamen adversus scorpiones potum e vino prodesse, clavis pedum inlini, item lienibus et temporum dolori ex oleo

Hippocrates mestrua sisti eo cibo putat

[253] Meum in Italia non nisi a medicis seritur et his admodum paucis

duo genera eius: nobilius Athamanticum vel Athamanicum vocant, illi tamquam ab Athamante inventum, hi quoniam laudatissimum in Athamania reperiatur, foliis aneto simile et caule, aliquando bipedale, radicibus multis obliquis nigris, quibusdam et altis, minus rufum quam illud alterum

urinam ciet in aqua pota radice trita vel decocta, inflationes stomachi mire discutit, item tormina et vesicae vitia vulvarumque

articulis cum melle infantibus cum apio inlitum imo ventri urinas movet
Si dice tuttavia bevuta nel vino giovare contro gli scorpioni, essere spalmata sui calli dei piedi, anche per le milze e il dolore delle tempie con l'olio

Ippocrate ritiene che le mestruazioni siano fermate con questo cibo

[253] L'erba meo non è seminata in Italia se non dai medici e da questi alquanto in pochi

Due i suoi tipi: chiamano atamantico o atamanico il più pregiato, là come scoperto da Atamante, qui poiché il più rinomato si trova in Atamania, simile all'aneto per le foglie e lo stelo, talvolta di due piedi, con molte radici nere oblique, per alcuni anche profonde, meno rossastro di quell'altro

Agevola l'urina con la radice bevuta in acqua tritata o bollita, annulla mirabilmente i gonfiori di stomaco, anche le coliche e i mali della vescica e degli organi femminili

Con miele per le articolazioni spalmato ai bambini col sedano sul basso ventre smuove le urine

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Latino: dall'autore Plinio il Vecchio, opera Naturalis Historia parte Libro 36, Paragrafi 191-204

[254] Feniculum nobilitavere serpentes gustatu, ut diximus, senectam exuendo oculorumque aciem suco eius reficiendo, unde intellectum, hominum quoque caliginem praecipue eo levari

colligitur hic caule turgescente et in sole siccatur inunguiturque ex melle

[ubique hoc est] laudatissimus in Hiberia lacrimis fit

et e semine recenti fit et e radicibus prima germinatione incisis

[255] Est in hoc genere et silvestre, quod hippomarathum, alii myrsineum vocant, foliis maioribus, gustu acriore, procerius, baculi crassitudine, radice candida

nascitur in calidis et saxosis

Diocles et aliud hippomarathi genus tradidit, longo et angusto folio, semine coriandri

[256] Medicinae in sativo ad scorpionum ictus et serpentium semine in vino poto

sucus et auribus instillatur vermiculosque in his necat
[254] I serpenti resero famoso il finocchio col gustarlo, come abbiamo detto, con l'abbandonare la vecchia pelle e col rinforzare l'acutezza degli occhi col suo succo, da cui si è compreso, che specialmente anche l'offuscamento degli uomini viene eliminato con esso

Questo è raccolto quando lo stelo s'ingrossa ed è seccato al sole ed è spalmato col miele

[Questo si trova ovunque] in Spagna si forma molto pregiato dalle gocce (della pianta)

Si forma anche dal seme fresco e dalle radici incise con la prima germinazione

[255] In questo tipo c'è anche il selvatico, che alcuni chiamano ippomarato, altri morsineo, Con foglie più grandi, con una gusto più aspro, più alto, con lo spessore di un bastone, la radice chiara

Nasce in luoghi caldi e sassosi

Diocle ha tramandato anche un altro tipo di ippomarato, con foglia lunga e stretta, col seme del coriandolo

[256] In quello coltivato, nel seme bevuto col vino, le cure per le ferite degli scorpioni e dei serpenti

Il succo è instillato nelle orecchie e in queste uccide i vermi
ipsum condimentis prope omnibus inseritur, oxyporis etiam aptissime

quin et panis crustis subditur

semen stomachum dissolutum adstringit vel in febribus sumptum, nausiam ex aqua tritum sedat, pulmonibus et iocineribus alumu

ventrem sistit, cum modice sumitur, urinam ciet et ad tormina potu

decoctum in lactis defectu potum mammas replet

[257] radix cum tisana sumpta renes purgat sive decoctae suco ex vino sumpto

prodest et hydropicis radix ex vino pota, item convulsis

inlinuntur folia tumoribus ardentibus ex aceto, calculos vesicae pellunt, venerem stimulant

geniturae abundantiam quoquo modo haustum facit, verendis amicissimum sive ad fovendum radice cum vino decocta sive contrita in oleo inlita

multi et suggillatis cum cera inlinunt (et) radicem
Lo stesso è unito a quasi tutti i condimenti, molto adatto anche per i digestivi

Anzi è messo anche sotto le croste del pane

Il seme restringe lo stomaco dilatato anche preso durante le febbri, calma la nausea tritato nell'acqua, per la cura ai polmoni e ai fegati

Ferma il ventre, quando è preso moderatamente, in bevanda agevola l'urina anche fino alle coliche

Bollito nel latte bevuto riempie le mammelle in carenza

[257] La radice presa in tisana purifica i reni o col succo di quella decotta preso col vino

La radice bevuta col vino giova anche agli idropici, pure agli slogati

Le foglie sono spalmate con l'aceto per i gonfiori infiammati, eliminano i calcoli della vescica, stimolano la passione

Preso in qualsiasi modo provoca abbondanza per la procreazione, molto idoneo per gli organi genitali sia per fomentare con la radice cotta nel vino sia spalmata tritata nell'olio

Molti spalmano anche la radice con la cera pure per le ecchimosi

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Latino: dall'autore Plinio il Vecchio, opera Naturalis Historia parte Libro 09, Paragrafi 76 - 116

seminis suco vel radice cum melle contra canis morsum utuntur et contra multipedam ex vino

[258] Hippomarathum ad omnia vehementius calculos praecipue pellit, prodest vesicae cum vino lenti et feminarum menstruis haerentibus

efficacius in eo semen quam radix

modus in utroque quod duobus digitis tritum addatur in potionem

Petrichus, qui ophiaca scripsit, et Micion, qui rhizotomumena, adversus serpentes nihil efficacius hippomaratho putavere; sane et Nicander non in novissimis posuit

[259] Cannabis in silvis primum nata est, nigrior foliis et asperior

semen eius extinguere genituram virorum dicitur

sucus ex eo vermiculos aurium et quodcumque animal intraverit eicit, sed cum dolore capitis, tantaque vis ei est, ut aquae infusus coagulare eam dicatur; et ideo iumentorum alvo succurrit potus in aqua
Usano il succo del seme o la radice col miele contro il morso del cane e col vino contro il millepiedi

[258] L'ippomarato più potente verso ogni cosa elimina specialmente i calcoli, giova alla vescica con vino leggero e alle mestruazioni che si bloccano delle donne

In questo più efficace il seme della radice

La dose in entrambi quello tritato che è aggiunto in due dita nella pozione

Petrico, che ha scritto un'opera sui serpenti, e Micion, che (l'ha scritta) sulla conoscenza delle radici, ritennero che niente è più efficace dell'ippomarato contro i serpenti; certo anche Nicandro non lo mise fra le ultimissime cose

[259] La canapa è nata dapprima nelle selve, più scura nelle foglie e più aspra

Il suo seme si dice estingua la procreazione degli uomini

Il succo di essa caccia i vermi delle orecchie e qualunque insetto sia entrato, ma con dolore di testa, e c'è tanta forza in esso, che versato nell'acqua si dice coagularla; e perciò bevuto nell'acqua aiuta l'intestino dei giumenti
radix articulos contractos emollit in aqua cocta, item podagras et similes impetus

ambustis cruda inlinitur, sed saepius mutatur, priusquam arescat

[260] Ferula semen aneto simile habet

quae ab uno caule dividitur in cacumine, femina putatur

caules eduntur decocti commendanturque muria ac melle, stomacho utiles

sin plures sumpti, capitis dolorem faciunt

radix denarii pondere in vini cyathis duobus bibitur adversus serpentes, et ipsa radix inponitur

sic et torminibus medetur, ex oleo autem et aceto contra sudores inmodicos vel in febribus proficit

[261] sucus ferulae alvum solvit fabae magnitudine devoratus

e viridi medulla vulvis utilis et ad omnia ea vitia

ad sanguinem sistendum decem grana seminis bibuntur in vino trita vel medulla

sunt qui comitialibus dandum putent luna IIII usque VII lingulae mensura
La radice cotta in acqua ammorbidisce le articolazioni contratte, anche le gotte e attacchi simili

E' spalmata cruda per le ustioni, ma sia rimossa più spesso, prima che inaridisca

[260] La ferula ha il seme simile all'aneto

E' ritenuta femmina, quella che è divisa sulla cima da un solo stelo

I gambi sono mangiati bolliti e sono gustati in salamoia con miele, utili per lo stomaco

Se mangiati numerosi, causano mal di testa

La radice è bevuta col peso di un denaro in due ciati di vino contro i serpenti, e la stessa radice viene messa sopra

Così cura anche le coliche, con olio e aceto poi giova contro i sudori eccessivi o nelle febbri

[261] Il succo della ferula rilassa l'intestino mangiato nella grandezza di una fava

Il midollo di quella verde utile per gli organi femminili e per tutti questi mali

Vengono bevuti dieci granelli del seme tritati nel vino o il midollo per fermare il sangue

Ci sono quelli che credono sia da dare agli epilettici con la misura di un cucchiaio dalla quarta alla settima luna

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Latino: dall'autore Plinio il Vecchio, opera Naturalis Historia parte Libro 33, Paragrafi 123-164

natura ferularum murenis infestissima est, tactae siquidem ea moriuntur

Castor radicis sucum et oculorum claritati conferre multum putavit

[262] Et de carduorum satu inter hortensia diximus, quapropter et medicinam ex his non differamus

silvestrium genera sunt duo, unum fruticosius a terra statim, unicaule crassius

utrique folia pauca, spinosa, muricatis cacuminibus, sed alter florem purpureum emittit inter medios aculeos celeriter canescentem et abeuntem cum aura; σκολυμον Graeci vocant

[263] hic, antequam floreat, contusus atque expressus inlito suco alopecias replet

radix cuiuscumque ex aqua decocta potoribus sitim facere narratur

stomachum corroborat et vulvis si credimus, etiam conferre aliquid traditur, ut mares gignantur

ita certe Glaucias scripsit, qui circa carduos diligentissimus videtur
La natura delle ferule è molto dannosa per le murene, se toccate da essa muoiono

Castore ritenne che il succo della radice contribuisse anche molto all'acutezza degli occhi

[262] E abbiamo parlato fra gli ortaggi della semina dei cardi, perciò non tralasciamo fra questi anche il rimedio

Due sono i tipi di quelli selvatici, uno che germoglia di più subito dal terreno, (l'altro) più grosso con un gambo

Per entrambi poche foglie, spinose, con cime a conchiglia, ma l'altro produce fra le spine centrali un fiore purpureo che imbianca velocemente e che se ne va con l'aria; i Greci lo chiamano skolynos

[263] Questo, prima che fiorisca, pestato e spremuto con succo spalmato ricopre le alopecie

La radice di ciascuna bollita in acqua si dice provocare sete a quelli che bevono

Rinforza lo stomaco e anzi si dice apportare qualcosa agli organi femminili se crediamo, cosicché siano generati i maschi

Così certo ha scritto Glaucia, che sembra molto esperto sui cardi
mastiche e carduis odorem commendat oris

[264] Et discessuri ab hortensiis unam conpositionem ex his clarissimam subteximus adversus venenata animalia incisam in lapide versibus Coi in aede Aesculapi: serpylli duum denariorum pondus, opopanacis et mei tantundem singulorum, trifolii seminis pondus denarii, anesi et feniculi seminis et ammi et apii denarium senum e singulis generibus, ervi farinae denarium XII

haec tusa cribrataque vino quam possit excellenti digeruntur in pastillos victoriati ponderum

ex his singuli dantur ex vini mixti cyathis ternis

hac theriace Magnus Antiochus rex adversus omnia venenata usus traditur aspide excepta

La resina gommosa dai cardi migliora l'alito della bocca

[264] E mentre stiamo per allontanarci dai giardini formuliamo da questi una ricetta famosissima contro gli animali velenosi incisa in versi su una pietra nel tempio di Esculapio a Cos: il peso di due denari di serpillo, di succo di panace e di erba meo altrettanto di ognuno, il peso di un denario del seme del trifoglio, sei denari per ciascun genere di aneto e di seme del finocchio e di ammio e di sedano, 12 denari di farina di ervo

Questi elementi pestati e setacciati con vino eccellente quanto più si possa sono ridotti in pasticche del peso delle monete con l'immagine della vittoria

Ciascuna fra queste sia data mista a tre ciati di vino

Il re Antioco il Grande è tramandato aver usato questo contravveleno contro tutti gli animali velenosi eccettuato l'aspide

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