Plinio il Vecchio, Naturalis Historia: Libro 07, Paragrafi 01 - 16

Plinio il Vecchio, Naturalis Historia: Libro 07, Paragrafi 01 - 16

Latino: dall'autore Plinio il Vecchio, opera Naturalis Historia parte Libro 07, Paragrafi 01 - 16

[1] Mundus et in eo terrae, gentes, maria, * * * insignia, insulae, urbes ad hunc modum se habent, animantium in eodem natura nullius prope partis contemplatione minore, etsi ne hic quidem omnia exsequi humanus animus queat [1] In questo modo si presentano il mondo e in esso terre, popoli, mari,*** famosi, isole, città, la natura degli esseri che vivono in esso di un'osservazione non minore di quasi nessuna parte, sebbene in ciò la mente umana non possa certo seguire tutte le cose
Principium iure tribuetur homini, cuius causa videtur cuncta alia genuisse natura, magna, saeva mercede contra tanta sua munera, non ut sit satis aestimare, parens melior homini an tristior noverca fuerit Il primo posto è assegnato giustamente all'uomo, per la cui causa la natura sembra aver generato tutte le altre cose, con una ricompensa grande, crudele in cambio dei suoi tanti doni, cosicché non si riesce a valutare abbastanza, se sia stata una madre migliore o una matrigna peggiore per l'uomo
[2] ante omnia unum animantium cunctorum alienis velat opibus [2] Innanzitutto lo copre unico di tutti gli esseri viventi con i mezzi di altri
ceteris sua varie tegimenta tribuit, testas, cortices, coria, spinas, villos, saetas, pilos, plumam, pinnas, squamas, vellera; truncos etiam arboresque cortice, interdum gemino, a frigoribus et calore tutata est: hominem tantum nudum et in nuda humo natali die abicit ad vagitus statim et ploratum, nullumque tot animalium aliud ad lacrimas, et has protinus vitae principio; at Hercule risus praecox ille et celerrimus ante XL diem nulli datur Agli altri ha offerto variamente le loro coperture, gusci, scorze, cortecce, spine, pelli, setole, peli, lanugine, pinne, squame, velli; ha tutelato dal freddo e dal caldo anche tronchi e alberi con la corteccia, talvolta doppia: lascia nudo soltanto l'uomo sulla terra anche nuda nel giorno della nascita subito ai vagiti e al pianto, e nessun altro di tanti animali alle lacrime, e queste immediatamente all'inizio delle vita; ma, per Ercole, il sorriso al più presto anche quello più veloce non è concesso prima di 40 giorni
[3] ab hoc lucis rudimento quae ne feras quidem inter nos genitas vincula excipiunt et omnium membrorum nexus; itaque feliciter natus iacet manibus pedibusque devinctis, flens animal ceteris imperaturum, et a suppliciis vitam auspicatur unam tantum ob culpam, qua natum est [3] Dopo questa esperienza della luce l'avvolgimento di tutte le membra e le fasce che nemmeno gli animali domestici ricevono; pertanto felicemente nato giace con mani e piedi legati, piangente l'essere animato destinato a comandare sugli altri, ed intraprende la vita fra le sofferenze solo per una colpa, perché è nato
heu dementia ab his initiis existimantium ad superbiam se genitos Oh, follia di chi pensa dopo questi inizi di essere stati generati per la superbia
[4] prima roboris spes primumque temporis munus quadripedi similem facit [4] La prima speranza di forza e il primo dono del tempo lo rende simile ad un quadrupede
quando homini incessus Quando l'incedere per l'uomo
quando vox Quando la voce
quando firmum cibis os Quando la bocca valida per i cibi

Notifications