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Plinio il Vecchio, Naturalis Historia: Libro 06, Paragrafi 01-14

Plinio il Vecchio, Naturalis Historia: Libro 06, Paragrafi 01-14

Latino: dall'autore Plinio il Vecchio, opera Naturalis Historia parte Libro 06, Paragrafi 01-14

[1]Pontus Euxinus, antea ab inhospitali feritate Axenus appellatus, peculiari invidia naturae sine ulla fine indulgentis aviditati maris et ipse inter Europam Asiamque funditur [1] Il ponto Eusino, prima chiamato Axenus per l'asprezza inospitale, per una particolare ostilità della natura che cede senza alcun limite alla rapacità del mare ed essa stessa si estende fra l'Europa e l'Asia
non fuerat satis oceano ambisse terras et partem earum aucta inanitate abstulisse, non inrupisse fractis montibus Calpeque Africae avolsa tanto maiora absorbuisse quam reliqueret spatia, non per Hellespontum Propontida infudisse iterum terris devoratis: a Bosporo quoque in aliam vastitatem panditur nulla satietate, donec exspatianti lacus Maeotii rapinam suam iungant Non era stato sufficiente all'oceano aver circondato le terre e aver sottratto una parte di esse con accresciuta crudeltà, non l'essersi riversato dopo aver spaccato le montagne e strappata Calpe all'Africa, l'aver inghiottito terre tanto maggiori degli spazi che lasciava, non l'aver sommerso attraverso l'Ellesponto la Propontide dopo aver di nuovo divorato terre: anche dal Bosforo si spande in un'altra vastità senza alcuna sazietà, finché i laghi Meotidi uniscono la sua rapina a ciò che si spande
[2] invitis hoc accidisse terris indicio sunt tot angustiae atque tam parva naturae repugnantis intervalla, ad Hellespontum DCCCLXXV p [2] La prova che questo sia accaduto contro la volontà delle terre sono i tanti stretti e i tanto piccoli spazi della natura che si oppone, all'Ellesponto con 875 miglia, ai due Bosfori con un passaggio transitabile anche con buoi- da cui il nome per entrambi-, oltre una certa concorde affinità nel distacco: giacchè scambievolmente sono uditi i canti dei volatili e i latrati dei cani, persino scambi di voce umana, rimanendo il dialogo fra le due zone, a meno che i venti non impediscano questo stesso
, ad Bosporos duos vel bubus meabili transitu unde nomen ambobus , etiam quaedam in dissociatione germanitas concors: alitum quippe cantus canumque latratus invicem audiuntur, vocis etiam humanae commercia, inter duos orbes manente conloquio, nisi cum id ipsum auferunt venti; [3] mensuram Ponti a Bosporo ad Maeotium lacum quidam fecere |XIIII| XXXVIII D, Eratosthenes C minorem [3] Alcuni calcolarono la misura del Ponto dal Bosforo al lago Meotide in 1438 miglia e mezzo, Eratostene minore di 100 miglia
Agrippa a Calchadone ad Phasim |X|, inde Bosporum Cimmerium CCCLX Agrippa da Calcedone a Fasi 1000 miglia, da qui al Bosforo Cimmerio 360
nos intervalla generatim ponimus conperta in aevo nostro, quando etiam in ipso ore Cimmerio pugnatum est Noi tratto per tratto poniamo le distanze calcolate nella nostra epoca, dal momento che anche sullo stesso litorale Cimmerio si combatté
[4] Ergo a faucibus Bospori est amnis Rebas, quem aliqui Rhesum dixerunt [4] Dunque dalle foci del Bosforo c'è il fiume Reba, che alcuni hanno chiamato Reso
dein Syris, portus Calpas, Sangaris fluvius ex inclutis; oritur in Phrygia, accipit vastos amnes, inter quos Tembrogium et Gallum, idem Sagiarius plerisque dictus, Coralius, a quo incipiunt Mariandyni, sinus oppidumque Heraclea, Lyco flumini adpositum abest a Ponti ore CC , portus Acone, veneno aconito dirus, specus Acherusia, flumina Paedopides, Callichorum, Sonautes, oppidum Tium, ab Heraclea XXXVIII p Poi Siri, il porto Calpe, il fiume Sangario tra i famosi
, fluvius Billis Nasce in Frigia, riceve ampi fiumi, tra cui il Tembrogio e il Gallo, lo stesso chiamato dai più Sagiario, il Coralio, dal quale iniziano i Mariandini, il golfo e la città di Eraclea, posta vicino al fiume Lico- dista 200 miglia dalla costa del Ponto-, il porto Acone, funesto per il veleno aconito, la caverna Acherusia, i fiumi Pedopide, Callicoro, Sonaute, la città di Tio, a 38 miglia da Eraclea, il fiume Billi
[5] ultra quem gens Paphlagonia, quam Pylaemeniam aliqui dixerunt, inclusam a tergo Galatia, oppidum Mastya Milesiorum, dein Cromna, quo loco Enetos adicit Nepos Cornelius, a quibus in Italia ortos cognomines eorum Venetos credi debere putat, Sesamon oppidum, quod nunc Amastris, mons Cytorus, a Tio LXIII p [5] Oltre questo la popolazione Paflagonia, che alcuni chiamarono Pilemenia, chiusa alle spalle dalla Galazia, la città di Mastia dei Milesii, poi Cromna, nel quale luogo Cornelio Nepote inserisce gli Eneti, da cui ritiene doversi credere che i Veneti abbiano originato in Italia i loro nomi, la città di Sesamo, che ora (è) Amastri, il monte Citoro, a 63 miglia da Tio, le città di Cimoli, Stefane, il fiume Partenio
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