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Plinio il Vecchio, Naturalis Historia: Libro 04, Paragrafi 16-30

Plinio il Vecchio, Naturalis Historia: Libro 04, Paragrafi 16-30

Latino: dall'autore Plinio il Vecchio, opera Naturalis Historia parte Libro 04, Paragrafi 16-30

[16] Dehinc a Taenaro ager Laconicus liberae gentis et sinus circuitu CVI, traiectu XXXVIII

oppida Taenarum, Amyclae, Pherae, Leuctra et intus Sparta, Therapne atque ubi fuere Cardamyle, Pitane, Anthia, locus Thyreae, Gerania

mons Taygetus, amnis Eurotas

sinus Aegilodes, oppidum Psamathus

sinus Gytheates ab oppido, ex quo Cretam in insulam certissimus cursus

omnes autem Maleo promunturio includuntur

[17] Qui sequitur sinus ad Scyllaeum Argolicus appellatur, traiectu L, idem ambitu CLXII

oppida Boea, Epidaurus Limera cognomine, Zarax, Cyphans portus

amnes Inachus, Erasinus, inter quos Argos Hippium cognominatum supra locum Lernen a mari MM, novemque additis milibus Mycenae et ubi fuisse Tiryntha tradunt et locus Mantinea

montes Artemisius, Apesantus, Asterion, Parparus aliique XI numero, fontes Niobe, Amymone, Psamathe
[16] Poi dal Tenaro il territorio della Laconia di popolazione libera e un golfo col perimetro di 106 miglia, con un tragitto di 38

Le città Tenaro, Amicle, fere, Leuttra, e all'interno Sparta, Terapne, e dove furono Cardamile, Pitane, Antea, la località di Tirea, Gerania

Il monte Taigeto, il fiume Eurota

Il golfo Egilode, la città di Psamato

Il golfo Giteate (denominato) dalla città, da cui (parte) il tragitto più sicuro verso l'isola di Creta

Tutti poi sono chiusi dal promontorio Maleo

[17] Il golfo che segue verso Scilleo è chiamato Argolico, con un tragitto di 50 miglia, il medesimo con un perimetro di 162 miglia

Le città Boea, Epidauro col soprannome Limera, Zarax, il porto Cifante

I fiumi Inaco, Erasino, tra cui Argo denominata Ippio sopra la località di Lerna a 2 miglia dal mare, e con l'aggiunta di nove miglia Micene e dove dicono che ci fosse Tirinto e la località di Mantinea

I monti Artemisio, Apesanto, Asterione, Prparo e altri in numero di undici, le fonti Niobe, Amymone, Psamate
[18] a Scyllaeo ad Isthmon LXXX p

oppida Hermione, Troezen, Coryphasium appellatumque alias Inachium, alias Dipsium Argos, portus Schoenitas; sinus Saronicus, olim querno nemore redimitus, unde nomen, ita Graecia antiqua appellante quercum; in eo Epidaurum oppidum, Aesculapi delubro celebre, Spiraeum promunturium, portus Anthedus et Bucephalus et quas supras dixeramus Cenchreae, Isthmi pars altera cum delubro Neptuni quinquennalibus incluto ludis

[19] tot sinus Peloponnesi oram lancinant, tot maria adlatrant, siquidem a septentrione Ionium inrumpit, ab occidente Siculo pulsatur, a meridie Cretico urguetur, ab oriente brumali Aegaeo, ab oriente solstitiali Myrtoo, quod a Megarico incipiens sinu totam Atticen adluit

[20] Mediterranea eius Arcadia maxime tenet undique a mari remota, initio Drymodes, mox Pelasgis appellata
[18] Da Scilleo all'Istmo 80 miglia, le città di Ermione, Trezene, Corifasio e Argo chiamata ora Inachio, ora Dipsio, il porto di Schenite

Il golfo Saronico, una volta adorno di un bosco di querce, da cui il nome, così l'antica Grecia chiamava la quercia; su esso la città di Epidauro, celebre per il santuario di Esculapio, il promontorio Spireo, il porto Antedone e Bucefalo e le Cenchree che abbiamo citato prima, l'altra parte dell'Istmo col santuario di Nettuno famoso per i giochi di ogni cinque anni

[19] Tanti golfi del Peloponneso frastagliano la costa, tanti mari rumoreggiano, infatti da nord irrompe lo Ionio, da occidente è battuto dal Siculo, da sud è premuto dal Cretico, da oriente dell'Egeo del solstizio invernale, (nord-est) da oriente dal Mirtoo del solstizio estivo, (sud-est) che partendo dal golfo Megarico bagna tutta l'Attica

[20] L'Arcadia occupa soprattutto i suoi luoghi interni e lontana da ogni parte dal mare, all'inizio chiamata Drimode, poi Pelasgis
oppida eius Psophis, Mantinea, Stymphalum, Tegea, Antigonea, Orchomenum, Pheneum, Pallantium, unde Palatium Romae, Megalepolis, Gortyna, Bucolium, Carnion, Parrhasie, Thelpusa, Melaenae, Heraea, Pylae, Pallene, Agrae, Epium, Cynaethae, Lepreon Arcadiae, Parthenium, Alea, Methydrium, Enispe, Macistum, Lampia, Clitorium, Cleonae

inter quae due oppida regio Nemea est, et Bembinadia vocitata

[21] montes in Arcadia Pholoë cum oppido, item Cyllene, Lycaeus, in quo Lycaei Iovis delubrum, Maenalus, Artemisius, Parthenius, Lampeus, Nonacris praeterque ignobiles VIII

amnes Ladon e paludibus Phenei, Erymanthus e monte eiusdem nominis in Alpheum defluens

[22] reliquae civitates in Achaia dicendae Alipheraei, Abeatae, Pyrgenses, Paroreatae, Pharygenitae, Tortuni, Typanei, Thriusi, Tritienses

universae Achaiae libertatem Domitius Nero dedit
Le sue città Psofide, Mantinea, Stinfalo, Tegea, Antigonea, Orcomeno, Feneo, Pallanzio, da cui Palazzo di Roma, Megalopoli, Gortina, Bucolio, Carnion, Parrasia, Telpusa, Melene, Erea, Pile, Pallene, Agre, Epio, Cinete, Lepreon d'Arcadia, Partenio, Alea, Metidrio, Enispe, Macisto, Lampia, Clitorio, Cleone

Fra queste due città c'è la regione Nemea, detta anche Bembinadia

[21] In Arcadia i monti Foloe con la città, ugualmente Cillene, Liceo, su cui il santuario di Giove Liceo, Menalo, Artemisio, Partenio, Lampeo, Nonacri ed altre otto sconosciute

I fiumi Ladone dalle paludi del Feneo, Erimanto dal monte dello stesso nome che si versa nell'Alfeo

[22] Le rimanenti popolazioni da ricordare nell'Acaia (sono) gli Aliferei, gli Abeati, Pirgensi, Paroreati, Parageniti, Tortuni, Tipanei, Trusi, Tritiensi

Domizio Nerone concesse la libertà a tutta l'Acaia
Peloponnesus in latitudinem a promunturio Maleae ad oppidum Aegium Corinthiaci sinus CXC patet, at in transversum ab Elide Epidaurum CXXV, ab Olympia Argos per Arcadiam LXVIII; ab eodem loco ad Pylum iam dicta mensura est

universa autem, velut pensante aequorum incursus natura, in montes sex atque LXX attollitur

[23] Ab Isthmi angustiis Hella incipit, nostris Graecia appellata

in ea prima Attice, antiquitus Acte vocata

attingit Isthmum parte sui quae appellatur Megaris ab colonia Megara, e regione Pagarum

duo haec oppida excurrente Peloponneso sita sunt, utraque ex parte velut in umeris Helladis, Pagaei et amplius Aegosthenenses contributi Megarensibus

in ora autem portus Choenos, oppida Sidous, Cremmyon, Scironia saxa VI longitudine, Gernaia, Megara, Eleusin

[24] fuere et Oenoe et Probalinthos
Il Peloponneso in larghezza dal promontorio di Malea alla città di Egio del golfo di Corinto si estende per 190 miglia, e di traverso da Elide ad Epidauro 125, da Olimpia ad Argo attraverso l'Arcadia 68; dallo stesso luogo a Pilo c'è la distanza già detta

Inoltre tutta, come se la natura compensasse l'assalto dei mari, innalza 76 monti

[23] Dallo stretto dell'Istmo comincia l'Ellade, chiamata dai nostri Grecia

In essa per prima l'Attica, chiamata anticamente Acte

Tocca l'Istmo nella sua parte che è chiamata Megaride dalla colonia di Megara, dalla regione di Page

Queste due città sono situate sul Peloponneso che sporge, da entrambe le parti come sulle spalle dell'Ellade, i Pagei e di più gli Egostenesi aggregati ai Megaresi

Sulla costa poi il porto di Scheno, le città di Sidunte, Cremmio, rocce Scironie della lunghezza di 6 miglia, Gernaia, megara,Eleusi

[24] Ci furono anche Enoe e Prabalinto
nunc sunt ab Isthmo LV Piraeus et Phalera portus, V muro recedentibus Athenis iuncti

libera haec civitas nec indiga ullius praeconii amplius: tanta claritas superfluit

in Attica fontes Cephisia, Larine, Callirroe, Enneacrunos, montes Brilessus, Aegialeus, Icarius, Hymettus, Lycabettus, locus Ilisos

a Piraeo XLV Sunium promunturium, Thoricos promunturium, Potamos, Steria, Brauron, quondam oppida, Rhamnus pagus, locus Marathon, campus Thriasius, oppidum Melita et Oropus in confinio Boeotiae

[25] Cuius Anthedon, Onchestos, Thespiae liberum oppidum, Lebadea nec cedentes Athenis claritate quae cognominantur Boeotiae Thebae, duorum numinum Liberi atque Herculis, ut volunt, patria

et Musis natalem in nemore Heliconis adsignant

datur et his Thebis saltus Cithaeron, amnis Ismenus
Ora sono a 50 miglia dall'Istmo i porti del Pireo e Falera, uniti con un muro di 5 miglia ad Atene che è più indietro

Questa città libera e non più bisognosa di alcuna lode: tanta fama abbonda

Nell'Attica le fonti Cefisia, Larine, Calliroe, Enneacrunos, i monti Brilesso, Egialeo, Icario, Imetto, Licabetto, la località di Iliso

A 45 miglia dal Pireo il promontorio Sunio, il promontorio di Thoricos, Potamos, Steria, Braurone, un tempo città, il villaggio Ramnunte, la località di Maratona, la pianura di Triasio, la città di Melita e Oropo al confine della Beozia

[25] Di questa (sono) Antedone, Onchesto, la libera città di Tespie, Lebadea e quella che è chiamata Tebe di Beozia che non è inferiore per fama ad Atene, patria, come desiderano, dei due dei Libero ed Ercole

Anche alle Muse assegnano un luogo di nascita nel bosco dell'Elicona

E' assegnato a questa Tebe anche il passo Citerone, il fiume Ismeno
praeterea fontes in Boeotia Oedipodia, Psamathe, Dirce, Epicrane, Arethusa, Hippocrene, Aganippe, Gargaphie

montes extra praedictos Mycalesus, Hadylius, Acontius

[26] reliqua oppida inter Megaricam et Thebas Eleutherae, Haliartus, Plataeae, Pherae, Aspledon, Hyle, Thisbe, Erythrae, Glissa, Copae, iuxta Cephisum amnem Lamiae et Anichiae, Medeon, Phlygone, Acraephia, Coronea, Chaeronea

in ora autem infra Thebas Ocalee, Eleon, Scolos, Schoenos, Peteon, Hyrie, Mycalesos, Ireseum et Eleon, Ollarum, Tanagra, liber populus, et in ipsis faucibus Euripi, quem facit obiecta insula Euboea, Aulis capacis nobilis portu

Boeotos Hyantas antiquitus dixere

[27] Locri deinde Epicnemidii cognominantur, olim Leleges appellati, per quos amnis Cephisus defertur in mare

oppida Opus, unde et sinus Opuntius, Cynus
Inoltre nella Beozia (ci sono) le fonti Edipodia, Psamate, Dirce, Epicrane, Aretusa, Ippocrene, Aganippe, Gargafie

I monti oltre quelli citati Micalesso, Adilio, Aconzio

[26] le rimanenti città fra Megara e Tebe (sono) Eleutera, Aliarto, Platea, Fere, Aspledone, Ile, Tisbe, Eritre, Glissa, Cope, vicino al fiume Cefiso Lamie e Anichie, Medeon, Fligone, Acrefia, Coronea, Cheronea

Sulla costa poi sotto Tebe Ocalee, Eleone, Scolo, Scheno, Peteone, Irie, Micalesso, Ireseo, Pteleon, Oliaro, Tanagra, popolo libero, e sulle stesse foci dell'Euripo, che l'isola Eubea posta di fronte formò, Aulide famosa per un ampio porto

Anticamente chiamarono i Beoti, Ianti

[27] Poi i Locri sono denominati Epicnemidii, un tempo chiamati Lelegi, attraverso i quali il fiume Cefisio è portato nel mare

Le città (sono) Opo, da cui anche il golfo Opunzio, Cino
Phocidis in litore unum Daphnus, introrsus autem Larisa, Elatea et in ripa Cephisi, ut diximus, Lilaea Delphosque versae Cnemis et Hyampolis

rursus Locrorum ora, in qua Larumna, Thronium, iuxta quod Boagrius amnis defertur in mare

oppida Narycum, Alope, Scarphia

postea Maliacus sinus ab incolis dictus, in quo oppida Halcyone, Aegonia, Phalara

[28] Doris deinde, in qua Sparthos, Erineon, Boion, Pindus, Cytinum

Doridis a tergo mons Oeta est

Sequitur mutatis saepe nominibus Haemonia, eadem Pelasgis et Pelasgicon Argos, Hellas, eadem Thessalia et Dryopis, semper a regibus cognominata

ibi genitus rex nomine Graecus, a quo Graecia; ibi Hellen, a quo Hellenes

hos eosdem Homerus tribus nominibus appellavit Myrmidonas et Hellenas et Achaeos

ex his Phthiotae nominantur Dorida accolentes
Sul litorale della Focide solo Dafno, all'interno poi Larisa, Elatea e sulla riva del Cefiso, come abbiamo detto, Lilea e verso Delfi Cnemide e Iampoli

Di nuovo la costa del Locri, su cui Larinna, Tronio, vicino a cui il fiume Boagrio si getta in mare

Le città di Narico, Alope, Scarfia

Poi il golfo Maliaco chiamato dagli abitanti, in cui (sono) le città di Alcione, Egonia, Falara

[28] Poi la Doride, in cui Sparthos, Erineo, Boion, Pindo, Citino

Alle spalle della Doride c'è il monte Eta

Segue l'Emonia spesso con nomi cambiati, la stessa (fu) Pelasgis, Argo Pelasgico, Ellade, la stessa Tessaglia e Driopis, sempre denominata dai re

Qui nato il re di nome Greco, da cui Grecia; qui Ellen, da cui Elleni

Omero chiamò questo stessi con tre nomi Mirmidoni ed Elleni e Achei

Fra questi quelli che abitano la Doride sono chiamati Ftioti
eorum oppida Echinus, in faucibus Sperchii fluminis Thermopylarum angustiae, quo argumento IIII inde Heraclea Trechin dicta est

mons ibi Calidromus; oppida celebrata Hellas, Halos, Lamia, Phthia, Arne

[29] In Thessalia autem Orchomenus, Minyius antea dictus, et oppidum Alimon, ab aliis Holmon, Atrax, Palamna, fons Hyperia, oppida Pherae, quarum a tergo Pieria ad Macedoniam protenditur, Larisa, Gomphi, Thebae Thessalae, nemus Pteleon, sinus Pagasicus, oppidum Pagasa, idem postea Demetrias dictum, Tricca, Pharsali campi cum civitate libera, Crannon, Iletia

montes Phthiotidis Nymphaeus, quod topiario naturae opere spectabilis, Buzygaeus, Conacoessa, Bromiaeus, Daphusa, Chimarone, Athamas, Stephane
Le loro città Echino, alle foci del fiume Sperchio dello stretto passo delle Termopili, dal cui indizio Eraclea a 4 miglia fu poi detta Trechin

Qui il monte Calidromo; le famose città di Ellade, Alo, Lamia, Ftia, Arne

[29] In Tessaglia poi Orcomeno, prima detta Minio, e la città di Alimone, da alcuni Olmone, Atrace, Palamna, la fonte Iperia, le città di Fere, alle cui spalle la Pieria si stende fino alla Macedonia, Larisa, Gomphi, Tebe della Tessaglia, il bosco di Pteleone, il golfo Pagasico, la città di Pagasa, la stessa poi detta Demetriade, Tricca, i territori di Farsalo con la città libera, Crannon, Ilezia

I monti della Ftiotide il Ninfeo, il quale mirabile per il disegno dei giardini della natura, il Buzigeo, Donacessa, Bromieo, Dafusa, Chimarone, Atamante, Stefane
[30] in Thessalia quattuor atque triginta, quorum nobilissimi Cercetii, Olympus Pierius, Ossa, cuius ex adverso Pindus et Othrys, Lapitharum sedes, hi ad occasum vergentes, ad ortus Pelious, omnes theatrali modo inflexi, caveatis ante eos LXXV urbibus

flumina Thessaliae Apidamus, Phoenix, Enipeus, Onochonus, Pamisus, fons Messeis, lacus Boebeis et ante cunctos claritate Penius, ortus iuxta Gomphos interque Ossam et Olympum nemorosa convalle defluens D stadiis, dimidio eius spatii navigabilis

[30] In Tessaglia (ce ne sono) trentaquattro, di cui i più famosi i Cercezii, l'Olimpo Pierio, l'Ossa, di fronte a cui il Pindo e l'Otri, dimora dei Lapiti, questi che volgono verso occidente, il Pelio verso oriente, tutti piegati a forma di teatro con 75 città ad anfiteatro davanti a loro

I fiumi della Tessaglia l'Apidamo, il Fenice, l'Enipeo, l'Onocono, il Pamiso, la fonte Messeide, il lago Bebeide e davanti a tutti per fama il Peneo, nato vicino a Gomphi e che scorre tra l'Ossa e l'Olimpo in una valle boscosa per 500 stadi, navigabile per metà del suo tratto

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