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Plinio il Vecchio, Naturalis Historia: Libro 02, Paragrafi 57-70

Plinio il Vecchio, Naturalis Historia: Libro 02, Paragrafi 57-70

Latino: dall'autore Plinio il Vecchio, opera Naturalis Historia parte Libro 02, Paragrafi 57-70

[57] intra ducentos annos Hipparchi sagacitate compertum est et lunae defectum aliquando quinto mense a priore fieri, solis vero septimo, eundem bis in XXX diebus super terras occultari, sed ab aliis hoc cerni, quaeque sunt in hoc miraculo maxime mira, cum conveniat umbra terrae lunam heetari, nunc ab occasus parte hoc ei accidere, nunc ab exortus, quanam ratione, cum solis exortu umbrae illa hebetatrix sub terra esse debeat, semel iam acciderit ut in occasu lunae deficeret utroque super terram conspicuo sidere [57] Da duecento anni con l'intuizione di Ipparco si è capito anche che talvolta l'eclissi di luna avviene nel quinto mese dalla precedente, invece di sole nel settimo, che questo viene nascosto sulla terra per due volte in trenta giorni, ma che ciò è visto da alcuni, queste cose sono soprattutto mirabili in questo fenomeno, quando avviene che la luna è nascosta dall'ombra della terra, che questo le accade ora dalla parte di occidente, ora da quella d'oriente, per il motivo per cui, quando col sorgere del sole quella occultatrice dell'ombra dovrebbe essere sotto la terra, già una volta sia accaduto che avvenisse l'elisse della luna ad occidente con entrambi gli astri visibili sulla terra
nam ut XV diebus utrumque sidus quaereretur, et nostro aevo accidit imperatoribus Vespasianis patre III filio II consulibus Infatti in quindici giorni entrambi gli astri (erano in eclisse) come era notato, avvenne anche nel nostro tempo quando furono consoli gli imperatori Vespasiano il padre per la terza volta il figlio per la seconda
[58] Lunam semper aversis a sole cornibus, si crescat, ortus spectare, si minuatur, occasus, haut dubium est; lucere dodrantes semunicas horarum ab secunda adicientem usque ad plenum orbem detrahentemque in deminutionem; intra XIIII autem partes solis semper occultam esse [58] Non c'è dubbio che la luna con le punte sempre opposte al sole, se cresce, guarda a oriente, se decresce, a occidente; che dal secondo giorno risplende aggiungendo quarantasette minuti e mezzo fino alla piena orbita e descrescente nella fase calante; che entro i tredici gradi dal sole è sempre nascosta
quo argumento amplior errantium stellarum quam lunae magnitudo colligitur, quando illae et a septenis interdum partibus emergant Da tale considerazione si deduce un'ampiezza più grande delle stelle vaganti che della luna, poiché quelle emergono talvolta anche da sette gradi
sed altitudo cogit minores videri, sicut adfixas caelo solis fulgor interdiu non cerni, cum aeque ac noctu luceant idque manifestum fiat defectu solis et praealtis puteis Ma l'altezza costringe che siano visti minori, come lo splendore del sole (costringe) che non siano viste di giorno le stelle fisse nel cielo, mentre risplendono esattamente come di notte e ciò diventa manifesto nell'eclisse di sole e nei pozzi molto profondi
[59] Errantium autem tres, quas supra solem diximus sitas, occultantur meantes cum eo, exoriuntur vero matutino discedentes partibus numquam amplius undenis [59] Di quelli che si spostano poi i tre, che abbiamo definito sopra il sole, sono nascosti mentre procedono con lui, però sorgono al mattino non allontanandosi mai più di undici gradi
postea radiorum eius contactu reguntur et in triquetro a partibus CXX stationes matutinas faciunt, quae et primae vocantur, mox in adverso a partibus CLXXX exortus vespertinos, iterumque in CXX ab alio latere appropinquantes stationes vespertinas, quas et secundas vocant, donec assecutus in partibus duodenis occultet illas, qui vespertini occasus appellantur In seguito sono giudati dal contatto dei suoi raggi e in aspetto trigonale a centoventi gradi fanno le stazioni mattutine, che sono chiamate anche prime, poi in opposizione a centottanta gradi (compiono) le levate serali, e di nuovo a centoventi gradi dall'altro versante mentre compiono le stazioni serali, che sono dette anche seconde, finché (il sole) dopo averli seguiti per dodici gradi li nasconde, questi sono chiamati tramonti serali
[60] Martis stella, ut propior, etiam ex quadrato sentit radios, a XC partibus, unde et nomen accepit motus primus et secundus nonagenarius dictus ab utroque exortu [60] Il pianeta di Marte, poiché è più vicino, sente i raggi anche dalla quadratura, da novanta gradi, dal che prese anche nome il movimento detto primo e secondo novantesimo da entrambe le origini
eadem stationalis senis mensibus commoratur in signis, alioqui bimestris, cum cetera utraque statione quaternos menses non inpleant Questo (pianeta) stazionario si trattiene per sei mesi nel segno, altrimenti per due mesi, mentre gli altri non impiegano quattro mesi in entrambe le stazioni
[61] inferiores autem duae occultantur in coitu vespertino simili modo, relictaeque a sole totidem in partibus faciunt exortus matutinos, ad quos longissimis distantiae suae metis solem insequuntur adeptaeque occasu matutino conduntur ac praetereunt [61] I due inferiori poi sono nascosti in modo uguale nella congiunzione serale, e abbandonati dal sole compiono in altrettanti gradi le levate mattutine, in base a cui seguono il sole con le estremità lontanissime della loro distanza e dopo averlo raggiunto sono condotte e vanno oltre nel tramonto mattutino
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