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Plinio il Vecchio, Naturalis Historia: Libro 15, Paragrafi 82-96

Plinio il Vecchio, Naturalis Historia: Libro 15, Paragrafi 82-96

Latino: dall'autore Plinio il Vecchio, opera Naturalis Historia parte Libro 15, Paragrafi 82-96

[82]ficis mollis omnibus tactus, maturis frumenta intus, sucus maturescentibus lactis, percoctis mellis

senescunt in arbore anusque destillant cummium lacrima

siccat honos laudatas, servat in capsis, Ebuso in insula praestantissimas amplissimasque, mox in Marrucinis; at ubi copia abundat, implentur orcae in Asia, cadi autem in Ruspina Africae urbe, panisque simul et opsonii vicem siccatae implent, utpote cum Cato cibaria ruris operariis iusta ceu lege sanciens minui iubeat per fici maturitatem

cum recenti fico salis vice caseo vesci nuper excogitatum est

[83]ex hoc genere sunt, ut diximus, cottana et caricae quaeque conscendendi navem adversus Parthos omen fecere M

Crasso venales praedicantis voce, Cauneae

omnia haec in Albense rus e Syria intulit L
[82] Molle il tatto per tutti i fichi, granelli dentro per i maturi, il succo del latte per quelli che maturano, del miele per quelli maturati

Invecchiano sull'albero e vecchi stillano gomma con la goccia

Il pregio fa seccare quelli rinomati, li conserva in cassette, i più buoni e grandi nell'isola di Ebusa, poi fra i Marrucini; ma dove abbonda la quantità, sono riempite le giare in Asia, poi gli orci nella città di Ruspina dell'Africa, e seccati saziano al posto del pane e del compamatico, poiché Catone stabilendo come per legge i cibi giusti per i lavoratori della campagna ordina che per la maturazione del fico siano ridotti

Da poco si è pensato di nutrirsi di formaggio col fico fresco al posto del sale

[83] Fra questa specie ci sono, come abbiamo detto, i cottani e i caunii della Caria quelli che tramite la voce di uno che diceva che si vendevano fecero l'augurio a M

Crasso mentre saliva sulla nave contro i Parti

Tutte queste specie le portò dalla Siria nel podere di Alba L
Vitellius, qui postea censor fuit, cum legatus in ea provincia esset, novissimis Tiberii Caesaris temporibus

[84]Malorum pirorumque generi adnumerentur iure mespila atque sorva

mespilis tria genera: anthedon, setania; tertium degenerat, anthedoni tamen similius, quod Gallicum vocant

setaniae maius pomum candidiusque, acini molliore ligno; ceteris minus pomum, sed odore praestantius et quod diutius servetur

arbor ipsa de amplissimis; folia ante quam decidant rubescunt; radices multae atque altae et ideo inexstirpabiles

non fuit haec arbor in Italia Catonis aevo

[85]Sorvis quadriplex differentia

aliis enim eorum rotunditas mali, aliis turbinatio piri, aliis ovata species ceu malorum aliquis; haec obnoxia acori

odore et suavitate rotunda praecellunt, ceteris vini sapor
Vitellio, che poi fu censore, essendo ambasciatore in questa provincia, negli ultimi tempi dell'Imperatore Cesare

[84] Le nespole e le sorbe sono giustamente attribuite al genere delle mele e delle pere

Tre i generi per le nespole: l'antedone, la setania; la terza che chiamano gallica si rovina, benché più simile all'antedone

Il frutto della setania più grande e più bianco, con un nocciolo del chicco più tenero; per le altre un frutto più piccolo, ma più gradevole nell'odore e che si conserva più a lungo

L'albero stesso fra i più grandi; le foglie diventano rosse prima che cadano; le radici numerose e profonde e perciò non estirpabili

Quest'albero non ci fu in Italia al tempo di Catone

[85] Quattro varietà per le sorbe

Infatti per alcune di esse (c'è) la rotondità della mela, per altre la conicità della pera, per altre forme a uovo come per alcune mele; queste soggette all'acidità

Le rotonde primeggiano per profumo e dolcezza, per le altre un sapore di vino
generosissima quibus circa pediculos tenera folia

quartum genus torminale appellant, remedio tantum probabile, adsiduum proventu minimumque pomo, arbore dissimile, foliis paene platani

non ferunt ante trimatum ex ullo genere

Cato et sorva condi sapa tradit

[86]Ab his locum amplitudine vindicaverint, quae cessere auctoritate, nuces iuglandes, quamquam et ipsae nuptialium Fescenniorum comites, multum pineis minores universitate eademque portione ampliores nucleo

nec non et honor iis naturae peculiaris gemino protectis perimento, pulvinati primum calycis, mox lignei putaminis

quae causa eas nuptiis fecit religiosas, tot modis fetu munito, quod est veri similius quam quia cadendo tripudium sonivium faciant
Molto pregiate quelle a cui (ci sono) foglie tenere intorno ai piccioli

Chiamano torminale un quarto tipo, accettabile solo come medicina, continuo nella produzione e con un frutto piccolo, diverso nell'albero, con foglie quasi di platano

Non producono prima di tre anni da nessun genere

Catone dice anche che le sorbe sono conservate nel mosto cotto

[86] Le noci potrebbero rivendicare da queste un posto per la grandezza, che hanno perso riguardo al pregio, sebbene ancora esse stesse sono compagne dei Fescennini nuziali, in generale di molto più piccole delle pigne e più grandi nel nucleo nella stessa proporzione

Ed anche un onore particolare della natura per esse protette da una duplice copertura, prima di un guscio come un cuscino, poi di una scorza di legno

Questo motivo, il frutto protetto in tanti modi, le rese sacre per le nozze, il che è più verosimile di quello che, poiché cadono, producono un risuono augurale
[87]et has a Perside regibus translatas indicio sunt Graeca nomina: optimum quippe genus earum Persicum atque basilicon vocant, et haec fuere prima nomina; caryon a capitis gravedine propter odoris gravitatem convenit dictum

tinguntur cortice earum lanae et rufatur capillus primum prodeuntibus nuculis; id conpertum infectis tractatu manibus

pinguescunt vetustate

[88]sola differentia generum in putamine duro fragilive et tenui aut crasso, loculoso aut simplici

solum hoc pomum natura conpactili operimento clausit

namque sunt bifidae putaminum carinae nucleorumque alia quadripertita distinctio, lignea intercursante membrana

ceteris quidquid est dolidum est, ut in abellanis, et ipso nucum genere, quas antea Abellinas patriae nomine appellabant

in Asiam Graeciamque e Ponto venere eae ideoque et Ponticae nuces vocantur
[87] Che anche queste siano state portate dai re dalla Persia sono indizio i nomi greci: certo chiamano persica e basilicon la specie migliore di esse, e questi furono i primi nomi; si concorda che sia stata chiamata carion per la pesantezza di testa a causa dell'intensità dell'odore

Con la loro corteccia sono tinte le lane e viene tinto di rosso il capello con le piccole noci prima che si formino; ciò fu scoperto per le mani macchiate nel maneggiare

S'ingrossano con l'invecchiamento

[88] La sola differenza delle specie nel guscio duro o fragile e sottile o spesso, a cella o semplice

La natura chiuse solo questo frutto con una copertura congiunta

Infatti ci sono barchette di gusci e di gherigli divise in due e un'altra divisione in quattro parti, con una membrana lignea che intercorre

Nelle altre qualunque cosa c'è è compatta, come nelle avellane, anche nello stesso genere di noci, che prima chiamavano abelline dal nome della terra d'origine

Queste giunsero in Asia e in Grecia dal Ponto perciò sono dette anche noci pontiche
[89]has quoque mollis protegit barba, sed putamini nucleisque solida rotunditas inest

hae et torrentur

umbilicus illis intus in ventre medio

tertia in his natura amygdalis tenuiore, sed simili iuglandium, summo operimento, item secundo putaminis; nucleus dissimilis latitudine et acriore callo

[90]haec arbor an fuerit in Italia Catonis aestate dubitatur, quoniam Graecas nominat, quas quidam et in iuglandium genere servant

adicit praeterea abellanas et galbas, Praenestinas, quas maxime laudat et conditas ollis in terra servari virides tradit

nunc Thasiae et Albenses celebrantur et Tarentinarum duo genera, fragili putamine ac duro, quae sunt et amplissimae ac minime rotundae; praeterea molluscae putamen rumpentes

[91]sunt qui honori nomen interpetentur et Iovis glandem esse dicant
[89] Le protegge anche una tenera lanugine, ma la rotondità per il guscio e i nuclei è compatta

Queste vengono anche tostate

Per loro un ombelico all'interno nel centro della cavità

Una terza specie fra queste per le mandorle, con un involucro superiore più tenero, ma simile a quello delle noci, ugualmente con un secondo guscio; il nucleo diverso per larghezza e con polpa più aspra

[90] Non si sa se questo albero ci sia stato in Italia al tempo di Catone, poiché egli chiama greche, quelle che alcuni inseriscono nel genere delle noci

Aggiunge inoltre le avellane e le giallastre, le prenestine, che soprattutto loda e afferma che messe nel terreno in vasi si conservano verdi

Ora sono apprezzate le tasie e le albensi e due tipi di tarantine, con guscio fragile e duro, che sono anche molto grandi e per niente rotonde; inoltre le mollische che rompono il guscio

[91] Ci sono quelli che attribuiscono il nome a un onore e dicono che è la ghianda di Giove
nuper consularem virum audivi biferas et iuglandes nuces habere se profitentem

de pistaciis, et ipso nucum genere, in suo loco retulimus

et haec autem idem Vitellius in Italiam primus intulit eodem tempore, simulque in Hispaniam Flaccus Pompeius eques Romanus, qui cum eo militabat

[92]Nuces vocamus et castaneas, quamquam adcommodatiores glandium generi

armatum iis echinato calyce vallum, quod inchoatum glandibus, mirumque vilissima esse quae tanta occultaverit cura naturae

trini quibusdam partus ex uno calyce; cortexque lentus, proxima vero corpori membrana et in his et in nucibus saporem, ni detrahatur, infestat

torrere has in cibis gratius, molunturque, et praestant ieiunio feminarum quandam imaginem panis
Recentemente ho udito che un ex console aveva noci che si riproducevano due volte

Sui pistacchi, anche nello stesso genere delle noci, abbiamo riferito a suo luogo

E ancora lo stesso Vitellio li portò in questa circostanza per primo in Italia, e contemporaneamente in Spagna il cavaliere romano Flacco Pompeo, che militava con lui

[92] Chiamiamo noci anche le castagne, sebbene più vicine al genere delle ghiande

Per esse una protezione rinforzata da una scorza spinosa, il che appena abbozzato nelle ghiande, e strano che siano pochissimo apprezzate quelle che tanta cura della natura aveva nascosto

In alcune da uno stesso guscio tre frutti; e cedevole la scorza, la membrana poi vicina alla polpa sia in queste sia nelle noci guasta il sapore, se non viene tolta

Più gradevole per i cibi tostarle, e vengono macinate, e al digiuno delle donne offrono una certa illusione del pane
[93]Sardibus hae provenere primum, ideo apud Graecos Sardianos balanos appellant, nam Διος βαλανου nomen postea inposuere excellentioribus satu factis

nunc plura earum genera

Tarentinae faciles nec operosae cibo, planae figura

rotundior quae balanitis vocatur, purgabilis maxime et sponte prosiliens pura

[94]plana est et Salariana, Tarentina minus tractabilis, laudatior Corelliana et ex ea facta quo dicemus in insitis modo Tereiana, quam rubens cortex praefert triangulis et popularibus nigris, quae coctivae vocantur

patria laudatissimis Tarentum et in Campania Neapolis

ceterae suum pabulo gignuntur, scrupulosa corticis intra nucleos quoque ruminatione

[95]Haut procul abesse videantur et praedulces siliquae, nisi quod in iis ipse manditur cortex
[93] Queste giunsero dapprima ai Sardi, perciò presso i Greci le chiamano ghiande sarde, infatti imposero dopo il nome di ghianda di Zeus a quelle rese più eccellenti con la coltivazione

Attualmente molte le specie di queste

Le tarantine facili e non pesanti per il cibo, piatte nelle forma

Più rotonda quella che è detta balanite, soprattutto facile a sbucciarsi e che si presenta pulita spontaneamente

[94] E' piatta anche la salariana, meno malleabile la tarantina, più pregiata la corelliana e la tereiana ottenuta da essa in un modo che diremo a proposito degli innesti, la scorza rossa l'antepone a quelle triangolari e a quelle nere comuni, che sono dette da cuocere

Patria per le più pregiate Taranto e Napoli in Campania

Le altre sono prodotte per il cibo dei maiali, per la ripetizione rugosa della corteccia anche nei nuclei

[95] Anche le dolcissime carrube sembrano essere non lontano, se non per il fatto che in esse la stessa scorza viene mangiata
digitorum omnis longitudo illis et interim falcata, pollicari latitudine

glandes inter poma numerari non possunt, quam ob rem in sua natura dicentur

[96]Reliqua carnosi sunt generis, eaque bacis atque carnibus distant

alia acinis caro, alia moris, alia unedonibus, et alia acinis, inter cutem sucumque, alia myxis, alia bacis ut olivis

Per loro tutta la lunghezza delle dita e talvolta a forma di falce, con la larghezza di un pollice

Non possono essere incluse fra i frutti le ghiande, per cui ne parleremo nel loro genere

[96] Gli altri sono di genere carnoso, essi si dividono in bacche e polposi

Una la polpa per gli acini, un'altra per le more, un'altra per i corbezzoli, e un'altra per gli acini, fra la buccia e il succo, un'altra per le mixae, un'altra per le bacche come per le olive

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