Plinio il Vecchio, Naturalis Historia: Libro 05, Paragrafi 61-87

Plinio il Vecchio, Naturalis Historia: Libro 05, Paragrafi 61-87

Latino: dall'autore Plinio il Vecchio, opera Naturalis Historia parte Libro 05, Paragrafi 61-87

[61]  dein Ptolemais et Panopolis ac Veneris iterum et in Libyco Lycon, ubi montes finiunt Thebaidem

ab iis oppida Mercuri, Alabastron, Canum et supra dictum Herculis

deinde Arsinoes ac iam dicta Memphis, inter quam et Arsinoiten nomon in Libyco turres quae pyramides vocantur, et labyrinthus, in Moeridis lacu nullo addito ligno exaedificatus, et oppidum Crialon

unum praeterea intus et Arabiae conterminum claritatis magnae, Solis oppidum

[62]  Sed iure laudetur in litore Aegyptii maris Alexandria, a Magno Alexandro condita in Africae parte ab ostio Canopico XII p iuxta Mareotim lacum, qui locus antea Rhacotes nominabatur

metatus est eam Dinochares architectus pluribus modis memorabili ingenio,XV p
[61] Poi Tolemaide e Panopoli e un'altra di Venere e Licon nel territorio libico, dove i monti delimitano la Tebaide

Dopo queste, le città di Mercurio, Alabastri, Cani e la sopra detta di Ercole

Poi Arsinoe e la già citata Menfi, tra questa e la prefettura di Arsinoe nel territorio Libico le torri che sono chiamate piramidi, e il labirinto, nel lago di Meride costruito senza alcun legno aggiunto, e la città di Crialo

Inoltre all'interno e al confine dell'Arabia la città del Sole di gran fama

[62] Ma con diritto è lodata Alessandria sul litorale del mare d'Egitto, fondata da Alassandro Magno nella parte dell'Africa a 12 miglia dalla foce di Canopo vicina al lago Mareotide, luogo che era chiamato prima Racote

L'architetto Dinocare di notevole ingegno per più aspetti la misurò, collocata a 15 miglia la larghezza, ad immagine di una clamide macedonica frangiata con un giro circolare, con un tragitto angoloso a destra e sinistra, già allora tuttavia definita luogo della reggia per la quinta parte
laxitate insessa ad effigiem Macedonicae chlamydis orbe gyrato laciniosam, dextra laevaque anguloso procursu, iam tum tamen quinta situs parte regiae dicta; [63]  Mareotis lacus a meridiana urbis parte euripo e Canopico ostio mittit ex mediterraneo commercia, insulas quoque plures amplexus,XXX traiectu,CCL ambitu, ut tradit Claudius Caesar

alii schoenos in longitudinem patere XL faciunt schoenumque stadia XXX: ita fieri longitudinis CL p

, tantundem et latitudinis; [64]  sunt in honore et intra decursus Nili multa oppida, praecipue quae nomina ostiis dedere, non omnibus XII enim reperiuntur superque quattuor, quae ipsi falsa ora appellant , sed celeberrimis VII, proximo Alexandriae Canopico, dein Bolbitino, Sebennytico, Phatmitico, Mendesico, Tanitico ultimoque Pelusiaco
[63] Il lago Mareotide dalla parte meridionale della città con un canale dalla foce del Canopo manda le merci dall'entroterra, dopo aver racchiuso anche più isole, per un tragitto di 30 miglia, un perimetro di 250, come riferisce Claudio Cesare

Altri sostengono estendersi in lunghezza per 40 scheni e uno scheno (è) 30 stadi: perciò esserci 150 miglia di lunghezza, altrettante di larghezza

[64] Entro il decorso del Nilo molte città sono famose, soprattutto quelle che diedero i nomi alle foci, non a tutte- infatti sono rinvenute dodici e inoltre quattro, che gli stessi chiamano false foci-, ma alle sette più celebri, alla Canopica la più vicina ad Alessandria, poi alla Bolbitina, alla Sebennitica, alla Fatnitica, alla Mendesica, alla Tanitica e all'ultima la Pelusiaca
praeterea Butos, Pharbaethos, Leontopolis, Athribis, Isidis oppidum, Busiris, Cynopolis, Aphrodites, Sais, Naucratis, unde ostium quidam Naucraticum nominant quod alii Heracleoticum, Canopico, cui proximum est, praeferentes

[65]  Ultra Pelusiacum Arabia est, ad Rubrum mare pertinens et odoriferam illam ac divitem terram et Beatae cognomine inclutam

haec Catabanum et Esbonitarum et Scenitarum Arabum vocatur, sterilis, praeterquam ubi Syriae confinia attingit, nec nisi Casio monte nobilis

his Arabes iunguntur, ab oriente Canchlei, a meridie Cedrei, qui deinde ambo Nabataeis

Heroopoliticus vocatur alterque Laeaniticus vel Aelaniticus sinus Rubri maris in Aegyptum vergentis,CL intervallo inter duo oppida, Aelana et in nostro mari Gazam

Agrippa a Pelusio Arsinoen, Rubri maris oppidum, per deserta CXXV p
Inoltre Buto, Farbeto, Leontopoli, Atribi, la città di Iside, Busiride, Cinopoli, Afrodite, Sais, Naucrati, da cui alcuni denominano la foce Naucratica che altri (chiamano) Eracleotica, preferendola alla Canopica a cui è vicina

[65] Oltre la Pelusiaca c'è l'Arabia, che tende verso il mar Rosso e quella terra odorosa e ricca e famosa col nome di Felice

Questa è detta degli Arabi Catabani ed Esboniti e Sceniti, sterile, tranne dove raggiunge i confini della Siria, celebre se non per il monte Casio

A questi sono uniti gli Arabi, da oriente i Canclei, da sud i Cedrei, poi entrambi questi ai Nabatei

Il golfo del mar Rosso che volge verso l'Egitto è chiamato Eroopolitico l'altro Lenitico o Elanitico, con una distanza di 150 miglia fra due città, Elana e Gaza nel nostro mare

Agrippa tramanda Arsinoe, città del mar Rosso, attraverso i deserti a 125 miglia dal Pelusio: così poco dista qui tanta diversità della natura
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Plinio il Vecchio, Naturalis Historia: Libro 31, Paragrafi 75-131

Latino: dall'autore Plinio il Vecchio, opera Naturalis Historia parte Libro 31, Paragrafi 75-131

tradit: tam parvo distat ibi tanta rerum naturae diversitas; [66]  Iuxta Syria litus occupat, quondam terrarum maxuma et plurimis distincta nominibus

namque Palaestine vocabatur qua contingit Arabas, et Iudaea et Coele, dein Phoenice et qua recedit intus Damascena, ac magis etiamnum meridiana Babylonia, eadem Mesopotamia inter Euphraten et Tigrin quaque transit Taurum Sophene, citra vero eam Commagene et ultra Armeniam Adiabene, Assyria ante dicta, et ubi Ciliciam attingit Antiochia

[67]  longitudo eius inter Ciliciam et Arabiam CCCCLXX p

est, latitudo a Seleucia Pieria ad oppidum in Euphrate Zeugma CLXXV

qui subtilius dividunt, circumfundi Syria Phoenicen volunt et esse oram maritimam Syriae, cuius pars sit Idumaea et Iudaea, dein Phoenicen, dein Syriam; id quod praeiacet mare totum Phoenicium appellatur
[66] Occupa il litorale vicino la Siria, un tempo la più grande delle terre e distinta con più nomi

Infatti è detta Palestina dove confina con gli Arabi, e Giudea e Cele, poi Fenicia e Damascena dove si ritrae all'interno, e anche adesso Babilonia nella parte più meridionale, la stessa Mesopotamia tra l'Eufrate e il Tigri e Sofene dove passa il Tauro, invece al di qua da essa Commagene e oltre l'Armenia Adiabene prima detta Assiria, e Antiochia dove raggiunge la Cilicia

[67] La sua lunghezza fra la Cilicia e l'Arabia è 470 miglia, la larghezza da Seleucia Pieria fino alla città di Zeugma sull'Eufrate 175

Quelli che dividono più sottilmente, sostengono che la Fenicia è circondata dalla Siria e che c'è la costa marittima della Siria, di cui l'Idumea e la Giudea faccia parte, poi la Fenicia, poi la Siria

Tutto il mare che è davanti a questo è detto Fenicio
ipsa gens Phoenicum in magna gloria litterarum inventionis et siderum navaliumque ac bellicarum artium

[68]  A Pelusio Chabriae castra, Casius mons, delubrum Iovis Casii, tumulus Magni Pompei; Ostracine Arabia finitur, a Pelusio LXV p

mox Idumaea incipit et Palaestina ab emersu Sirbonis lacus, quem quidam CL circuitu tradidere

Herodotus Casio monti adplicuit, nunc est plaus modica

oppida Rhinocolura et intus Rhaphaea, Gaza et intus Anthedon, mons Argaris

regio per oram Samaria; oppidum Ascalo liberum, Azotos, Iamneae duae, altera intus

[69]  Iope Phoenicum, antiquior terrarum inundatione, ut ferunt, insidet collem, praeiacente saxo, in quo vinculorum Andromedae vestigia ostendunt; colitur illic fabulosa Ceto

inde Apollonia, Stratonis Turris, eadem Caesarea ab Herode rege condita, nunc colonia Prima Flavia a Vespasiano Imperatore deducta, finis Palaestines,CLXXXVIIII p
La stessa popolazione dei Fenici in grande fama per l'invenzione dell'alfabeto e per le scienze delle stelle e della navigazione e della guerra

[68] Dal Pelusio gli accampamenti di Cabria, il monte Casio, il santuario di Giove Casio, la tomba di Pompeo Magno

Ostracine è delimitata dall'Arabia, a 65 miglia dal Pelusio poi comincia l'Idumea e la Palestina con l'emergere del lago Sirbone, che alcuni riferirono con un perimetro di 150 miglia

Erodoto lo congiunse al monte Casio, ora è una piccola palude

Le città di Rinocolura e all'interno Rafea, Gaza e all'interno Antedone, il monte Argari

La regione Samaria lungo la costa; la libera città di Ascalona, Azoto, le due Giamnee, una all'interno

[69] Gioppe dei Fenici, più antica, come dicono, del diluvio delle terre, occupa un colle, con una roccia che sporge, su cui appaiono le tracce delle catene di Andromeda

Lì è venerata la leggendaria Cetona
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Plinio il Vecchio, Naturalis Historia: Libro 05, Paragrafi 01- 26

Latino: dall'autore Plinio il Vecchio, opera Naturalis Historia parte Libro 05, Paragrafi 01- 26

a confinio Arabiae

dein Phoenice; intus autem Samariae oppida Neapolis, quod antea Mamortha dicebatur, Sebaste in monte, et altiore Gamala

[70]  Supra Idumaeam et Samariam Iudaea longe lateque funditur

pars eius Syriae iuncta Galilaea vocatur, Arabiae vero et Aegypto proxima Peraea, asperis dispersa montibus et a ceteris Iudaeis Iordane amne discreta

reliqua Iudaea dividitur in toparchias decem quo dicemus orde: Hiericuntem palmetis consitam, fontibus riguam, Emmaum, Lyddam, Iopicam, Acrabatenam, Gophaniticam, Thamniticam, Betholeptephenen, Orinen, in qua fuere Hierosolyma, longe clarissima urbium orientis, non Iudaeae modo, Herodium cum oppido inlustri eiusdem nominis

[71]  Iordanes amnis oritur e fonte Paneade, qui cognomen dedit Caesareae, de qua dicemus
Poi Apollonia, la Torre di Stratone, la stessa Cesarea fondata dal re Erode, ora colonia Prima Flavia conquistata dall'imperatore Vespasiano, limite palestinese, a 189 miglia dal confine dell'Arabia

Poi la Fenicia; all'interno quindi le città della Samaria Neapoli, che prima era detta Mamorta, Sebaste sul monte, e su uno più alto Gamala

[70] Sopra l'Idumea e la Samaria è estesa in lungo e in largo la Giudea

La sua parte unita alla Siria è detta Galilea, invece la più vicina all'Arabia e all'Egitto Perea, distesa su aspri monti e divisa dagli altri Giudei dal fiume Giordano

La restante Giudea è divisa in dieci toparchie nell'ordine che diremo: Gericunte cosparsa di palmeti, bagnata dalle sorgenti, Emmaus, Lidda, Giopica, Acrabatena, Gofanitica, Tamnitica, Betleptefene, Orine, in cui ci furono Gerusalemme, di gran lunga la più famosa delle città d'oriente, non solo della Giudea, Erodio con la famosa città dello stesso nome

[71] Il fiume Giordano nasce dalla sorgente Paneade, che dette il nome a Cesarea, di cui parleremo
amnis amoenus et, quatenus locorum situs patitur, ambitiosus accolisque se praebens velut invitus Asphaltiten lacum dirum natura petit, a quo postremo ebibitur aquasque laudatas perdit, pestilentibus mixtas; ergo ubi prima convallium fuit occasio, in lacum se fundit, quem plures Genesarem vocant,XVI p

longitudinis,VI latitudinis, amoenis circumsaeptum oppidis, ab oriente Iuliade et Hippo, a meridie Tarichea, quo nomine aliqui et lacum appellant, ab occidente Tiberiade, aquis calidis salubri

[72]  Asphaltites nihil praeter bitumen gignit, unde et nomen; nullum corpus animalium recipit, tauri camelique fluitant; inde fama nihil in eo mergi

longitudine excedit C p

, latitudine maxima LXXV implet, minima VI

prospicit eum ab oriente Arabia Nomadum, a meridie Machaerus, secunda quondam arx Iudaeae ab Hierosolymis
Un fiume bello e, si estende secondo la natura dei luoghi, e mostrandosi utile per gli abitanti si dirige come controvoglia verso l'Asfaltide un lago cupo per la natura, da cui all'ultimo è assorbito e perde le decantate acque, miste a quelle pestilenziali

Dunque dove ci fu la prima occasione di convalli, si versa nal lago, che i più chiamano Genesara, 16 miglia di lunghezza, 6 di larghezza, circondato di belle città, da oriente Giuliade e Ippo, da sud Tarichea, col cui nome alcuni chiamano anche il lago, da occidente Tiberiade, salubre per la acque calde

[72] Asfaltide non produce nulla eccetto il bitume, da cui anche il nome

Nessun corpo di animali affonda, tori e cammelli galleggiano; quindi la fama che niente in esso viene sommerso

Supera in lunghezza 100 miglia, riempie nella massima larghezza 75 miglia, nella minima 6

Lo vede da oriente l'Arabia dei Nomadi, da sud Machero, un tempo la seconda rocca della Giudea dopo Gerusalemme
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Plinio il Vecchio, Naturalis Historia: Libro 11, Paragrafi 231-246

Latino: dall'autore Plinio il Vecchio, opera Naturalis Historia parte Libro 11, Paragrafi 231-246

eodem latere est calidus fons medicae salubritatis Callirrhoe, aquarum gloriam ipso nomine praeferens

[73]Ab occidente litora Esseni fugiunt usque qua nocent, gens sola et in toto orbe praeter ceteras mira, sine ulla femina, omni venere abdicata, sine pecunia, socia palmarum

in diem ex aequo convenarum turba renascitur, large frequentantibus quos vita fessos ad mores eorum fortuna fluctibus agit

ita per saeculorum milia incredibile dictu gens aeterna est, in qua nemo nascitur

tam fecunda illis aliorum vitae paenitentia est

infra hos Engada oppidum fuit, secundum ab Hierosolymis fertilitate palmetorumque nemoribus, nunc alterum bustum

inde Masada castellum in rupe, et ipsum haut procul Asphaltite

et hactenus Iudaea est
Nella stessa parte c'è Calliroe una sorgente calda di salubrità curativa, che mostra con lo stesso nome la fama delle acque

[73] Gli Esseni ad occidente evitano i lidi fin dove nuocciono, popolo solitario e strano più degli altri su tutta la terra, senza alcuna donna, dopo aver abbandonato ogni amore, senza denaro, compagni delle palme

Di giorno in giorno si rinnova ugualmente la schiera dei convenuti, poiché giungono ampiamente quelli che la vita spinge verso le loro abitudini, stanchi per le avversità della sorte

Così per migliaia di secoli- incredibile a dirsi-è eterna una popolazione, in cui non nasce nessuno

Tanto è fecondo per quelli il fastidio degli altri per la vita

Fra questi ci fu la città di Engada, seconda a Gerusalemme per fertilità e boschi di palmeti, ora altra rovina

Poi Masada una fortezza sulla rupe, e la stessa non lontana da Asfaltide

E fin qui c'è la Giudea
[74]  Iungitur et latere Syriae Decapolitana regio, a numero oppidorum, in quo non omnes eadem observant, primum tamen Damascum epoto riguis amne Chrysorroa fertilem, Philadelphiam, Rhaphanam, omnia in Arabiam recedentia, Scythopolim, antea Nysam, a Libero Patre sepulta nutrice ibi Scythis deductis, Gadara, Hieromice praefluente, et iam dictum Hippon, Dion, Pellam aquis divitem, Garasam, Canatham

intercursant cinguntque has urbes tetrarchiae regnorum instar singulae, et regna contribuuntur Trachonitis, Paneas, in qua Caesarea cum supra dicto fonte, Abila, Arca, Ampeloessa, Gabe

[75]  Hinc redeundum est ad oram atque Phoenicen

fuit oppidum Crocodilon, est flumen

memoria urbium Dorum, Sycaminum

promunturium Carmelum et in monte oppidum eodem nomine, quondam Acbatana dictum
[74] E' congiunta dal lato della Siria anche la regione Decapolitana, dal numero delle città, su cui non tutti affermano le stesse cose, tuttavia dapprima Damasco fertile per il fiume Crisorroa imbevuto di terreni bagnati, Filadelfia, Rafana, tutte che volgono verso l'Arabia, Scitopoli, prima Nisa, dalla nutrice sepolta qui dal Padre Libero dopo che erano stati condotti gli Sciti, Gadara, col Geromice che vi scorre, e la già citata Ippo, Dion, Pella ricca di acque, Garasa, Canata

Si frappongono e cingono queste città le tetrarchie-ciascuna come un regno- e sono uniti i regni della Traconite, Panea, in cui (è) Cesarea con la fonte sopra detta, Abila, Arca, Ampeloessa, Gabe

[75] da qui bisogna tornare verso la costa e la Fenicia

Ci fu la città di Crocodilo, vi è il fiume

Il ricordo delle città di Doro, Sicamino

Il promontorio Carmelo e sul monte una città con lo stesso nome, un tempo detta Acbatana
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iuxta Getta, Geba, rivus Pacida sive Belus, vitri fertiles harenas parvo litori miscens; ipse e palude Cendebia a radicibus Carmeli profluit

iuxta colonia Claudi Caesaris Ptolemais, quae quondam Acce

oppidum Ecdippa, promunturium Album

[76]  Tyros, quondam insula praealto mari DCC passibus divisa, nunc vero Alexandri oppugnantis operibus continens; olim partu clara, urbibus genitis Lepti, Utica et illa aemula terrarumque orbis avida Carthagine, etiam Gadibus extra orbem conditis: nunc omnis eius nobilitas conchylio atque purpura constat

circuitus XVIIII est, intra Palaetyro inclusa; oppidum ipsum XXII stadia optimet

Inde Idaea et Sarepta et Ornithon oppida et Sidon, artifex vitri Thebarumque Boeotiarum parens

[77]  a tergo eius Libanus mons orsus MD stadiis Zimyram usque porrigitur, quae Coeles Syriae cognominatur
Vicino Getta, Geba, il ruscello Pacida o Belo, che sulla stretta riva mescola sabbie produttive di vetro; lo stesso scende dalla palude Cendebia dalle basi del Carmelo

Vicina Tolemaide colonia di Claudio Cesare, che un tempo (era) Acce

La città di Ecdippa, il promontorio Albo

[76] Tiro, un tempo isola divisa in alto mare a 700 miglia, ora invece che si unisce alle costruzioni di Alessandro quando l'assediava; un tempo famosa per la nascita, con le città sorte di Lepti, Utica e quella Cartagine emula e avida delle terre del mondo, anche Gade, costruita fuori del mondo: ora tutta la sua fama consiste nella conchiglia e nella porpora

Il perimetro è 19 miglia, chiusa entro Paleotiro; la stessa città occupa 22 stadi

Poi Idea e Sarepta e le città di Ornito e Sidone, artefice del vetro e genitrice dei Tebani e dei Beoti

[77] Alle sue spalle il monte Libano si protende elevato 1500 stadi fino a Zimira, che è denominata Cele del terrirorio della Siria
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