Plinio il Vecchio, Naturalis Historia: Libro 08, Paragrafi 146 - 156

Plinio il Vecchio, Naturalis Historia: Libro 08, Paragrafi 146 - 156

Latino: dall'autore Plinio il Vecchio, opera Naturalis Historia parte Libro 08, Paragrafi 146 - 156

[146]Soli dominum novere et ignotum quoque, si repente veniat, intellegunt; soli nomina sua, soli vocem domesticam agnoscunt [146] Essi i soli a riconoscere il padrone e lo individuano anche inaspettato, se viene all'improvviso; essi soli conoscono i loro nomi, essi solo la voce familiare
itinera quamvis longa meminere, nec ulli praeter hominem memoria maior Ricordano i percorsi sebbene lunghi, e per nessuno eccetto l'uomo una memoria maggiore
impetus eorum et saevitia mitigatur ab homine considente humi Il loro assalto e l'impeto è placato appena l'uomo si siede per terra
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Plinio il Vecchio, Naturalis Historia: Libro 33, Paragrafi 01-28

Latino: dall'autore Plinio il Vecchio, opera Naturalis Historia parte Libro 33, Paragrafi 01-28

[147]plurima alia in iis cotidie vita invenit, sed in venatu sollertia et sagacitas praecipua est [147] In loro si ritrovano nella vita quotidiana diverse altre qualità, ma nella caccia è particolare l'attitudine e l'abilità
scrutatur vestigia atque persequitur, comitantem ad feram inquisitorem loro trahens, qua visa quam silens et occulte, set quam significans demonstratio est cauda primum, deinde rostro Viene cercata e inseguita la traccia, trascinando col guinzaglio verso la bestia il cercatore che l'accompagna, vista la quale quanto silenzioso e discreto, ma quanto significativo è il segnale prima con la coda, poi col muso
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Plinio il Vecchio, Naturalis Historia: Libro 23, Paragrafi 01-40

Latino: dall'autore Plinio il Vecchio, opera Naturalis Historia parte Libro 23, Paragrafi 01-40

ergo etiam senecta fessos caecosque ac debiles sinu ferunt, ventos et odorem captantes protendentesque rostra ad cubilia Perciò anche nella vecchiaia portano in braccio gli stanchi e i ciechi e deboli, che fiutano i venti e l'odore e protendono i musi verso le tane
[148]E tigribus eos Indi volunt concipi et ob id in silvis coitus tempore alligant feminas [148] Gli Indi vogliono che essi siano generati dalle tigri e per questo legano le femmine nelle foreste nel periodo dell'accoppiamento
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Plinio il Vecchio, Naturalis Historia: Libro 19, Paragrafi 113-189

Latino: dall'autore Plinio il Vecchio, opera Naturalis Historia parte Libro 19, Paragrafi 113-189

primo et secundo fetu nimis feroces putant gigni, tertio demum educant Ritengono che con la prima e la seconda cucciolata siano generati troppo feroci, con la terza infine addomesticano
hoc idem e lupis Galli, quorum greges suum quisque ductorem e canibus et ducem habent Stessa cosa i Galli con i lupi, i cui branchi hanno ciascuno un proprio capo e guida fra i cani
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illum in venatu comitantur, illi parent; namque inter se exercent etiam magisteria L'accompagnano nella caccia, gli obbediscono; infatti utilizzano fra loro anche i comandi
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