Latino: dall'autore Plinio il Vecchio, opera Naturalis Historia parte Libro 08, Paragrafi 33 - 42
[33]Mira animalium pro se cuique sollertia astutissima
[33] Meravigliosa l'astutissima solerzia per ciascuno degli animali a proprio vantaggio
ascendendi in tantam altitudinem difficultas draconi; itaque tritum iter ad pabula speculatus ab excelsa se arbore inicit
Per il serpente la difficoltà di sollevarsi a tanta altezza; così dopo aver visto il sentiero calpestato verso i pascoli si lancia dai luoghi alti dell'albero
scit ille inparem sibi luctatum contra nexus; itaque arborum aut rupium attritum quaerit
Quello riconosce una lotta impari per lui contro le spire; perciò cerca l'attrito degli alberi o delle rupi
Latino: dall'autore Plinio il Vecchio, opera Naturalis Historia parte Libro 17, Paragrafi 1-10
cavent hoc dracones ob idque gressus primum alligant cauda: resolvunt illi nodos manu; at hi in ipsas nares caput condunt pariterque spiritum praecludunt et mollissimas lancinant partes
I serpenti temono ciò e per questo per prima cosa bloccano i passi con la coda: quelli sciolgono i nodi con la proboscide; ma questi mettono il capo nelle stesse narici e contemporaneamente impediscono il respiro e lacerano le parti molto tenere
iidem obvii deprehensi in adversos erigunt se oculosque maxime petunt
Gli stessi sorpresili di fronte si mettono davanti e prendono di mira soprattutto gli occhi
Latino: dall'autore Plinio il Vecchio, opera Naturalis Historia parte Libro 31, Paragrafi 01-07
quam ob rem in amnes mersos insidiari bibentibus coortosque inligata manu in aurem morsum defigere, quoniam is tantum locus defendi non possit manu
Che perciò immersi nei fiumi insidiare quelli che bevono e attorcigliati sulla proboscide bloccata danno un morso all'orecchio, poiché solo questa parte non può essere difesa dalla proboscide
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