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Plinio il Vecchio, Naturalis Historia: Libro 08, Paragrafi 33 - 42

Plinio il Vecchio, Naturalis Historia: Libro 08, Paragrafi 33 - 42

Latino: dall'autore Plinio il Vecchio, opera Naturalis Historia parte Libro 08, Paragrafi 33 - 42

[33]Mira animalium pro se cuique sollertia astutissima [33] Meravigliosa l'astutissima solerzia per ciascuno degli animali a proprio vantaggio
ascendendi in tantam altitudinem difficultas draconi; itaque tritum iter ad pabula speculatus ab excelsa se arbore inicit Per il serpente la difficoltà di sollevarsi a tanta altezza; così dopo aver visto il sentiero calpestato verso i pascoli si lancia dai luoghi alti dell'albero
scit ille inparem sibi luctatum contra nexus; itaque arborum aut rupium attritum quaerit Quello riconosce una lotta impari per lui contro le spire; perciò cerca l'attrito degli alberi o delle rupi
cavent hoc dracones ob idque gressus primum alligant cauda: resolvunt illi nodos manu; at hi in ipsas nares caput condunt pariterque spiritum praecludunt et mollissimas lancinant partes I serpenti temono ciò e per questo per prima cosa bloccano i passi con la coda: quelli sciolgono i nodi con la proboscide; ma questi mettono il capo nelle stesse narici e contemporaneamente impediscono il respiro e lacerano le parti molto tenere
iidem obvii deprehensi in adversos erigunt se oculosque maxime petunt Gli stessi sorpresili di fronte si mettono davanti e prendono di mira soprattutto gli occhi
ita fit ut plerumque caeci ac fame et maeroris tabe confecti reperiantur Accade così che si trovano accecati per lo più e sfiniti dalla fame e dal tormento del dolore
[34]quam quis aliam tantae discordiae causam attulerit nisi naturam spectaculum sibi paria conponentem [34] Chi avrà trovato qualche altro motivo di tanta inimicizia se non la natura che accosta cose uguali per un proprio spettacolo
Est et alia dimicationis huius fama C'è anche un'altra versione di questa inimicizia
elephantis frigidissimum esse sanguinem; ob id aestu torrente praecipue draconibus expeti Che il sangue dell'elefante è molto freddo; per questo essere ricercati dai serpenti col caldo particolarmente rovente
quam ob rem in amnes mersos insidiari bibentibus coortosque inligata manu in aurem morsum defigere, quoniam is tantum locus defendi non possit manu Che perciò immersi nei fiumi insidiare quelli che bevono e attorcigliati sulla proboscide bloccata danno un morso all'orecchio, poiché solo questa parte non può essere difesa dalla proboscide
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